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Tudor si libera dal Marsiglia, ora è pronto per la Juve (e anche per l'Atalanta)

Igor Tudor (afp)
Il tecnico croato ha ufficializzato l'addio al club francese con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto. E' il principale indiziato alla sostituzione di Allegri, nel caso in cui John Elkann dovesse prendere la decisione di separarsi dall'allenatore
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TORINO - Com'era nell'aria già da un po', Igor Tudor ha lasciato il Marsiglia rinunciando al secondo anno di contratto e, quindi, all'ingaggio di 2,2 milioni di euro che gli sarebbe spettato fino al 30 giugno 2024: la sua avventura in Provenza era cominciata tra i fischi di un pubblico prevenuto che non ha mai amato davvero l'allenatore croato - nemmeno quando, a un certo momento, la squadra era addirittura arrivata a insidiare il primo posto del Psg - ed è finita senza più disapprovazione ma nemmeno uno straccio di feeling reciproco.

Tudor lascia: "Ma non ho accordi con nessuno"

"Lascio per ragioni private e personali, non ce l'ho con nessuno. E non ho nessun accordo con altri club", ha detto Tudor nell'ultima conferenza stampa della stagione, tenuta al fianco del presidente Pablo Longoria, ex capo scout della Juventus così come il suo collaboratore più stretto, Javier Ribalta: il gruppo "italia…

TORINO - Com'era nell'aria già da un po', Igor Tudor ha lasciato il Marsiglia rinunciando al secondo anno di contratto e, quindi, all'ingaggio di 2,2 milioni di euro che gli sarebbe spettato fino al 30 giugno 2024: la sua avventura in Provenza era cominciata tra i fischi di un pubblico prevenuto che non ha mai amato davvero l'allenatore croato - nemmeno quando, a un certo momento, la squadra era addirittura arrivata a insidiare il primo posto del Psg - ed è finita senza più disapprovazione ma nemmeno uno straccio di feeling reciproco.

Tudor lascia: "Ma non ho accordi con nessuno"

"Lascio per ragioni private e personali, non ce l'ho con nessuno. E non ho nessun accordo con altri club", ha detto Tudor nell'ultima conferenza stampa della stagione, tenuta al fianco del presidente Pablo Longoria, ex capo scout della Juventus così come il suo collaboratore più stretto, Javier Ribalta: il gruppo "italiano" non è mai piaciuto troppo ai tifosi, anche perché gli idoli di casa, Guendouzi e soprattutto Payet, sono presto entrati in rotta con l'allenatore: in un ambiente bollente come il Vélodrome sono cose che contano, anche se meno dei risultati sul campo. La stagione del Marsiglia, nel complesso discreta (l'Om è arrivato terzo e farà i preliminari di Champions League), si è infatti incagliata nei momenti chiave: la sconfitta casalinga con il Tottenham nell'ultimo turno dei gironi di Champions (con una vittoria si sarebbe qualificato, invece ha perso anche la possibilità del ripescaggio di Europa League), quella nei quarti di finale di Coppa di Francia con l'Annecy, squadra di seconda divisione, dopo aver eliminato il Psg negli ottavi e quella con il Lens nel confronto diretto che, di fatto, ha deciso il secondo posto in Ligue 1. Da quando il club è di proprietà dell'americano McCourt (2016), sono già sei i tecnici passati su quella panchina. Soltanto Rudi Garcia ha resistito due stagioni. Villas-Boas, Sampaoli e Tudor hanno levato le tende di loro iniziativa.

Il presidente del Marsiglia Pablo Longoria (afp)

Tudor adesso è libero per la Juve

Tudor se ne va perché non ha legato con l'ambiente, perché il suo calcio "gasperiniano" (modulo 3-4-2-1, marcature a uomo, pressing alto, grande aggressività), così poco in linea con lo stile della Ligue 1, non è stato digerito dalla squadra, perché non parla una parola di francese e i francesi non gliel'hanno mai perdonato ma anche (o soprattutto) perché sa che l'interesse della Juventus non è campato per aria e vuole giocarsi quella chance da uomo libero. Oggi come oggi, infatti, Tudor è il principale indiziato alla sostituzione di Allegri, nel caso in cui la settimana prossima John Elkann dovesse prendere la decisione di separarsi dall'allenatore offrendogli la risoluzione anticipata del contratto. Ci sono altri nomi sul tavolo (Thiago Motta, Italiano e Grosso, mentre Palladino ha deciso di rimanere a Monza), ma è con gli agenti del croato che ci sono stati i contatti più frequenti.

Sette anni in bianconero e quella stagione da vice Pirlo

La candidatura di Tutor presenta, secondo i vertici del club, diversi vantaggi: è un allenatore giovane ma già con una buona esperienza internazionale (ha lavorato in Croazia, Grecia, Turchia, Italia e Francia), ha alle spalle sette stagioni di Juventus come giocatore, ha un ingaggio sostenibile (si "accontenterebbe" della cifra che guadagnava a Marsiglia, meno di un terzo di quello che prende Allegri) e conosce anche la Juve più recente, visto che è stato il vice di Pirlo nel 2020/2021: il rapporto con il suo "capo" si guastò presto perché Tudor voleva maggiore autonomia, che gli venne negata, e nella seconda parte della stagione finì per fare tappezzeria. Ma era a lui che aveva pensato di affidarsi la dirigenza nelle lunghe settimane in cui Pirlo aveva rischiato l'esonero.

L'interesse dell'Atalanta se Gasperini se ne va

A Tudor si sta però interessando anche l'Atalanta nell'ipotesi, non del tutto improbabile, di un addio di Gasperini. Il trait d'union è Tony D'Amico, ds bergamasco che quando lavorava a Verona volle Tudor in gialloblù per sostituire Di Francesco, esonerato già a settembre. Il croato ripristinò i metodi con cui Juric, altro gasperiniano di ferro, aveva fatto vivere al Verona un biennio sopra le righe e da quel momento ha deciso di far parte del nutrito gruppo di discepoli di Gasp. È uno stile di gioco che alla nuova dirigenza bianconera piace parecchio.