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Il presidente del Nantes e il business della penoplastica

I giocatori del Nantes esultano dopo un gol (afp)
Waldemar Kita è proprietario di un'azienda che si occupa di chirurgia estetica e soprattutto di allungamento del pene: in società anche una quota di minoranza cinese. Stasera la gara contro la Juventus in Europa League
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E dunque, nel leggere che il core-business - anzi: l’hard core-business - del presidente del Nantes Waldemar Kita è l’allungamento del pene, ci sovvien l’eterno e le morte stagioni, soprattutto le morte stagioni e il suon non di lei, ma di lui. Juventus-Nantes di domani sera non è solo un ottavo di Europa League, ma una partita che contiene moltitudini, se è vero come è vero che siamo qui a parlare di un impero - quello di Kita - tenuto insieme dall’acido ialuronico e facente leva sulla vanità degli uomini e sulla loro illusione di rimanere per sempre giovani, o almeno - per un paio d’ore - far finta di. Titolo da porno casereccio anni 70: “Il lungo pendio”. E finiamola qua.

La storia di Kita, dal Losanna al Nantes

La st…

E dunque, nel leggere che il core-business - anzi: l’hard core-business - del presidente del Nantes Waldemar Kita è l’allungamento del pene, ci sovvien l’eterno e le morte stagioni, soprattutto le morte stagioni e il suon non di lei, ma di lui. Juventus-Nantes di domani sera non è solo un ottavo di Europa League, ma una partita che contiene moltitudini, se è vero come è vero che siamo qui a parlare di un impero - quello di Kita - tenuto insieme dall’acido ialuronico e facente leva sulla vanità degli uomini e sulla loro illusione di rimanere per sempre giovani, o almeno - per un paio d’ore - far finta di. Titolo da porno casereccio anni 70: “Il lungo pendio”. E finiamola qua.

La storia di Kita, dal Losanna al Nantes

La storia di questo imprenditore polacco - è nato sul Mar Baltico, ma ha passaporto francese - comincia con la “Corneal”, un’azienda di lenti a contatto fondata nel 1987. Dopo averla fatta diventare una potenza mondiale (e aver comprato il Losanna, dove resta per tre anni), nel 2006 Kita vende tutto agli americani (per 170 milioni di euro) e l’anno dopo compra il Nantes. E per favore: nel considerare il passaggio dall’oculistica alla chirurgia estetica, nessuno cerchi una connessione tra la vista che cala e insomma, avete capito. Con Kita al comando il Nantes - nobile decaduta del calcio francese che in bacheca vanta otto titoli nazionali dal 1965 al 2001 - viene promosso in Ligue1, retrocede subito, fa fatica a tornare su (dai, basta), ma finalmente nel 2013 ci riesce e da allora è rimasto pur soffrendo nel calcio che conta scalando un po' alla volta le gerarchie del campionato e vincendo pure (l’anno scorso) una Coppa di Francia.

Un personaggio da rotocalco

Non è un caso se l’uomo - vulcanico, impulsivo, a suo modo geniale - in Francia è diventato subito un personaggio da rotocalco, di quelli che passano con disinvoltura dai consigli di amministrazione alle sfilate di moda e ogni tanto vengono beccati con le mani nella marmellata, ora per via degli scandali - “Panama Papers” e qualche processo per frode fiscale - e ora per via delle sue scorribande su uno yacht di 24 metri stimato tre milioni di dollari. Le sue intuizioni nell’ambito lavorativo gli sono valse una fortuna anche in termini economici. Chiaro che i suoi “Laboratori Vivacy” non si occupano solo di allungamento del pene, ma di chirurgia estetica e plastica a tutto tondo, ma - lo sappiamo - è il mercato a indicare gli orizzonti, quindi bravi quelli che li colgono per primi: la penoplastica è assai diffusa, perché - non è un argomento da fascia protetta - la misura del pene è dai primitivi delle caverne ad oggi motivo d’ansia tra gli uomini, persino tra gli esterni con i piedi invertiti e i mediani da combattimento. Oggi il mercato di riferimento per la chirurgia estetica del pene è la Cina e tanto gli affari vanno a gonfie vele che Kita - che è pure proprietario di una compagnia aerea, la “VallJet - La Baule Aviation 14" - ha convinto una società cinese ad entrare nel Nantes con una quota di minoranza. Questione di centimetri, ma pure di autostima. Una faccenda da psicologi, più che da addetti al Var. In ogni caso da qualsiasi punto - estetico, sessuale, calcistico - si voglia considerare la faccenda: Kita ci ha visto lungo.