Le spese pazze del Chelsea, un mercato da 560 milioni: così i blues aggirano il Fair Play Finanziario
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Partiamo da un dato imbarazzante. Nella sessione di mercato invernale appena conclusasi, il Chelsea ha speso 326 milioni di euro contro i 215 milioni di tutti i 78 club dei massimi campionati di Italia, Spagna, Germania e Spagna messi insieme. Mentre la Premier League ne ha fatti girare complessivamente 680 milioni circa, e solo a gennaio.
Fernandez l'ultimo colpo
Una galassia a parte, che quasi ridimensiona l'acquisto più costoso della stessa Premier, ossia il centrocampista del Benfica e campione del mondo argentino Enzo Fernandez, passato ieri ai blues per la cifra record di 121 milioni di euro dopo una lunga telenovela di trattative. E ancora: se si vanno a vedere le spese complessive del club di West London rilevato l'anno scorso dal miliardario americano Todd Boehly, il Chelsea ha investito in acquisti dall'estate 2022 la mostruosa somma di 560 milioni di euro, un quarto di tutta la Premier. Il secondo club più sp…
LONDRA - Partiamo da un dato imbarazzante. Nella sessione di mercato invernale appena conclusasi, il Chelsea ha speso 326 milioni di euro contro i 215 milioni di tutti i 78 club dei massimi campionati di Italia, Spagna, Germania e Spagna messi insieme. Mentre la Premier League ne ha fatti girare complessivamente 680 milioni circa, e solo a gennaio.
Fernandez l'ultimo colpo
Una galassia a parte, che quasi ridimensiona l'acquisto più costoso della stessa Premier, ossia il centrocampista del Benfica e campione del mondo argentino Enzo Fernandez, passato ieri ai blues per la cifra record di 121 milioni di euro dopo una lunga telenovela di trattative. E ancora: se si vanno a vedere le spese complessive del club di West London rilevato l'anno scorso dal miliardario americano Todd Boehly, il Chelsea ha investito in acquisti dall'estate 2022 la mostruosa somma di 560 milioni di euro, un quarto di tutta la Premier. Il secondo club più spendaccione, il Manchester United, ne ha spesi neanche la metà. Almeno, Joao Felix è arrivato allo Stamford Bridge in prestito dall'Atletico Madrid, seppur oneroso (10 milioni).
100 milioni per Mudryk
La domanda sorge spontanea: come fa il Chelsea di Boehly a sfuggire al Fair Play Finanziario della Uefa che tanto ha fatto penare squadre italiane che si possono permettere molto di meno? Innanzitutto, grazie all'ammortamento dei costi. Pochi giorni prima di Fernandez, è arrivato al Chelsea per altri 100 milioni la giovane e grande promessa ucraina Mykhailo Mudryk. Un "potenziale Pallone d'Oro" secondo Roberto De Zerbi che lo ha allenato. Valore tecnico a parte, la chiave sta nel fatto che Mudryk ha firmato un contratto lunghissimo: otto anni e mezzo. Quasi un'assicurazione sulla vita. Che però permette al Chelsea di spalmare acquisto e stipendio multimilionario del 22enne su quasi nove anni. Nei bilanci, la voce "Mudryk" si tramuta infatti in un aggravio da poco più di una decina di milioni all'anno.
I lunghi contratti
Ma il talento ucraino non è il solo in questa cerchia. Ci sono altri giovani ricoperti d'oro dal Chelsea come Wesley Fofana, costato un altro centinaio di milioni la scorsa estate, che ha firmato un contratto di sette anni; il difensore francese Benoit Badiashile dal Monaco (40 milioni) si è impegnato per sei anni e mezzo; mentre Noni Madueke, ala inglese, 20 anni e acquistato per 33 milioni dal Psv, gode di un contratto di sette anni e mezzo.
Boehly il dopo Abramovich
Già. Boehly, come già dimostrato alla guida della squadra di baseball americana LA Dodgers, non bada a spese, dopo aver rilevato il club per circa 5 miliardi di euro lo scorso maggio dall'oligarca russo Roman Abramovich, che in cambio ha promesso di donare il ricavato netto (circa 2,6 miliardi di euro) alle vittime della guerra in Ucraina, anche se manca ancora ok della Ue causa sanzioni. Alla lunga, comunque, il monte ingaggi potrà essere un problema per il Chelsea, come lo fu in passato per esempio per il Milan di Berlusconi, Ronaldinho e Beckham. Tuttavia, la Premier League sembra un pozzo senza fondo di denaro e risorse. E soprattutto, a oggi, ciò non è un problema, finché tutti gli acquisti vengono "ammortizzati" in questo modo.
Il nuovo Fair Play Uefa
Ma il Chelsea di Boehly sta spendendo così tanto (il terzino spagnolo Cucurella per 75 milioni, Sterling per 63, Koulibaly dal Napoli per circa 45) anche perché le attuali regole del Fair Play Finanziario europeo ancora glielo permettono. E quando cambieranno dalla prossima stagione in poi non saranno comunque retroattive. L'escamotage dei lunghi contratti non sarà più ammesso già dalla prossima stagione, quando la Uefa, che in teoria permette ai club perdite di massimo 60 milioni di euro nell'arco di un triennio, imporrà un limite massimo di cinque anni ai contratti dei calciatori.
Inoltre, secondo le regole vigenti, è ancora permesso spendere il 90% del fatturato del club in acquisti, stipendi e commissioni agli agenti, e così sarà anche l'anno prossimo. Poi, dalla stagione 2024-2025, entrerà in auge un "salary cap globale" più stringente, limitato all'80% del fatturato, e al 70% dalla successiva. Insomma, il Chelsea, che pure arranca a metà classifica a causa degli infortuni che hanno martoriato la squadra di Graham Potter, sembra ancora avere il margine necessario per evitare sanzioni, anche perché la conquista di Champions League e la Supercoppa nel 2021 ha portato in cassa almeno 134 milioni di euro, come nota il "Telegraph".
La forza del settore giovanile
Ma c'è un'altra ragione. Il Chelsea ha un ottimo settore giovanile e monetizza/lucra molto sui suoi giovani. Basti pensare a Tammy Abraham o a Fikayo Tomori, che complessivamente a Roma e Milan sono stati venduti per oltre 70 milioni dopo investimenti minimi per loro in passato da parte del club londinese. "Lo stesso potrebbe capitare a Conor Gallagher, Loftus-Cheek e Hudson-Odoi" ha detto all'Evening Standard Kieran Maguire, docente di finanza del calcio all'università di Liverpool. "Se il Chelsea riuscirà a vendere il 22enne Gallagher per 45 milioni, ciò compensa almeno un anno di un acquisto da 300 milioni spalmato su 7 anni". La matematica non è un'opinione, o quasi, in Premier League.