Barcellona, le chat degli ex dirigenti: "Messi topo di fogna e nano ormonato"
di Raffaele R. Riverso , di Raffaele R. RiversoNon c'è bisogno che Lionel Messi torni a Barcellona perché, in realtà, non se n'è mai andato. Fisicamente, per ragioni di lavoro, passa più tempo altrove, sebbene non appena ha un paio di giorni liberi torni ad arieggiare la propria villa di Gavá per riassaporare l'orizzonte a cui sei era abituato, quello formato dall'abbraccio tra il mare nostro e il cielo catalano. L'amore per il Barça - che il giorno del suo addio definì "la mia casa" - resta intatto, nonostante il suo ex club ce la stia davvero mettendo tutta per fargli cambiare i suoi piani che, sul breve periodo lo vorrebbero di ritorno all'ombra di quello che sarà già il Nou Camp Nou. Non per allenare, non fa per lui. Probabilmente, per far parte della direzione sportiva blaugrana. Il presente, però, è fatto di insulti e offese. E poco importa che i fatti d'attualità rimandino al passato, perché…
Non c'è bisogno che Lionel Messi torni a Barcellona perché, in realtà, non se n'è mai andato. Fisicamente, per ragioni di lavoro, passa più tempo altrove, sebbene non appena ha un paio di giorni liberi torni ad arieggiare la propria villa di Gavá per riassaporare l'orizzonte a cui sei era abituato, quello formato dall'abbraccio tra il mare nostro e il cielo catalano. L'amore per il Barça - che il giorno del suo addio definì "la mia casa" - resta intatto, nonostante il suo ex club ce la stia davvero mettendo tutta per fargli cambiare i suoi piani che, sul breve periodo lo vorrebbero di ritorno all'ombra di quello che sarà già il Nou Camp Nou. Non per allenare, non fa per lui. Probabilmente, per far parte della direzione sportiva blaugrana. Il presente, però, è fatto di insulti e offese. E poco importa che i fatti d'attualità rimandino al passato, perché è adesso che fanno male.
La figura di Bartomeu
Tutto inizia e, considerato l'ultimo capitolo, tutto finisce intorno alla figura di Josep Maria Bartomeu. Paradossalmente, il presidente che non lo ha fatto andar via - nemmeno via burofax - è anche la principale ragione del possibile disinnamoramento di Leo ai colori blaugrana. Dalla campagna social per screditarlo agli occhi dei tifosi blaugrana - il cosiddetto Barçagate - ai disastri sportivi e finanziari provocati durante il suo mandato e costati al Barça la perdita del proprio status di regina d'Europa. Casse vuote che portarono Joan Laporta a decidere di non rinnovargli il contratto. E, per quanto sia vero che anche l'attuale presidente del Barcellona abbia giocato sporco (seducendolo, prima, e abbandonandolo, poi), l'attualità è implacabile con il suo predecessore e, in questo caso, soprattutto con i suoi scagnozzi che, sfortunatamente per i tifosi culé, non riuscirono mai a capire, almeno non fino in fondo, l'importanza di Messi nella storia del Barcellona.
I mezzi poco ortodossi di Ramon Gomez Ponti
E così, basta dare una rapida occhiata agli ultimi leaks pubblicati da 'El Periodico de Catalunya' per capire quanto fosse marcia, nelle sue stanze più nascoste, la dirigenza Bartomeu. Secondo le intercettazioni entrate in possesso dal quotidiano catalano, infatti, durante la trattativa con i calciatori blaugrana, ai quali era stato chiesto di rinunciare a una parte del proprio ingaggio per aiutare la società durante la pandemia, qualcuno aveva pensato bene di ricorrere a mezzi poco ortodossi e, sicuramente illegali, per mettere alla gogna Messi e compagni. Il più accanito fra tutti era Román Gómez Ponti, l'allora massimo responsabile dei servizi giuridici del Barça: "Non sarebbe una cattiva idea pubblicare i contratti milionari della prima squadra per esporli, così, al pubblico ludibrio".
Fatto sta che pochi mesi dopo El Mundo sbatté il mostro - il contratto della Pulga - in prima pagina. In questa occasione, c'è da dire che a uscirne meglio di tutti è proprio Bartomeu che, quando si accorse dello scoop del quotidiano spagnolo, inviò un messaggio riferendosi all'allora Ceo del club, Oscar Grau: "Oscar, questa cosa può essere venuta fuori solo dal club. Non credo che sia stato lui a farlo per forzare il suo addio. Chi lo ha fatto sta facendo del male alla società". L'ex presidente, del resto, considerava adeguato lo stipendio dell'argentino: "Senza la pandemia, questo contratto è assolutamente sostenibile per il club perché rappresenta il 15% del nostro fatturato ed è giusto che sia così se consideriamo tutto ciò che Leo genera".
Ponti: "Messi topo di fogna"
Ed è proprio su questo punto che Gómez Ponti dà il meglio, che poi è il peggio, di sé: " Barto, sul serio, non si può essere così buoni con questo topo di fogna. Il club gli ha dato tutto e lui si è dedicato a instaurare una dittatura sugli ingaggi, sulle cessioni, sui rinnovi, sugli sponsor, solo per il suo bene. Alla cifra del suo contratto, infatti, bisognerebbe aggiungere quello di Pinto, dei rinnovi di Suárez e Alba o la commissione per il rinnovo di Ansu Fati... Rodrigo Messi (fratello della Pulce ed ex rappresentante dell'attuale numero 10 blaugrana, ndr), un agente? Ma se non sa nemmeno leggere e, per di più, si portava dietro, in qualità di socio, un trafficante di droga! E, poi, tutti i ricatti e la maleducazione che il club e chi ci lavora è stata costretto a subire da questo nano ormonato che deve la vita al Barça. Però, poi, quando arrivano le vacche magre l'unica cosa che dice è di tagliare lo stipendio agli altri, ma di non toccare quello suo e di Luis. Speriamo che se ne vada nell'indifferenza generale, che è la cosa peggiore che potrebbe succedergli a questo spilorcio".
Le accuse a Piqué
Ancora una volta, dopo il laconico "sì" di Grau, era Bartomeu a riportare un po' di buonsenso nella conversazione: "Sono d'accordo su molti punti, ma prima di tutto viene il Barça e questo tipo di articoli danneggiano l'immagine del club". Gómez Ponti, però, non ne voleva sapere di calmarsi e, una volta finito con Messi, cominciò a insultare Gerard Piqué reo, a suo modo di vedere, di aver detto che il Barcellona avrebbe avuto bisogno di una nuova cupola dirigenziale: "Bisogna davvero avere pochi scrupoli ed essere un grandissimo figlio di puttana". Ebbene, oltre a quello di Messi, El Mundo pubblicò anche il contratto dell'ex centrale catalano.... Questo per dire che quello che è, almeno per il momento, l'ultimo leak venuto fuori dalle viscere del peggior periodo della storia del Barça serve a riordinare un po' il puzzle e la sensazione è che, oggi, si incastrano tra loro molti più tasselli di ieri.