La Federcalcio spagnola (RFEF) ha rimosso dal suo incarico Andreu Camps, fino a oggi segretario generale. Per alcuni era “il braccio destro”, altri lo definiscono “la mente” di Luis Rubiales, il presidente federale che si è dimesso dopo il bacio dato a Jenni Hermoso durante la premiazione dell’ultimo Mondiale femminile. Lei ha sostenuto che non fosse consensuale, mentre Rubiales difenderà il contrario in tribunale.
L’allontanamento di Camps arriva a seguito dello sciopero delle calciatrici della nazionale, che in massa avevano rifiutato la convocazione della nuova commissaria tecnica, Montse Tomé. Le giocatrici, lo scorso 15 settembre, avevano chiesto una pulizia profonda nella federazione, promettendo che non sarebbero tornate finché i nomi riconducibili a Rubiales non fossero stati allontanati. Questo non era ancora successo entro la presentazione della lista, per cui la Spagna rischiava di non avere effettivi a disposizione per le imminenti gare di Nations League.
L’accordo di Oliva
L’intesa fra la RFEF e le giocatrici per terminare lo sciopero è stata trovata poche ore prima del licenziamento di Camps, e dopo una lunga trattativa nella sede del ritiro (Oliva, Valencia). Le campionesse del mondo hanno avuto rassicurazioni sui “cambi strutturali” che ora la Federazione si trova obbligata a portare a termine. Solo due di loro “hanno chiesto di lasciare il ritiro per disagio personale”, ma non verranno sanzionate.
Per questo è probabile che Camps non sia l’ultimo a cadere nel gruppo che in Spagna chiamano Rubialismo, lo zoccolo duro dell’ex presidente all’interno della RFEF, che lo ha applaudito anche quando questi accusava di “falso femminismo” chi lo ha denunciato. Il prossimo potrebbe essere l’avvocato Tomás González Cueto, un altro dei fedelissimi di Rubiales che, come Camps, aveva remato perché mantenesse il posto.
L’allontanamento del segretario generale era una delle condizioni non negoziabili per le giocatrici. Sarà comunque una partenza dolorosa per la RFEF, perché Camps era uno degli uomini della candidatura spagnola per il Mondiale 2030.
L’assenza di Hermoso. Ma la federazione chiede scusa
In tutto questo, non c’è Jenni Hermoso nel ritiro della Spagna. "Supporto Jenni, mi dispiace molto per quello che sta succedendo”, ha spiegato Tomé nella conferenza stampa di presentazione. “Contiamo su di lei. Ma io sono la massima responsabile, e crediamo che il miglior modo per proteggerla sia questo”, cioè tenendola fuori dalle prossime gare di Nations League. “Proteggermi da cosa?”, ha risposto via social Hermoso, che non ha gradito l’esclusione.
In precedenza erano arivate le scuse della Federazione alla giocatrice: "La Federazione vuole mostrare il suo sostegno a tutte le giocatrici della Nazionale che stanno attraversando momenti sgradevoli e rinnova a ciascuna di loro le sue scuse per quanto accaduto dopo la vittoria della Coppa del Mondo, e, in particolare, a Jenni Hermoso, coinvolta in una situazione che lei non ha provocato. Le sosterremo sempre"