Premier League, autorete beffa per il Liverpool in 9. City e United ko, per Manchester un sabato da dimenticare
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLa delusione di Matip dopo l'autorete al 96'
LONDRA. Innanzitutto, la classifica. A vederla, dopo sette giornate, questa potrebbe rivelarsi la Premier League più spettacolare e imprevedibile degli ultimi anni: Manchester City 18, Arsenal e Tottenham 17, Liverpool, Aston Villa e Brighton 15, West Ham 13 e più staccato il Newcastle a 12. E pensare che, nelle prime posizioni, mancano pure il Manchester United (9 punti) e Chelsea (5, domani il derby a Fulham).
Manchester City, a Wolverhampton il primo ko
Le partite di oggi sono state uno spettacolo, come spesso da queste parti. Innanzitutto, la capolista Manchester City è caduta nella sempre ostica Wolverhampton, dopo esser stata buttata fuori dalla Carabao Cup mercoledì dal Newcastle. La squadra di Guardiola resta la più forte, oggi mancava pure Rodri dopo la sciocca espulsione contro il Nottingham Forest la settimana scorsa. Ma i nuovi (Nunes, Doku, Kovacic) ancora non si sono integrati negli schemi del catalano.
Dunque, quella dei campioni in carica è al momento una sinfonia meno…
LONDRA. Innanzitutto, la classifica. A vederla, dopo sette giornate, questa potrebbe rivelarsi la Premier League più spettacolare e imprevedibile degli ultimi anni: Manchester City 18, Arsenal e Tottenham 17, Liverpool, Aston Villa e Brighton 15, West Ham 13 e più staccato il Newcastle a 12. E pensare che, nelle prime posizioni, mancano pure il Manchester United (9 punti) e Chelsea (5, domani il derby a Fulham).
Manchester City, a Wolverhampton il primo ko
Le partite di oggi sono state uno spettacolo, come spesso da queste parti. Innanzitutto, la capolista Manchester City è caduta nella sempre ostica Wolverhampton, dopo esser stata buttata fuori dalla Carabao Cup mercoledì dal Newcastle. La squadra di Guardiola resta la più forte, oggi mancava pure Rodri dopo la sciocca espulsione contro il Nottingham Forest la settimana scorsa. Ma i nuovi (Nunes, Doku, Kovacic) ancora non si sono integrati negli schemi del catalano.
Dunque, quella dei campioni in carica è al momento una sinfonia meno letale rispetto all’anno scorso. I Wolves, con una gara tignosa e attenta, la spuntano per 2-1, con il gol fortunoso innescato da Pedro Neto con autogol di Ruben Dias, il pareggio di Julian Alvarez su punizione, e la rete decisiva di Hwang, del quale in conferenza stampa ieri Guardiola non ricordava neanche il nome ("il coreano, come si chiama?”).
Autorete di Matip al 96’, il Liverpool cede in 9 al Tottenham
Sulla Manica, invece, l’Arsenal passeggia sul Bournemouth, con un 4-0 senza storia, in cui oltre a Saka, Odegaard su rigore e Ben White, segna finalmente anche il neoacquisto Havertz, per quello che è il suo primo gol con i gunners, seppure su rigore. Tre punti rosicchiati dopo il pari contro il Tottenham la settimana scorsa e ora il City è lontano solo una lunghezza.
A proposito di Tottenham: è stata una partita incredibile stasera a Londra nord. Alla fine la spuntano gli Spurs per 2-1 contro il Liverpool, con un goffo autogol di Matip al 96’, che svirgola un tagliente di Pedro Porro e spiazza il miracoloso Alisson all’ultimo assalto dei padroni di casa. Che paradossalmente, si erano spenti nell’ultima mezz’ora, proprio quando erano in 11 contro 9 per le insulse espulsioni di Jones (gamba a martello sulla caviglia di Bissouma) e Diogo Jota (doppia ammonizione).
Una partita folle, che lancia il Tottenham di Postecoglou al secondo, insperato posto. Il vantaggio a metà primo tempo con Son, su magia di un sempre più decisivo Maddison e sponda di Richarlison. Il pareggio dei reds al 50esimo della prima frazione dell’olandese Gakpo, lesto a insaccare su un'ingenua amnesia della difesa londinese. E, ancora in pieno recupero, Luis Diaz manca clamorosamente il 2-1. Sarebbe stato ingiusto, dopo i primi 45 minuti in sofferenza. Ma il Liverpool, che veniva da 5 vittorie consecutive, è stato comunque stoico fino alla fine, dopo aver neutralizzato il Tottenham nonostante due giocatori in meno.
Tottenham, il piccolo miracolo di Postecoglu
In ogni caso, il tecnico australiano degli Spurs, arrivato nello scetticismo generale, sta facendo un piccolo miracolo. Ha ereditato una squadra che Antonio Conte aveva lasciato malissimo, accusando dirigenza e giocatori di non avere la caratura dei vincenti. Ora, nonostante l’addio del capitano Harry Kane al Bayern, la squadra sembra rinata. E, mentre colonne della passata stagione come Hojbjerg scaldano spesso la panchina, sono diventati titolari inamovibili diversi calciatori che erano ai margini con il tecnico italiano: Bissouma è diventato padrone del centrocampo insieme a Pape Sarr, mentre il terzino italiano Udogie, 20 anni e arrivato quest’anno dall'Udinese, è devastante sulla sinistra. Mentre l’altro connazionale Vicario è una garanzia tra i pali, vedi le parate decisive nel primo tempo su Gakpo e Robertson.
Manchester United, profondo rosso
Sprofonda invece sempre di più il Manchester United di Ten Hag, colpito da ribellioni e scandali (Sancho, Anthony) e affondato dal Crystal Palace all’Old Trafford: il decisivo 1-0 lo insacca Andersen, con una meraviglia sotto l’incrocio su cui stavolta Onana non può nulla. Mentre l’Aston Villa di Zaniolo e Watkins (tripletta) ne fa 6 al Brighton di De Zerbi, che a fine partita ammette: “Non abbiamo ancora la mentalità per giocare una volta ogni tre giorni, questa disfatta deve essere la nostra ripartenza”.
Tra gli altri risultati (Newcastle-Burnley 2-0 e West Ham-Sheffield Wednesday 2-0), spicca la prima storica vittoria della cenerentola neopromossa Luton. Che sbanca Liverpool con un 2-1 all’Everton. Delirio tra i tifosi ospiti.