Sebastien Frey: “In Francia situazione drammatica per l’ordine pubblico. Ho paura per le Olimpiadi di Parigi”
di Giuseppe Antonio PerrelliSebastien Frey
Sebastien Frey ha vissuto quasi tutta la sua carriera calcistica di portiere in Italia, tanto da diventare il quinto giocatore straniero con più presenze della Serie A. Ma ora da Nizza, dalla sua Francia, assiste sgomento all’ondata di violenza che sta sommergendo la Ligue1, che affoga tra insulti razzisti, incidenti negli stadi e veri e propri attentati criminali, come l’agguato dei tifosi del Marsiglia al pullman del Lione. L’immagine del tecnico della squadra ospite, Fabio Grosso, ferito al volto, sanguinante “mi ha lasciato senza parole. Ho mandato subito un messaggio di affetto e di vicinanza a Fabio, un uomo gentile che ho avuto modo di conoscere in campo, in tante partite da avversari, e poi ho postato una storia su Instagram per dire come stanno le cose: è uno schifo. Anche se credo che per capire sia giusto distinguere tra caso e caso”.
Il post su Instagram di Sebastien Frey
E cio…
Sebastien Frey ha vissuto quasi tutta la sua carriera calcistica di portiere in Italia, tanto da diventare il quinto giocatore straniero con più presenze della Serie A. Ma ora da Nizza, dalla sua Francia, assiste sgomento all’ondata di violenza che sta sommergendo la Ligue1, che affoga tra insulti razzisti, incidenti negli stadi e veri e propri attentati criminali, come l’agguato dei tifosi del Marsiglia al pullman del Lione. L’immagine del tecnico della squadra ospite, Fabio Grosso, ferito al volto, sanguinante “mi ha lasciato senza parole. Ho mandato subito un messaggio di affetto e di vicinanza a Fabio, un uomo gentile che ho avuto modo di conoscere in campo, in tante partite da avversari, e poi ho postato una storia su Instagram per dire come stanno le cose: è uno schifo. Anche se credo che per capire sia giusto distinguere tra caso e caso”.
Il post su Instagram di Sebastien Frey
E cioè?
"Ti chiedi come sia possibile, con tutti i controlli che ci sono, che allo stadio possa ancora entrare un petardo, quello che ha colpito Mory Diaw, il portiere del Clermont, nella partita col Montpellier dell’8 ottobre. Un episodio orribile ma che, diciamoci la verità, sarebbe potuto accadere (ed è accaduto) anche altrove. A Brest più che di razzismo parlerei di una sfida ingaggiata da Mbappé con i tifosi locali, che avevano preso di mira il suo amico Hakimi per le accuse di violenza sessuale ricevute. I fatti di Marsiglia invece, secondo me, sono decisamente di un altro livello”.
In che senso?
“Appena ho saputo la notizia, ho cercato i video di quell’agguato. Al momento della furia di questi idioti criminali erano presenti due pattuglie della polizia, che però sono rimaste ferme, non sono intervenute. Sappiamo tutti che in Ligue1 ci sono partite ad alto rischio, come appunto Marsiglia-Lione e, ancor di più, Marsiglia-Psg, che è il derby di Francia, un po’ come se fosse Inter-Juventus. E tutti a chiedersi: ma perché le forze dell’ordine non prevedono gli incidenti, non li anticipano? In Italia, per esempio, Inter-Roma poteva essere a rischio per la vicenda Lukaku e invece non è successo nulla: c’è stato spettacolo, non violenza”.
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Lei come si spiega questa differenza?
“In Francia non si respira pace e serenità, c’è grande frustrazione sociale, che spesso si sfoga sul calcio – la vera vittima di questa situazione – perché, come da voi, è lo sport per eccellenza, con un’enorme visibilità. E c’è un serio problema di ordine pubblico: oggi le forze dell’ordine non riescono a tenere sotto controllo situazioni secondo me gestibili. Noi l’anno prossimo ospiteremo a Parigi le Olimpiadi, che succederà? È una situazione molto preoccupante. Noi siamo un paese a rischio attentati, inutile nasconderlo”.
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Come mai la polizia è così in difficoltà?
"In Francia la gestione dell’ordine pubblico ha preso una nuova piega con le manifestazioni del movimento dei gilet gialli, iniziate nel 2018. I membri delle forze dell’ordine sono stati accusati per le violenze commesse, ci sono state condanne penali. E anche per questo hanno iniziato a intervenire molto meno, a rimanere passivi. Tutti hanno il diritto di manifestare, ci mancherebbe, ma hanno anche l’obbligo di rispettare la legge. E invece ogni settimana per quasi due anni ci sono stati negozi devastati, macchine bruciate, guerriglia per strada e i cittadini ostaggio della violenza. E, a pochi metri, gli agenti che spesso guardavano soltanto. Proprio come per l’agguato di Marsiglia, dove sono stati presi d’assalto anche due pullman di tifosi”.
Ora però ci sono stati nove arresti.
“Se quelle persone sono colpevoli, mi auguro che non mettano mai più piede in uno stadio ma anche attorno a uno stadio. Sono persone che rovinano il nostro sport. Pensi che da questi criminali si sono dissociati anche i gruppi storici della tifoseria del Marsiglia”.
Lei prima parlava di Parigi 2024.
"E ne ho parlato anche con mia moglie: se le Olimpiadi fossero state in Costa Azzurra, dico la verità, in quel periodo sarei tornato in Italia. I Giochi sono troppo a rischio”.