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Rubiales, si è dimesso il presidente della federazione spagnola

Dopo lo scandalo al Mondiale femminile, quando sul podio aveva baciato la calciatrice Hermoso, il numero 1 lascia l’incarico
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La valanga innescata dal bacio a Jenni Hermoso alla fine, com’era naturale, ha finito per travolgere Luis Rubiales. Il presidente della Federcalcio spagnola ha rassegnato le sue dimissioni. Il 46enne ex calciatore è sotto indagine da parte della Procura di Madrid per violenza sessuale e coercizione e rischia fino a quattro anni di reclusione. «Dopo la sospensione operata dalla Fifa, oltre al resto delle procedure aperte contro di me, è evidente che non potrò tornare in carica» ha dichiarato Rubiales in una nota sui social network dopo aver comunicato le sue dimissioni all’attuale reggente della Rfef, Pedro Rocha. "Insistere non porterà nulla di positivo, né alla Federazione né al calcio spagnolo. Ci sono poteri di fatto che impediranno il mio ritorno. Prendo questa decisione dopo essermi assicurato che il mio addio contribuirà alla stabilità che permetterà al nostro Paese di guadagnarsi l’organizzazione del Mondiale del 2030. Ho fiducia nella verità e farò tutto quanto potrò per farla…

La valanga innescata dal bacio a Jenni Hermoso alla fine, com’era naturale, ha finito per travolgere Luis Rubiales. Il presidente della Federcalcio spagnola ha rassegnato le sue dimissioni. Il 46enne ex calciatore è sotto indagine da parte della Procura di Madrid per violenza sessuale e coercizione e rischia fino a quattro anni di reclusione. «Dopo la sospensione operata dalla Fifa, oltre al resto delle procedure aperte contro di me, è evidente che non potrò tornare in carica» ha dichiarato Rubiales in una nota sui social network dopo aver comunicato le sue dimissioni all’attuale reggente della Rfef, Pedro Rocha. "Insistere non porterà nulla di positivo, né alla Federazione né al calcio spagnolo. Ci sono poteri di fatto che impediranno il mio ritorno. Prendo questa decisione dopo essermi assicurato che il mio addio contribuirà alla stabilità che permetterà al nostro Paese di guadagnarsi l’organizzazione del Mondiale del 2030. Ho fiducia nella verità e farò tutto quanto potrò per farla prevalere”.

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I notissimi fatti risalgono ai minuti successivi alla vittoria spagnola nel Mondiale femminile a Sydney, lo scorso 20 agosto. Durante le premiazioni, Rubiales abbracciò l’attaccante Jenni Hermoso e la baciò sulla bocca contro la sua volontà. Il caso oscurò lo storico primo successo della Roja e gettò nel caos la federazione. Dopo un primo tentativo di difesa (“no, non mi dimetterò” aveva ripetuto più volte Rubiales davanti all’assemblea della Federcalcio, a Las Rozas, “era un gesto da niente, Jenni era consenziente, è falso femminismo”), Rubiales era stato di fatto sfiduciato dall’intero calcio spagnolo. Una settimana dopo il “pico”, seconda sua definizione, arrivò la sospensione di 90 giorni da parte della Fifa. "Voglio chiarire che, come si vede nelle immagini, in nessun momento ho consentito il bacio che mi ha propinato il presidente» scrisse Jenni Hermoso in una nota, «non tollero che si mettano in dubbio le mie parole. Tantomeno che si inventino parole che non ho mai detto”.

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Il caso Rubiales ha scatenato #SeAcabó, letteralmente “è finita”, un enorme movimento di protesta, una sorta di MeToo alla spagnola, con migliaia di persone scese in piazza per manifestare contro machismo e abusi. Le scuse della Federcalcio spagnola sono arrivate appena all’inizio della scorsa settimana. Nelle stesse ore Hermoso presentava denuncia formale in tribunale. Prima di Rubiales era finita anche la storia del ct campione del mondo Jorge Vilda, sfiduciato lo scorso anno dalle nazionali per i suoi metodi dittatoriali: al suo posto, in segno di “ristrutturazione dell’intero impianto del calcio femminile spagnolo” era arrivata la sua assistente Montse Tomé.

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