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Psg, la rinascita senza stelle grazie al piano Mbappé

Kylian Mbappé

 
Dopo Messi, salutano anche Neymar e forse Verratti: è il trionfo della linea del fuoriclasse francese, reintegrato e pronto a firmare un nuovo contratto. Gli investimenti concentrati su difesa e centrocampo. E in attacco arrivano gli uomini ideali per Kylian: Ramos e Dembélé
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Di Messi si fa già fatica a ricordare che sia stato a Parigi per due anni (lui è e sarà per sempre Argentina e Barcellona) e Neymar è stato calorosamente spinto verso l’Arabia Saudita, dove sperano che venga raggiunto al più presto da Verratti. Tra i giocatori fuori rosa (in Francia dicono “nel loft”) e quelli dichiaratamente sul mercato, incluso Neymar (Paredes e Renato Sanches sono da poco passati alla Roma), il Psg sta provando a liberarsi di giocatori pagati nel complesso 400 milioni, per altro senza contare i sontuosi ingaggi corrisposti loro negli anni della grande dissipazione, ma soprattutto dalle zavorre di un passato rinnegato in una sola estate, con l’addio di tre uomini che avrebbero dovuto fare la storia del club. Quel compito spetta a Mbappé, re detronizzato e reincoronato. E di re, si sa, ce ne può essere uno soltanto.

Psg, in 12 anni rosso di mercato da 1,3 miliardi

Ci sono due modi di vedere l’estate pazza del Psg: da un lato c’è il fallimento del rutilante progetto …

Di Messi si fa già fatica a ricordare che sia stato a Parigi per due anni (lui è e sarà per sempre Argentina e Barcellona) e Neymar è stato calorosamente spinto verso l’Arabia Saudita, dove sperano che venga raggiunto al più presto da Verratti. Tra i giocatori fuori rosa (in Francia dicono “nel loft”) e quelli dichiaratamente sul mercato, incluso Neymar (Paredes e Renato Sanches sono da poco passati alla Roma), il Psg sta provando a liberarsi di giocatori pagati nel complesso 400 milioni, per altro senza contare i sontuosi ingaggi corrisposti loro negli anni della grande dissipazione, ma soprattutto dalle zavorre di un passato rinnegato in una sola estate, con l’addio di tre uomini che avrebbero dovuto fare la storia del club. Quel compito spetta a Mbappé, re detronizzato e reincoronato. E di re, si sa, ce ne può essere uno soltanto.

Psg, in 12 anni rosso di mercato da 1,3 miliardi

Ci sono due modi di vedere l’estate pazza del Psg: da un lato c’è il fallimento del rutilante progetto della collezione delle stelle, con un disavanzo di mercato di quasi un miliardo e 300 e milioni per non vincere mai la Champions (e rischiare di farcela una volta soltanto), dall’altro c’è una sorta di benedetto ravvedimento, perché per la prima volta a Parigi hanno fatto (stanno facendo) una campagna acquisti razionale, funzionale, logica e quasi sobria (dalle due cessioni arabe arriveranno circa 150 milioni), rinnegando dodici anni passati a collezionare ma non a costruire.

Psg, i dettagli del piano Mbappé

In pratica, a Parigi si sono messi a fare con un anno di ritardo quello che Mbappé aveva chiesto quando firmò il nuovo contratto, quello che tra un anno scadrà. Al di là delle questioni economiche e dei 180 milioni di ricevuti per non andare, nel 2021, al Real Madrid, il campione di Bondy aveva preteso che la politica del club cambiasse, che la dirigenza desse un giro di vite all’anarchia che regnava all’interno dello spogliatoio che la squadra venisse puntellata dal punto di vista della solidità, con la richiesta specifica di un centravanti gregario, sulla falsariga dei suoi compagni di nazionale Giroud e Kolo Muani. Il 9 generoso, Gonçalo Ramos, è arrivato adesso, così come l’ala desiderata, Ousmane Dembélé, l’ideale contrappeso di destra di Mbappé nonché uno dei suoi migliori amici. Il grosso dei soldi è stato speso per un mediano difensivo, Ugarte, e un altro ne arriverà, quasi certamente Ibrahim Sangaré, ivoriano del Psv, così come sono arrivati due difensori dal rendimento sicuro, Skriniar e Lucas Hernandez. Il club vorrebbe anche un creativo, ma sia Gavi sia Bernardo Silva sono risultati irraggiungibili. E il nuovo allenatore, Luis Enrique, è famoso per dare organizzazione precisa e per non guardare in faccia a nessuno, stella od operaio che sia. È il Psg che Mbappé voleva, da contratto, un anno fa: è la frustrazione per non averlo avuto che lo ha spinto ad annunciare che non avrebbe esercitato l’opzione unilaterale per il prolungamento del contratto fino al 2025, mettendosi di fatto sul mercato con un anno di anticipo.

Neymar e Verratti scaricati da Mbappé

Non è un caso che Kylian sia stato reintegrato proprio adesso e che proprio adesso abbia cominciato a discutere di rinnovo del contratto, proprio adesso che la squadra sta prendendo una forma logica e proprio adesso che Neymar è partito e Verratti lo sta per fare. Le loro cessioni non sono mai state una richiesta esplicita di Mbappé, ma implicita. O inevitabile, da un certo punto di vista: il brasiliano e l’azzurro hanno simboleggiato meglio di chiunque altro il senso degli anni parigini, sono stati calciatori di moda ma hanno fallito gli appuntamenti che contano e, soprattutto, sono passati da un infortunio all’altro, dando sempre l’idea di non spremersi mai in fondo. Non si può dunque parlare di fuga da Parigi. Casomai è Parigi che ha aperto le finestre per cambiare aria. A quel punto Mbappé s’è affacciato e ha deciso che il nuovo panorama gli piaceva.

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