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Manchester City contro una italiana, caffè turco con Guardiola e Haaland

Pep Guardiola  (afp)
La vittoria schiacciante contro il Bayern Monaco riafferma il ruolo di favoriti dei Citizens per la finale di Champions a Istanbul, presumibilmente contro un'italiana dopo il risultato dell'Inter. Decisivo il punto di incontro tra le caratteristiche del norvegese e il gioco del tecnico
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Un’italiana contro il City. Come ha detto Spalletti, il viaggio a Istanbul per la finale di Champions League (sabato 10 giugno) può essere l’occasione di sorseggiare un caffè turco con Guardiola, che ogni anno comincia la Champions da favorito assoluto ma lungo la strada trova ogni volta dei modi originali e sempre differenti per inciampare, quasi non volesse limitarsi alla semplice ostentazione della superiorità della squadra. Ma in Inghilterra, e in tutta Europa probabilmente, tutti continuano a ripetere che questo può essere l’anno buono. Che questo deve essere l’anno buono.

Haaland, inserimento completato

Stavolta il City è arrivato al massimo della forma nel periodo…

Un’italiana contro il City. Come ha detto Spalletti, il viaggio a Istanbul per la finale di Champions League (sabato 10 giugno) può essere l’occasione di sorseggiare un caffè turco con Guardiola, che ogni anno comincia la Champions da favorito assoluto ma lungo la strada trova ogni volta dei modi originali e sempre differenti per inciampare, quasi non volesse limitarsi alla semplice ostentazione della superiorità della squadra. Ma in Inghilterra, e in tutta Europa probabilmente, tutti continuano a ripetere che questo può essere l’anno buono. Che questo deve essere l’anno buono.

Haaland, inserimento completato

Stavolta il City è arrivato al massimo della forma nel periodo cruciale. Aveva cominciato la stagione singhiozzando calcio strano, ed è lì che l’Arsenal ne ha approfittato per prendere il largo in campionato. La questione era l’inserimento di Haaland, il primo centravanti purissimo dopo anni di falsi 9 e attaccanti surrogati: basti pensare che nella finale persa nel 2021 contro il Chelsea di Tuchel, l’attaccante più avanzato schierato da Guardiola era stato De Bruyne, adesso tornato a fare la cosa che sa far meglio, la mezzala creativa. Haaland spesso prescinde dalla squadra in cui gioca, visto che ha mantenuto la media di un gol a partita (o poco meno: in Germania fu di 0.97) ovunque abbia giocato: Salisburgo, Borussia Dortmund, Manchester City. In questa stagione ha il fantasmagorico ruolino di marcia di 45 reti in 39 gare, ma all’inizio un problema di reciproco adattamento alle idee tattiche di Guardiola c’è stato: Pep non accetterà mai di piegarsi alla banalità di mettere il gioco della squadra a disposizione dell’attaccante più prolifico, ma poi questo è avvenuto naturalmente come naturalmente Haaland ha cominciato a partecipare con maggiore scioltezza al gioco. Martedì sera, prima di segnare il 3-0 aveva porto a Bernardo Silva l’assist del 2-0: se avesse assecondato l’egoismo del bomber, avrebbe cercato la soluzione personale.

Il Bayern battuto nonostante il possesso palla

Ora la fusione tra i sofisticati meccanismi guardiolani e la brutale efficacia del bisonte norvegese sembra compiuta. Il Bayern è stato demolito con la pazienza e persino con la prudenza: il City ha insolitamente lasciato ai tedeschi il possesso palla (56-44) e ha aspettato un’ora e gli errori altrui per dilagare, imponendo non tanto la prevalenza tecnica quanto la capacità di non rischiare e soprattutto quella di sbagliare il meno possibile. Nelle eliminazioni degli anni passati (andando a ritroso, Real Madrid, Chelsea, Lione, Tottenham, Liverpool e Monaco) c’erano spesso finiti di mezzo degli strafalcioni, di Guardiola stesso in primis. La prestazione contro il Bayern non è stata sfavillante, ma estremamente corretta, precisa: è questo il nuovo City.

Guardiola aspetta un’italiana in finale

I citizens hanno un piede e mezzo in semifinale, anche perché il Bayern sta incappando nella peggior stagione delle ultime dieci: non ha le risorse per ribaltare la frittata. Sulla sua strada, Guardiola troverà o chi l’ha beffato l’anno scorso, il Real Madrid di Ancelotti, o l’avversario che gli ha strozzato l’urlo in gola due anni fa, il Chelsea. Con un o con l’altro, il City sarà favorito. E se l’Inter non farà scherzi nel ritorno contro il Benfica, la possibilità di una finale Guardiola-Italia è davvero a portata di mano. Il favorito (lo strafavorito) sarebbe lui: come sempre dal 2016 a questa parte.