Il Barcellona e il vicepresidente degli arbitri pagato, la Federcalcio spagnola apre un'indagine interna. Tebas: "Liga pronta a costituirsi parte civile"
di Raffaele R. Riverso , di Raffaele R. RiversoBARCELLONA — Per il momento non esiste nessun indizio che possa indurre a concludere che l'obiettivo ultimo del Barcellona, contrattando i servizi dell'ex vicepresidente del Comité técnico degli arbitri spagnoli (Cta), fosse quello di influenzare a proprio favore le direzioni arbitrali. Anche se i dubbi sono molti. Come sottolinea la relazione inviata dall'Agenzia delle Entrate al pubblico ministero, infatti, il Barça avrebbe richiesto i servizi di José María Enriquez Negreira per "assicurarsi che non venissero prese decisioni a proprio sfavore". Insomma, dopo decenni passati ad accusare il Real e, più in generale (perché non è possibile separare gli aspetti sportivi da quelli politici), Madrid capitale di "rubare" - a cominciare dal cartellino di Alfredo Di Stefano che aveva già firmato con i catalani prima che si intromettesse il caudillo Francisco Franco - la preoccupazione del Barc…
BARCELLONA — Per il momento non esiste nessun indizio che possa indurre a concludere che l'obiettivo ultimo del Barcellona, contrattando i servizi dell'ex vicepresidente del Comité técnico degli arbitri spagnoli (Cta), fosse quello di influenzare a proprio favore le direzioni arbitrali. Anche se i dubbi sono molti. Come sottolinea la relazione inviata dall'Agenzia delle Entrate al pubblico ministero, infatti, il Barça avrebbe richiesto i servizi di José María Enriquez Negreira per "assicurarsi che non venissero prese decisioni a proprio sfavore". Insomma, dopo decenni passati ad accusare il Real e, più in generale (perché non è possibile separare gli aspetti sportivi da quelli politici), Madrid capitale di "rubare" - a cominciare dal cartellino di Alfredo Di Stefano che aveva già firmato con i catalani prima che si intromettesse il caudillo Francisco Franco - la preoccupazione del Barcellona, secondo quanto sottoscritto dagli stessi ispettori fiscali, era quella di prevenire eventuali torti arbitrali. Ciononostante la società blaugrana avrebbe dovuto capire subito che affidarsi al numero due degli arbitri non era un gran bella idea. Non c'era di certo bisogno di un esperto in conflitto d'interessi per accorgersi che se la storia fosse venuta alla luce si sarebbe gridato allo scandalo.
Barcellona, indagine aperta dalla Federcalcio spagnola
E così è stato. Perché se è vero che il Barcellona ha fatto sapere di conservare tutto il materiale ricevuto dall'azienda di Enriquez Negreira, è altrettanto vero che i nemici del "més que un club" hanno ricevuto un assist che manco Ronaldinho... Le prossime settimane saranno fondamentali per capire se il pubblico ministero deciderà di muovere un'accusa penale contro il Barcellona. La Federcalcio spagnola (Rfef) ha annunciato l'apertura di un'indagine interna per capire se e quanto Enriquez Negreira abbia influito sulle designazioni e sul comportamento degli arbitri tra il 2016 e il 2018. Lo stesso presidente della Liga, Javier Tebas, ha sottolineato che "non ci potranno essere sanzioni disciplinari perché sono già passati cinque anni e in questi casi la prescrizione si limita ai tre anni successivi ai fatti". Detto questo, esattamente come la Rfef, anche Tebas ha assicurato che qualora il pm riterrà che esistono gli estremi penali per portare il Barcellona in tribunale con l'accusa di corruzione, la Liga "si dichiarerà parte civile".
Tebas: "In Spagna non c'è spazio per queste cose"
Su un aspetto della querelle sono tutti d'accordo e Tebas non è da meno: "Sia esteticamente che eticamente non c'è spazio per cose del genere nel calcio spagnolo". Ed è per questa ragione che, anche se il Barcellona dimostrerà di aver ricevuto un servizio in cambio del milione e mezzo versato in tre anni sul conto corrente dell'ex vicepresidente del Cta, non sarà possibile rimediare al danno d'immagine provocato. Lo stesso Enrique Negreira junior, smentendo quanto affermato dal padre, ha assicurato che il rapporto di lavoro non si limitava a pareri verbali (e quindi difficilmente dimostrabili in aula), ma che tutte le relazioni sarebbero state raccolte e fornite sia nero su bianco che in formato dvd. La versione di Enriquez Negreira junior è stata confermata, in dichiarazioni raccolte dal quotidiano La Vanguardia, da Josep Maria Bartomeu, presidente del Barcellona nel periodo preso in considerazione dalle indagini: “Le relazioni esistono e venivano regolarmente consegnate sia alla prima squadra che al Barça B. È falso e assurdo pensare che compravamo gli arbitri”. Un punto a favore del Barça che, però, ci metterà un po' a recuperare la propria credibilità. Anche e soprattutto agli occhi dei propri soci e dei propri tifosi che, bontà loro, avevano davvero creduto che il loro fosse "més que un club".