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Fifa, 209 milioni di dollari ai club per il Mondiale: ecco quanto hanno incassato le italiane

Gianni Infantino, presidente della Fifa

 
La federazione internazionale ha redistribuito una porzione dei suoi guadagni alle società in cui militavano gli 837 calciatori impegnati nel torneo giocato in Qatar. La Juve l’italiana che ha guadagnato di più
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Il Mondiale in Qatar fa (un po’) più ricche le squadre di club. Sono stati pubblicati i dati del FIFA Club Benefits Programme (CBP), istituito dal massimo organo calcistico per “riconoscere il contributo che le società apportano al successo della Coppa del Mondo”, come spiega il presidente Infantino. Ebbene, il Mondiale “più bello e più entusiasmante di sempre” (ancora Infantino) ha permesso alla FIFA di redistribuire una porzione dei suoi guadagni, per un totale di 209 milioni di dollari, ai club in cui militavano gli 837 calciatori impegnati nel torneo invernale al caldo di Doha e dintorni.

Nel report, la FIFA sottolinea che il CBP è stato pensato con "l'ambizione e l'obiettivo di creare un ecosistema calcistico più competitivo e sostenibile, in cui un maggior numero di club può competere ai più alti livelli e avere la possibilità di reinvestire queste entrate nello sviluppo della società stessa". Da Zurigo vengono citati gli esempi di 5 squadre tunisine che hanno ricevuto un totale…

Il Mondiale in Qatar fa (un po’) più ricche le squadre di club. Sono stati pubblicati i dati del FIFA Club Benefits Programme (CBP), istituito dal massimo organo calcistico per “riconoscere il contributo che le società apportano al successo della Coppa del Mondo”, come spiega il presidente Infantino. Ebbene, il Mondiale “più bello e più entusiasmante di sempre” (ancora Infantino) ha permesso alla FIFA di redistribuire una porzione dei suoi guadagni, per un totale di 209 milioni di dollari, ai club in cui militavano gli 837 calciatori impegnati nel torneo invernale al caldo di Doha e dintorni.

Nel report, la FIFA sottolinea che il CBP è stato pensato con "l'ambizione e l'obiettivo di creare un ecosistema calcistico più competitivo e sostenibile, in cui un maggior numero di club può competere ai più alti livelli e avere la possibilità di reinvestire queste entrate nello sviluppo della società stessa". Da Zurigo vengono citati gli esempi di 5 squadre tunisine che hanno ricevuto un totale di quasi 1,5 milioni di dollari, ma anche 11 club del Costa Rica che si sono divisi 3,4 milioni.

Come funziona il CBP

Ma c’è di più: a spartirsi la torta di 209 milioni di dollari sono stati ben 440 club, un numero ben maggiore dei 296 che hanno fornito calciatori alle 32 nazionali di Qatar 2022. Perché? Il motivo è che il tesoretto del CBP è destinato non solo alla società per cui è tesserato il giocatore al momento della convocazione ai Mondiali, ma anche a tutti gli altri club in cui quel calciatore ha militato nei due anni che portano dalle qualificazioni alla fase finale della Coppa del Mondo. Un esempio su tutti, direttamente dalla finale in cui l’Argentina ha battuto la Francia: la quota di CBP che riguarda Cristian Romero è stata suddivisa tra Genoa, Atalanta e Tottenham, le squadre in cui il difensore ha giocato nel periodo sopracitato.

Il calcolo del CBP

Come fa la FIFA a stabilire come suddividere la quota per i club? Ecco il calcolo: si divide il totale di 209 milioni di dollari per il numero totale di giorni in cui i calciatori convocati sono stati impegnati per la Coppa del Mondo. Si ottiene così la cifra di 10.950 dollari al giorno per ogni calciatore. A questo punto, per stabilire quanto pesa il singolo giocatore, si moltiplica questa cifra per il numero di giorni in cui quel calciatore è stato ‘occupato’ per il Mondiale, partendo dal giorno in cui ha risposto alla convocazione per finire al giorno successivo all'ultimo match in cui è stato impegnato alla Coppa del Mondo.

Il ‘caso’ Mbappé

Attenzione: non importa quanti minuti quel calciatore abbia giocato durante il Mondiale. Il contributo che riceve il club è lo stesso sia che il suo tesserato sia sempre stato impegnato, sia che non abbia mai messo piede in cambio. Con buona pace di chi, come il PSG, ha visto la sua stella Mbappé infortunarsi nel momento decisivo della stagione dopo una Coppa del Mondo in cui non ha saltato una gara. Il CBP stabilisce che per la partecipazione del suo fenomeno a Qatar 2022 il club parigino ha ricevuto 394.215 dollari. La stessa cifra (da spartire tra Juve e Roma) che ha garantito Paulo Dybala, sceso in campo per un totale di 17 minuti.

