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Leicester, favola quasi finita: l'incubo della retrocessione sulla ex Cenerentola d'Inghilterra

(reuters)
Fece sognare nel 2016, quando vinse la Premier con Claudio Ranieri alla guida. Dopo 7 anni, causa l'inevitabile tramonto degli eroi di quell'impresa e tante scelte sbagliate, la discesa in Championship è sempre più probabile
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E vissero tutti molto felici per un po’, contenti il tempo di accorgersi che tutto finisce e anche la prolunga delle favole talvolta si rivela corta. 2016: Leicester campione d’Inghilterra. 2023: Leicester a rischio retrocessione in Championship. Sette anni dopo, sarebbe uno slogan da social-bar risolvere la questione dicendo: dalla fiaba all’incubo. Sic transit gloria Foxes. La verità è che - per sua natura - la fiaba contempla il buio. E l’abisso - come nella favole - è un’ipotesi concreta oltre la bandierina del calcio d’angolo: dura un attimo, la gloria. Lunedì il Leicester ha perso 0-3 in casa contro il Liverpool. La classifica è quasi una sentenza. Penultimo posto a 30 punti. Sotto c’è il Southampton, già retrocesso. A 31 il Leeds, a 32 l’Everton, con un filo di fiato in più - a 34 - il Nottingham Forest. L’antica nobiltà del football inglese ha le pezze sul seder…

E vissero tutti molto felici per un po’, contenti il tempo di accorgersi che tutto finisce e anche la prolunga delle favole talvolta si rivela corta. 2016: Leicester campione d’Inghilterra. 2023: Leicester a rischio retrocessione in Championship. Sette anni dopo, sarebbe uno slogan da social-bar risolvere la questione dicendo: dalla fiaba all’incubo. Sic transit gloria Foxes. La verità è che - per sua natura - la fiaba contempla il buio. E l’abisso - come nella favole - è un’ipotesi concreta oltre la bandierina del calcio d’angolo: dura un attimo, la gloria. Lunedì il Leicester ha perso 0-3 in casa contro il Liverpool. La classifica è quasi una sentenza. Penultimo posto a 30 punti. Sotto c’è il Southampton, già retrocesso. A 31 il Leeds, a 32 l’Everton, con un filo di fiato in più - a 34 - il Nottingham Forest. L’antica nobiltà del football inglese ha le pezze sul sedere.

<<La classifica della Premier League>>

Tanti sbagli sul mercato

Mancano due giornate alla fine della Premier League, il Leicester si gioca tutto la prossima settimana. Lunedì 21 va a Newcastle, domenica 28 ospita il West Ham. Astenersi deboli di cuore. Le ragioni del fallimento sono a portata di clic. Il mercato delle ultime due sessioni si è rivelato un pastrocchio di azzardi e tentativi mal riusciti, emanazione di una società sempre più impalpabile. Da Tetê, brasiliano per mancanza di prove, al sopravvalutato belga Wout Faes, dal fantasma zambiano Patson Daka al decorativo Jan Vestergaard: c’eravamo tanto sbagliati. La presunta stella della squadra, Youri Tielemans, si sbraccia da anni nuotando a cagnolino nel laghetto degli incompresi: è un Grealish che non ce l'ha fatta.

L'esonero di Rodgers, ma chi è arrivato ha fatto peggio

Ad aprile - giusto un mese fa - è stato esonerato Brendan Rodgers, che stava a Leicester dal 2019 e in questi anni di assestamento dopo la sbornia del titolo ha comunque vinto una FA Cup e centrato la qualificazione in Europa League (2021), ha portato a casa una Community Shield ed è arrivato in semifinale di Conference League (2022, eliminato dalla Roma). Nell’interregno dopo la cacciata di Rodgers, con la coppia formata da Adam Sadler e Mike Stowell il Leicester ha incassato due sconfitte. A quel punto la situazione è precipitata e l’arrivo in panchina di Dean Smith - con una sola vittoria in sei partite - non l’ha di certo migliorata. Il proprietario Aiyawatt Srivaddhanaprabha - il figlio di Vichai, il patron legatissimo a Ranieri che è morto nel 2018 in un incidente in elicottero - prima ancora del Leicester è preoccupato per il colosso di duty free per aeroporti fondato dal padre: l’impero del thailandese è in crisi.

Degli antichi cavalieri è rimasto solo Vardy

Il problema - per il pianeta-Leicester - è che non si può passare la vita a contemplare il poster nella cameretta di quando eravamo bimbi. Della squadra che nel 2016 - da underdog assoluto e tra gli "ohhh" di stupore di tutto il mondo pallonaro - vinse la Premier League è rimasto il solo Jamie Vardy, il centravanti-ex operaio che ha trentasei anni compiuti e dopo sette stagioni consecutive in doppia cifra, quest’anno in Premier League è andato a segno solo tre volte. I cavalieri che fecero quell’impresa stanno declinando le loro carriere altrove. Claudio Ranieri prova a riportare il Cagliari in Serie A, Mahrez fa panchina al City ma comunque frequenta la Champions, Kantè non se la passa poi tanto bene al Chelsea, Schmeichel invecchia a Nizza, Huth, Drinkwater e Morgan hanno smesso. A festa finita, restano da spazzare i coriandoli rimasti sul pavimento. A Leicester lo sanno: nessuno si salva da solo. E comunque: i sogni che abbiamo vissuto non retrocedono mai.