A Stoccarda, in coppa di Germania, è arrivata l’11/a sconfitta di fila per l’Union Berlino. Non vince dal 26 agosto (1-4 a Darmstadt) e ha collezionato un ruolino di 23 gol subiti e appena 5 realizzati. L’ultima volta che è andata a bersaglio era il 7 ottobre: lo fece con Bonucci su rigore a Dortmund. Da allora è iniziato un digiuno che dura da 419’. La squadra è 15/a in Bundesliga, ultima con 0 punti nel girone di Champions League dove c’è anche il Napoli, già fuori dalla coppa nazionale. Numeri implacabili che quasi ovunque già sarebbero costati la panchina all’allenatore.
Fischer in 5 anni ha portato in club nel punto più alto della sua storia
Chi siede sulla panchina dell’Union, il 57enne Urs Fischer, però, non è un allenatore qualunque. Lo svizzero, arrivato a Berlino nel 2018, in questi 5 anni ha compiuto un vero e proprio capolavoro: al primo tentativo è riuscito subito, unico nella storia del club, a centrare la promozione dalla seconda divisione alla Bundesliga. Poi, con un continuo crescendo (11°, 7°, 5° e 4° posto) ha condotto la squadra prima in Conference, poi in Europa League e, infine, in Champions, portandola a toccare il punto più alto della sua storia ultracentenaria.
I 30 milioni spesi sul mercato non stanno dando i frutti sperati
Il presidente Dirk Zingler non ha la memoria corta ed è per questo che, anche dopo l’ennesimo insuccesso, si è schierato accanto a Fischer. D’altronde il merito dell’ascesa del club, con il conseguente rimpinguamento delle casse, va ascritto proprio a lui. L’Union negli ultimi anni, infatti, ha chiuso con un bilancio in attivo con ricavi aumentati da 73 a 122 milioni. Soldi che hanno convinto il club a investire nella ristrutturazione del vecchio stadio ‘An der Alten Forsterei’, che amplierà la sua capienza da 22mila a 37mila spettatori entro il 2025, e ad aumentare per la prima volta quest’estate il budget di spesa sul mercato, chiuso con un passivo di 30 milioni. Gli acquisti di Gosens dall’Inter, Volland dal Monaco, Tousart dall’Hertha, Kaufmann dal Copenhagen più l’ingaggio di Bonucci, lasciato libero dalla Juventus, e i prestiti di Schwolow, Aaronson, Fofana e Kral non hanno dato, per ora, i frutti sperati. Tra i tifosi c’è chi pensa che si sia fatto il passo più lungo della gamba, chi si sia rovinato un gruppo che funzionava a meraviglia.
Cambio di modulo per invertire il trend
Parole che non scalfiscono Urs Fischer che negli ultimi tempi ha solo pensato a lavorare sul campo per cercare di trovare una soluzione per invertire il terribile trend negativo. Così, dopo aver adottato per anni il 3-5-2, in coppa per la prima volta ha disposto la squadra con il 4-2-3-1. E alla fine si è detto soddisfatto, malgrado l’1-0 finale. "Ho visto un miglioramento rispetto a Brema. I ragazzi si sono comportati molto bene con il nuovo sistema". Fischer è convinto che prima o poi la tempesta passerà: "Mi impegno tutti i giorni per migliorare e tornare sulla strada giusta, Dobbiamo restare ottimisti e ricordarci che il calcio è anche divertimento. Ci siamo detti di tornare a fare quello che sappiamo fare meglio, correre, ritrovare automatismi e compattezza, prendere le decisioni giuste e vincere i duelli, rischiando quando è necessario", ricorda.
Fischer: “Non mi dimetto, la squadra è con me”
E a chi gli chiede se abbia pensato a dimettersi, Fischer replica quasi piccato: "Se avessi il sentore che la squadra non mi ascoltasse più o non fosse più disposta a camminare nella mia stessa direzione, allora ne potremmo parlare. Ma sono ben lungi dall’avere questa sensazione adesso. Certamente la situazione in termini di risultati non è piacevole ma ho la fortuna di poter lavorare in pace e con il sostegno del club. Il sostegno può fare solo bene, ma sappiamo che il calcio dipende dai risultati. Se i dirigenti un domani vorranno cambiare mi farò da parte".
Tre partite prima di una possibile svolta
L’impressione è che la società si sia data tempo fino alla prossima sosta per le nazionali (a fine novembre) prima di prendere la dolorosa decisione di voltare pagina. Sabato l'Union ospiterà in campionato l'Eintracht Francoforte, poi, nel giro di 4 giorni, avrà due trasferte terribili: prima a Napoli e poi a Leverkusen contro il Bayer capolista. Se dovessero arrivare altre tre sconfitte per Fischer diventerebbe davvero difficile conservare il posto in panchina.