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Superlega, il Ceo Reichart: "Basta minacce dall'Uefa, i club devono essere padroni del loro destino"

Bernd Reichart con Florentino Perez e Joan Laporta
Bernd Reichart con Florentino Perez e Joan Laporta
 
Il manager tedesco, ad della 'A22 Sports Management', la società incaricata di organizzare la nuova competizione, spiega il nuovo format: ''Nessun club permanente, non sarà un campionato elitario''. La stoccata a Ceferin: ''Non può discriminarci''
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A pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Madrid, che ha vietato a Fifa e Uefa di sanzionare i club promotori della Superlega, Bernd Reichart, Ceo di 'A22 Sports Management' (la società che si occupa dell'organizzazione della tanto discussa competizione), ha spiegato in un'intervista a L'Equipe le nuove idee sul format del campionato europeo per club, diverso dalla prima idea rivoluzionaria dell'aprile 2021 che suscitò polemiche in tutto il mondo.

''Non sarà una competizione elitaria''

La proposta iniziale dei 12 club coinvolti, di cui 9 fecero poi retromarcia (i sei inglesi più Inter, Milan e Atletico Madrid), era quella di creare una competizione riservata appunto a loro, senza promozioni o retrocessioni, sul modello del basket Nba o dell'Eurolega nel Vecchio Continente. Apriti cielo. Lo sdegno dei tifosi in tutto il mondo fu immediato, come le durissime reazioni di Fifa, Uefa e della stessa politica. Risultato? L'idea durò una manciata di giorni e non se ne fece più nulla, anche se il progetto, portato avanti da Juventus, Real Madrid e Barcellona, non è stato mai definitivamente abbandonato. Quello che è cambiato piuttosto è stato l'approccio, deciso sì ma non più scontroso. Merito anche della figura di Reichart, esperto di diritto internazionale, scelto proprio per avere un dialogo meno infuocato con Uefa e Fifa. Il manager tedesco spiega le novità rispetto alla proposta di 18 mesi fa: "Il formato non prevede membri permanenti - dice a L'Equipe -, non sarà più una competizione elitaria chiusa, ma aperta e basata sul merito. Sarà gestita dai club e compatibile con i campionati nazionali''.

''Rigido fair-play finanziario''

Altro punto cardine per Reichart è lo stop alle spese folli dal punto di vista economico, con riferimento nemmeno troppo velato a Psg e Manchester City. ''Ci sarà un rigido fair-play finanziario. Oggi troppi pochi club generano profitto, la maggior parte di essi si indebitano e rischiano di scomparire, altri invece rinunciano proprio agli investimenti''. Da qui l'idea di nuove norme: ''Le società non potranno dedicare più del 55% del loro budget agli stipendi e vogliamo anche vietare sponsorizzazioni "gonfiate". Non è possibile spendere più di quanto si genera''. Tante idee, assicura il manager tedesco, che hanno avuto il placet di diversi presidenti: ''Il calcio sta perdendo attrattività e potere economico, molte società condividono questa preoccupazione e stanno discutendo con noi per risolvere i problemi''. E da qui parte l'attacco alla Uefa: ''Il sistema attuale e la nuova Champions League non sono adatte. Ci sono troppe partite inutili, pochi big match tra squadre forti e la competizione entra nel vivo soltanto nel mese di febbraio''.

''Uefa non può avere monopolio''

Detto che non è più interesse dei promotori della Superlega arrivare allo scontro con Fifa e Uefa, Reichart tuttavia non risparmia alcune stoccate al governo del calcio europeo gestito da Ceferin: ''Vogliamo avere il diritto di portare proposte senza avere la minaccia di essere sanzionati. La Uefa è resistente ad ogni tipo di cambiamento perché vive bene così, senza concorrenza, senza rischi imprenditoriali ed esercitando un'influenza significativa. E' un monopolio che dura da 45 anni. Questa però è discriminazione - aggiunge -, l'autorizzazione di lanciare un nuovo campionato deve essere approvata da un soggetto terzo, perché dobbiamo dipendere da un'organizzazione svizzera? Chiediamo che i club recuperino la loro sovranità e che siano padroni del loro destino. Ci sembra ingiusto che le società si prendano enormi rischi dal punto di vista economico e poi non abbiano potere decisionale''. Si prevede un "duello" ancora molto lungo.

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