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Manchester United, l'offerta folle dello sceicco Al Thani: la Premier sta diventando un Selvaggio West

(reuters)
Cinque miliardi di euro dal Qatar per i Red Devils, la concorrenza con l'altro miliardario Jimmy Ratcliffe in un mercato del calcio inglese che ormai non conosce più regole
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LONDRA - La Premier League sta diventando il “Selvaggio West” del calcio: poche regole, sempre più terra di conquista per spregiudicati “pionieri” che arrivano da lontano, come i cow-boys a bordo delle carovane. Solo che questi viaggiano su jet privati e sono carichi di soldi. La definizione di “Wild West del football” è di Lionel Barber, ex direttore del Financial Times, grande tifoso del Tottenham, preoccupato per il possibile acquisto degli Spurs da parte del miliardario americano di origine iraniana Jaham Najafi, che è già vicepresidente della McLaren in Formula Uno.

Lo sceicco Jassim Al Thani offre 5 mil…

LONDRA - La Premier League sta diventando il “Selvaggio West” del calcio: poche regole, sempre più terra di conquista per spregiudicati “pionieri” che arrivano da lontano, come i cow-boys a bordo delle carovane. Solo che questi viaggiano su jet privati e sono carichi di soldi. La definizione di “Wild West del football” è di Lionel Barber, ex direttore del Financial Times, grande tifoso del Tottenham, preoccupato per il possibile acquisto degli Spurs da parte del miliardario americano di origine iraniana Jaham Najafi, che è già vicepresidente della McLaren in Formula Uno.

Lo sceicco Jassim Al Thani offre 5 miliardi di euro

Ma lo scenario disegnato dall’ex direttore del quotidiano finanziario britannico trova una conferma ancora più eclatante nella notizia delle ultime ore dell’offerta di uno sceicco del Qatar, il banchiere miliardario Jassim bin Hamad al Thani, per il Manchester United, di cui il figlio di un ex premier qatariota si professa tifoso da sempre. La proposta di acquisizione, per un cifra non rivelata ma giudicata dagli esperti intorno a 4 miliardi e mezzo di sterline (circa 5 miliardi di euro), è giunta venerdì sera, alllo scadere della "deadline" indicata da Malcom Glazer, il miliardario americano proprietario dei Red Devils da un paio di decenni, per una sorta di asta informale sul più titolato e più celebre club inglese.

Anche Jimmy Ratcliffe si è fatto avanti

Almeno un'altra offerta è nota, avanzata da Jimmy Ratcliffe, re della chimica, secondo imprenditore più ricco d'Inghilterra, anche lui grande fan dello United e deciso a mantenere la proprietà "a casa". Ma secondo indiscrezioni di offerte ce ne sarebbero in tutto cinque, compresa una dall'Arabia Saudita, già protagonista un anno e mezzo fa di un lungo, controverso e infine riuscito take-over del Newcastle. Già riportato, come promesso dai petrolieri sauditi, ai vertici della classifica, con ambizioni ancora più alte.

Le problematiche del Qatar

Anche lo sceicco Jassim promette di riportare il Manchester United "alla gloria del passato", dopo il deludente bilancio dell'era Glazer, che nonostante un carosello di allenatori non è riuscito ancora a rinverdire i successi dei tempi in cui in panchina sedeva il leggendario Alex Ferguson. L'eccitazione creata dalla corsa ad aggiudicarsi un team che vanta 500 milioni di seguaci in tutto il mondo sottolinea però due problemi. Il primo è la cattiva reputazione del Qatar nel campo dei diritti umani, in particolare ma non solo per quel che riguarda i diritti Lgbt, già motivo di aspre polemiche durante i recenti mondiali che si sono svolti nel piccolo ma ricchissimo emirato del Golfo. Il secondo problema riguarda i potenziali conflitti di interesse e la possibile violazione delle norme Uefa, perché un consorzio del Qatar possiede già il Psg, e in teoria due squadre della stessa proprietà non potrebbero competere insieme in Champions League (anche se Jassim assicura di non avere nulla a che fare con i proprietari del club francese).

Il Selvaggio West della Premier League

Sullo sfondo c'è un terzo problema, il Selvaggio West del calcio evocato dall'articolo di Barber sul quotidiano della City: la Premier League come vera Super Lega del football mondiale, un campionato più ricco di tutti gli altri messi insieme, dove le regole del fair play finanziario stabilite dalla Uefa non valgono più e i miliardari della terra si sfidano in una gara per il prestigio e per i profitti tivù globali. Tutto questo, paradossalmente, proprio nel paese dove è nato il termine fair-play: l’idea dj un gioco corretto, uguale per tutti.