✕

La resa di Klopp, il triste tramonto del ciclo Liverpool

Jurgen Klopp (reuters)
La pesante sconfitta casalinga in Champions contro il Real Madrid, la peggiore di sempre ad Anfield nelle coppe, segna il momento più basso della difficile stagione dei Reds e del tecnico tedesco
2 minuti di lettura

LONDRA - Che ti succede Jürgen Klopp? O Jürgen Flop, dopo la catastrofe di ieri sera? Il Liverpool viene umiliato dal Real Madrid di Ancelotti 5-2 in casa, peggiore sconfitta di sempre ad Anfield nelle coppe europee per i Reds, e l'allenatore tedesco ogni tanto dalla panchina ride per non piangere. Sarcasmo malinconico, un black humour che incornicia lo stato mentale e fisico della sua squadra, dopo una figuraccia ieri all'Anfield per l'andata degli ottavi di Champions che rimarrà nella storia e nei libri neri dei Reds. I titoli dei giornali inglesi oggi sono eloquenti: "Umiliazione", "rossi di vergogna", "massacrati", "resa totale".

LONDRA - Che ti succede Jürgen Klopp? O Jürgen Flop, dopo la catastrofe di ieri sera? Il Liverpool viene umiliato dal Real Madrid di Ancelotti 5-2 in casa, peggiore sconfitta di sempre ad Anfield nelle coppe europee per i Reds, e l'allenatore tedesco ogni tanto dalla panchina ride per non piangere. Sarcasmo malinconico, un black humour che incornicia lo stato mentale e fisico della sua squadra, dopo una figuraccia ieri all'Anfield per l'andata degli ottavi di Champions che rimarrà nella storia e nei libri neri dei Reds. I titoli dei giornali inglesi oggi sono eloquenti: "Umiliazione", "rossi di vergogna", "massacrati", "resa totale".

Klopp: "Ora serve un'impresa colossale"

Eppure solo un anno fa Liverpool e Real si giocavano la finale di Champions League al Saint-Denis di Parigi. Oggi Klopp ripensa a quei giorni e, dietro i sorrisi di circostanza, non può evitare smorfie di frustrazione davanti alle telecamere. "Abbiamo iniziato bene", ha spiegato ieri dopo il match, "ma dopo, nel secondo tempo, non possiamo essere così passivi e superficiali contro una squadra contro il Real che ti punisce immediatamente. Dovevamo tenere botta, invece dopo il 2-3 ci siamo liquefatti. Un miracolo al Bernabeu tra tre settimane come contro il Barcellona qualche anno fa? Vedremo... di certo, servirebbe un'impresa colossale".

La delusione di Salah (ansa)

L'Arsenal capolista lontana 19 punti

Purtroppo, il Liverpool quest'anno sembra non all'altezza, bensì in declino. E soffre di gravi amnesie, come dimostra l'ottavo posto in Premier League a 19 punti dalla capolista Arsenal, seppur con una partita in meno dei Gunners. Il quarto piazzamento in campionato non è impossibile (-7 dal Tottenham di Antonio Conte e due partite in meno) ma rispetto all'anno scorso quando puntavano al "quadruplete", quest'anno i Reds soffrono molto, a livello tecnico ma soprattutto in concentrazione e mentalità. L'opposto del loro allenatore teutonico.

Un ciclo che sembra al crepuscolo

Insomma, l'ultimo glorioso ciclo del Liverpool sembra avviato al crepuscolo. Firmino ha 31 anni, Mané è andato al Bayern, ma soprattutto i big non sembrano giocare agli stessi livelli passati. Salah, pur molto positivo ieri sera, quest'anno ha segnato solo 8 gol in Premier, Van Dijk ancora non sembra quel golem insuperabile prima del grave infortunio al ginocchio, Alexander Arnold da tempo è tornato a essere disastroso in difesa, il centrale Joe Gomez è oramai improponibile da due anni e se pure Alisson combina papere clamorose come quelle di ieri sera, è scontata l'imbarcata contro una squadra tecnica e brutale come il Real di Ancelotti. Come avvenuto ieri sera.

(ansa)

I "nuovi" che non incidono

Poi ci sono i "nuovi", che però, almeno al momento, non sembrano all'altezza dell'eredità "red". Darwin Nunez, arrivato dal Benfica per circa 100 milioni di euro, è un gran talento e ha ottimi colpi, vedi il meraviglioso colpo di tacco ieri per l'1-0 iniziale. Ma, pure schierato da ala da Klopp e non più da punta, spesso esce dalla partita, dialoga poco con i compagni o comunque è meno funzionale alla squadra rispetto a Firmino e Mané. Cody Gapko, il 23enne olandese ingaggiato dopo il Mondiale dal Psv per circa 50 milioni, ora viene schierato come punta da Klopp ma con dubbi risultati, vedi la sbiadita prova di ieri sera. Konatè in difesa ha potenziale ma anche lui ogni tanto perde la bussola. E la giovane promessa Fabio Carvalho ancora non ha lasciato propriamente il segno.

Ma Klopp ha un altro problema: il centrocampo, letteralmente impoveritosi negli ultimi mesi, e che manca di linfa vitale in fase difensiva, di spinta e anche in termini di goal. Falcidiato dagli infortuni (Thiago Alcantara, Keita, etc), ieri hanno giocato Fabinho, Henderson e poi Milner che, nonostante il loro valore assoluto, sembrano logorati dall'aver tirato la carretta per anni. Il 18enne Bajcetic, nonostante l'impegno, ha inciso poco. Per non parlare di Arthur che, arrivato dalla Juve in prestito, non ha mai giocato a causa dei ripetuti infortuni e pare anche della scarsissima fiducia che Klopp nutrirebbe in lui.

La questione finanziaria

Infine, c'è la questione finanziaria. Il Liverpool ovviamente ha in cassa e spende molto di più di qualsiasi squadra italiana. Ma secondo Klopp non abbastanza per stare al passo degli altri big in Inghilterra. Di qui, la questione stadio: l'Anfield è un monumento alla leggenda del Liverpool ma è anche una struttura vecchia, con capienza limitata e ricavi miseri rispetto all'Emirates o all'Etihad di Arsenal e City. Insomma, è profondo rosso per il Liverpool e per Klopp. E chissà se un giorno, tra crescenti malumori, il tecnico tedesco penserà che anche il suo ciclo nel Merseyside sia finito.