Benzema, due triplette con vista Champions: il Pallone d'oro fa rivivere al Chelsea l'incubo di un anno fa
di Furio Zara , di Furio ZaraE tutto questo nonostante stia digiunando per il Ramadan. O forse - l'etica del sacrificio, la forza che ne deriva - proprio perché sta digiunando per il Ramadan. Tutto questo: la tripletta in Copa del Rey che mercoledì sera ha spinto il Real Madrid in finale (incontrerà l'Osasuna) e ha annichilito il Barcellona con un 4-0 che ribalta il successo dei blaugrana all'andata (1-0) e marca un'altra tappa-cult nel romanzo del Clasico. E prima - domenica pomeriggio - un'altra tripletta nella Liga, contro il Valladolid. Pim-pum-pam, tre gol in 6 minuti e 30 secondi, senza nemmeno il tempo di prendere fiato. A trentacinque anni il Pallone d'Oro in carica Karim Benzema - Super Benz - si sta confermando il centravanti più luccicante della sua generazione. E il Chelsea, avversario dei Blancos nei quarti di Champions, osserva e trema: quando sente la musichetta, Karim aumenta i suoi super poteri. Un anno fa proprio i Blues ne furono schiacciati.
…E tutto questo nonostante stia digiunando per il Ramadan. O forse - l'etica del sacrificio, la forza che ne deriva - proprio perché sta digiunando per il Ramadan. Tutto questo: la tripletta in Copa del Rey che mercoledì sera ha spinto il Real Madrid in finale (incontrerà l'Osasuna) e ha annichilito il Barcellona con un 4-0 che ribalta il successo dei blaugrana all'andata (1-0) e marca un'altra tappa-cult nel romanzo del Clasico. E prima - domenica pomeriggio - un'altra tripletta nella Liga, contro il Valladolid. Pim-pum-pam, tre gol in 6 minuti e 30 secondi, senza nemmeno il tempo di prendere fiato. A trentacinque anni il Pallone d'Oro in carica Karim Benzema - Super Benz - si sta confermando il centravanti più luccicante della sua generazione. E il Chelsea, avversario dei Blancos nei quarti di Champions, osserva e trema: quando sente la musichetta, Karim aumenta i suoi super poteri. Un anno fa proprio i Blues ne furono schiacciati.
Benzema, gol e record
Dopo l'impresa al Camp Nou il Real Madrid così lo celebra sui social: "Pequeño recordatorio. Este es el Balón de Oro". Lo è. Il suo sponsor personale - Adidas - ricorda al pianeta che "There are two things certain in life", certo, ci sono due cose certe nelle vita. E quali, di grazia? 1) Water is wet, l'acqua è bagnata e 2) Benzema scoring goals. E in effetti. Il francese perennemente corrucciato, fa quello da una vita. Mette a referto gol. Quest'anno sono già 25 stagionali, compresi i 14 nella Liga (ha giocato 17 partite, ne ha saltate 10 per infortunio), i 3 in Champions e i 4 in Copa del Rey. Bilancio totale in carriera: 414 con i due club di cui ha vestito la maglia (Lione e Madrid), 37 con la Francia (ma sappiamo il rapporto tormentato con i Bleus, basti dire che è stato escluso per sei anni, dal 2015 al 2021) e altri 20 con le nazionali giovanili. Complessivamente: 471 gol. Mostruoso. Per dire: nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della Champions League, Benzema è quarto (89 gol), appena fuori da un podio che contempla Cristiano Ronaldo (140), Messi (129) e Lewandowski (91).
Benzema: la carriera, la nazionale, i guai giudiziari
Forse l'abbiamo tutti sottovalutato. E la grandezza della sua carriera prenderà forma soltanto una volta che avrà smesso. Il fatto è che spesso - nel giudizio su KB - entrano in gioco fattori estranei al calcio. Era appena arrivato al Real Madrid quando finì mani e piedi - insieme al suo sodale Frank Ribery - nello scandalo della baby escort Zahia. La ragazza - all'epoca minorenne - rivelò di aver avuto relazioni sessuali a pagamento con i due giocatori della nazionale francese. Poi c'è stato il caso Sextape, altra brutta storiaccia, con Karim giudicato colpevole di complicità nel reato di tentato ricatto al compagno di nazionale Mathieu Valbuena. Venne condannato a un anno di reclusione con condizionale e a una multa di 75 mila euro. Il Sextape gli costò l'esclusione dalla Nazionale. Messo alla gogna dall'opinione pubblica, Benzema divenne un caso politico. L'allora primo ministro francese Manuel Valls intervenne per dire che "non è il caso che vesta di nuovo la maglia della Francia". E poi - di recente - c'è stato il pasticciaccio del Mondiale in Qatar e con il ct Didier Deschamps sono volati gli stracci. I due si detestano da sempre. Deschamps - forte dei risultati, tra cui il trionfo al Mondiale 2018 - l'ha ostentatamente tenuto a distanza. E la pace - anzi la tregua - è durata poco. Dopo il ritorno nel 2020, al Mondiale in Qatar il patatrac: l'infortunio muscolare, la rinuncia forzata al torneo, le accuse via social, "Sei un bugiardo", "No quello che racconta balle sei tu". Fino all'addio definitivo, annunciato a fine 2022: "Non giocherò più in Nazionale". Gli resta il Real Madrid, però; il Real dell'allenatore che più ne ha capito le ombre e i ritagli di luce, quel Carlo Ancelotti che non più tardi di un anno fa disse: "Benzema come Van Basten? È un paragone che può piacere ad entrambi". Una sentenza, una consacrazione.