Nations League: Olanda-Croazia 2-4, Petkovic e Modric trascinano gli uomini di Dalic in finale
di Jacopo ManfrediLa Croazia centra la seconda finale della sua storia. A sorpresa batte in rimonta (2-4) ai supplementari l’Olanda a Rotterdam e vola all’ultimo atto della Nations League dove affronterà domenica (ore 20.45) la vincente di Spagna-Italia. Un’impresa davvero memorabile quella di Modric e compagni visto che gli Orange al De Kuip non perdevano da ben 31 partite lungo 23 anni, ovvero dallo 0-2 con il Portogallo in una gara di qualificazioni Mondiali datata 11/10/2000. E’ l’ennesimo exploit di un gruppo straordinario guidato da un eccellente condottiero come Zlatko Dalic che, così, mette la firma anche sul terzo miglior risultato della nazionale dopo la storia finale ai Mondiali di Francia 2018 e il recente terzo posto in Qatar.
Malen illude l’Olanda, Kramaric e Pasalic ribaltano il risultato
La gara è stata un susseguirsi di emozioni. L’Olanda ha spezzato l’equilibrio al 34’: geniale lancio filtrante di Aké in area per Wieffer che ha smarcato l’accorrente Malen, bravo a infilare Livakovic con un preciso destro in diagonale. La Croazia non si è abbattuta e, trascinata da 10mila sostenitori, ha trovato la forza per ribaltare il punteggio nella ripresa prendendo il possesso del centrocampo grazie all’abilità dei suoi palleggiatori: al 55’ Gakpo, nel tentativo di aiutare i compagni, ha ingenuamente trattenuto in area Modric consentendo a Kramaric di pareggiare i conti freddamente su rigore. La Croazia ha insistito e al 73’ ha ribaltato il risultato con l’atalantino Pasalic, che ha sfruttato un cross di Ivanusec e ha battuto Bijlow anticipando il compagno di squadra Koopmeiners e Van Dijk.
Lang entra e pareggia al 96′
Sull’orlo del baratro l’Olanda ha trovato la forza della disperazione per agguantare i supplementari quando ormai ogni speranza sembrava svanita dopo una ghiotta occasione fallita al 91’ da Gakpo. Ha pareggiato proprio all’ultimo minuto di recupero (96’) con Lang, entrato a 5’ dalla fine al posto di Dumfries: l’attaccante del Bruges ha infilato il pallone di destro sotto la traversa con un tiro di controbalzo al termine di una mischia in area.
Petkovic decisivo come contro il Brasile ai Mondiali
Neppure il gol incassato a un centimetro dal traguardo ha scalfito il morale degli uomini di Dalic che al 98’ sono tornati avanti con cinismo segnando il terzo gol al terzo tiro nello specchio della porta: tutto merito del bomber di scorta Bruno Petkovic (8 gol in 30 partite ed eroe della storica eliminazione del Brasile in Qatar): gettato nella mischia proprio in avvio del prolungamento, ha approfittato di un passaggio di Modric per accentrarsi ai 25 mt e scaraventare un gran destro nell’angolo basso alla destra di Bijlow.
Modric chiude i conti su rigore
L’Olanda ha vacillato, ha rischiato il tracollo ma al 110’ si è divorata il 3-3 proprio con Lang che, da posizione defilata, non è riuscito a inquadrare lo specchio rimasto sguarnito dopo una parata di Livakovic su un diagonale di un altro subentrato, Bergwijn. La Croazia non si è spaventata e dopo una clamorosa traversa colpita a porta vuota da Pasalic ha calato il poker con Modric che ha trasformato un secondo rigore, stavolta conquistato con abilità da Petkovic, andato via a Malacia, appena entrato al posto di Aké. Allo scatenato ex attaccante di Bologna e Verona non è bastato così e solo il Var gli ha negato la doppietta al 120′ per un tocco di braccio in avvio d’azione, sfuggito all’arbitro.
Croazia, un gruppo di talenti che si conoscono a memoria
Dalic ha a disposizione un gruppo di grandissimo talento che ormai si conosce a memoria. Non a caso ha schierato per 8/11esimi la squadra che aveva disputato la semifinale mondiale con l’Argentina. Ma non sono mancate le novità tattiche, soprattutto in difesa, per tre terzi nuova se si eccettua la presenza di Juranovic a destra: ha messo Perisic a fare il terzino sinistro e, vista l’assenza per infortunio di Gvardiol e il ritiro di Lovren, ha rilanciato al centro l’esperto Vida (alla 101/a presenza in nazionale) affiancandogli il promettente Sutalo. In alto a sinistra, poi, al posto di Perisic, ha schierato il talentuoso Luka Ivanusec, 24enne ala sinistra della Dinamo Zagabria, dotata di dribbling, accelerazioni e anche di un buon smarcamento senza palla.
Una squadra senza punti deboli con un centrocampo stellare
La forza della Croazia è soprattutto a centrocampo dove operano tre palleggiatori sopraffini come Modric, Brozovic e Kovavic che si alternano nella rifinitura. Le catene di destra e sinistra, grazie alla sostanza e alla corsa di Juranovic e Perisic, garantiscono costante superiorità al centrocampo. Al resto pensano Kramaric e Pasalic che con il loro movimento senza palla sono abilissimi a non dare punti di riferimento ai difensori. Se a ciò aggiungiamo anche l’ottima qualità della panchina (Vlasic, Stanisic, Majer e il match-winner Perisic, senza dimenticare Sosa, non utilizzato) ecco spiegato perché la Croazia stavolta ha davvero tutte le carte in regola per alzare il primo atteso titolo della sua storia. Spagna o Italia sono avvertite.