I numeri nel dettaglio

Tra le sei confederazioni, la parte del leone la fa l’UEFA: 275 club europei hanno ricevuto un totale di quasi 159 milioni di dollari. Al secondo posto c’è l’asiatica AFC (che comprende anche l’Australia), con 67 club e 23,8 milioni di dollari. Seguono la CONCACAF (Nord e Centro America), con 53 club e 15,5 milioni, la CONMEBOL sudamericana (26 club e 5,8 milioni), la CAF africana (18 club e 4,5 milioni) e infine la OFC dell’Oceania, con un solo club, il Wellington Phoenix neozelandese, che ha incassato poco meno di 96mila euro. A intascarsi quasi un quarto (37,7 milioni) dei fondi totali destinati all’UEFA sono 46 club della Football Association inglese, poi ecco le 33 spagnole (24,2 milioni), le 27 tedesche (21 milioni) e solo al quarto posto i club affiliati alla FIGC: le 27 squadre italiane a cui spettava una fetta del CBP hanno incassato in tutto 18.680.529 euro.

Chi ha guadagnato di più in Italia

È la Juventus, con oltre 3 milioni di dollari, il club italiano che ha beneficiato di più entrate dalla FIFA per il Mondiale in Qatar: d’altra parte, i bianconeri erano anche la società di casa nostra a fornire più calciatori (11) alle 32 nazionali della Coppa del Mondo. Seguono Inter (2,3 milioni) e Milan (1,6), sotto il podio ecco Fiorentina (1,5), Atalanta (1,4) e Torino. E il Napoli campione d’Italia? Solo settimo: De Laurentiis ha incassato poco più di un milione di dollari dalla FIFA. Soldi non solo per le big di Serie A: i fondi del CBP sono andati anche a squadre di Serie B come Bari, Benevento, Brescia e Venezia. E il Mantova retrocesso dalla Serie C ha guadagnato 95.816 dollari, più della Cremonese (65.702) che ha giocato nella massima serie.

In Inghilterra il gigante e la bambina

Ma la sorpresa più grande arriva dall’Inghilterra: dalla FIFA un bonifico da 31.026 dollari per il Boreham Wood, club di quinta divisione. Certo un’inezia rispetto ai 4,6 milioni guadagnati dal Manchester City, la società più remunerata dal CBP, per i suoi 16 giocatori impegnati ai Mondiali in Qatar. In questa speciale classifica seguono il Barcellona (4,5 milioni per 16 convocati) e il Bayern Monaco, a cui non è bastato stabilire il record di calciatori convocati nella storia dei Mondiali, ben 17: per i bavaresi ‘solo’ 4,3 milioni. Poi ecco il Real Madrid (3,8), che per poco più di mille euro supera il PSG.

Pioggia di soldi a Qatar e Arabia Saudita

La FIFA, nel suo report sul CBP, ribadisce a più riprese l’importanza di distribuire i fondi a molti club medio-piccoli per aiutarne lo sviluppo. E se dal punto di vista del regolamento non c’è nulla da eccepire, fa comunque specie vedere il club qatarino dell’Al Sadd guadagnare per i suoi 15 convocati (quasi tutti della nazionale che ospitava il Mondiale) 2,8 milioni di dollari: una cifra che la Federazione giapponese mette insieme sommando i suoi 14 club che hanno usufruito del CBP. Per non parlare dei 2,1 milioni di dollari incassati dagli arabi dell’Al-Hilal, seguito a stretto giro dall’Al Nassr (1,6). Soldi utilizzati dalle società dell’Arabia Saudita più per strapagare calciatori da strappare ai club europei, ultimo in ordine di tempo Milinkovic-Savic, che per investire sui calciatori locali. E poi c’è la rivelazione Marocco, che si è arreso solo in semifinale: ma i club della Federazione nazionale a cui spetta parte del CBP sono solo due, il Wydad Casablanca e il Raja Club Athletic.

Il rilancio di Infantino

I 209 milioni di dollari destinati dalla FIFA ai club con il CBP sono una cifra equivalente a quella per Russia 2018. Ma Infantino già rilancia: “Per ognuna delle due edizioni dei Mondiali 2026 e 2030 il contributo salirà a 355 milioni di dollari”. Il programma è entrato nel Memorandum d’intesa recentemente rinnovato tra la FIFA e l’Associazione dei club europei e anche il presidente ECA Nasser Al-Khelaifi, che guida anche il PSG, ha sottolineato l’importanza dell’aumento del CBP “per il bene di tutti i club”. Nota a margine: per volere dello stesso Infantino, a partire dalla prossima Coppa del Mondo le nazionali partecipanti alla fase finale saliranno da 32 a 48. E quindi il gruzzolo andrà certamente diviso tra più club.
 

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