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Saarbrucken, il brutto anatroccolo che in coppa di Germania si trasforma: storia della squadra che sfidò il Milan in coppa dei Campioni

I giocatori del Saarbrucken festeggiano la qualificazione

 
Dopo aver eliminato il Bayern il club che milita della terza serie tedesca ha superato anche l’Eintracht raggiungendo i quarti della coppa di Germania. Una squadra fondata 120 anni fa che nel secondo dopoguerra si trasferì per qualche anno nel campionato francese e che nel 1955 affrontò i rossoneri di Liedholm e Schiaffino
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Gli ultimi non saranno mai i primi, ma almeno possono togliersi lo sfizio di dar loro una lezione di calcio. Pure due, se le stelle sono amiche. La notizia: Saarbrücken batte Eintracht di Francoforte 2-0. Ieri sera, ottavi di finale della Coppa di Germania. Alt, fermi tutti. Già sentito questo club, no? Trentotto giorni fa, 1 novembre. Saarbrücken batte Bayern Monaco 2-1, era il secondo turno e l’eco di quell’impresa fu notevole. E lo è ancora di più oggi. Perché il Saarbrücken Fc milita nella 3.Liga (Dritte Liga) tedesca, l’equivalente della nostra Serie C, e in classifica sta pure messo maluccio. Però in coppa il brutto anatroccolo si trasforma, la goffaggine si tramuta in eleganza, i piedi si raddrizzano, le parabole dei tiri disegnano inattesi arcobaleni e i bulli di quel laghetto chiamato Bundesliga ci restano di sasso: toh, quello riflesso nell’acqua è un cigno.

Gli ultimi non saranno mai i primi, ma almeno possono togliersi lo sfizio di dar loro una lezione di calcio. Pure due, se le stelle sono amiche. La notizia: Saarbrücken batte Eintracht di Francoforte 2-0. Ieri sera, ottavi di finale della Coppa di Germania. Alt, fermi tutti. Già sentito questo club, no? Trentotto giorni fa, 1 novembre. Saarbrücken batte Bayern Monaco 2-1, era il secondo turno e l’eco di quell’impresa fu notevole. E lo è ancora di più oggi. Perché il Saarbrücken Fc milita nella 3.Liga (Dritte Liga) tedesca, l’equivalente della nostra Serie C, e in classifica sta pure messo maluccio. Però in coppa il brutto anatroccolo si trasforma, la goffaggine si tramuta in eleganza, i piedi si raddrizzano, le parabole dei tiri disegnano inattesi arcobaleni e i bulli di quel laghetto chiamato Bundesliga ci restano di sasso: toh, quello riflesso nell’acqua è un cigno.

Saarbrucken, in rosa anche un italo-tedesco

Risultato: ora il Saarbrücken ha piantato la bandierina nei quarti di finale e incontrerà lo Stoccarda. Nell’approcciarsi a queste favole prevale lo stupore, almeno fino a quando non realizziamo che il calcio - ma per davvero - resta ancora lo sport più democratico. Banalmente: in partita secca può vincere chiunque e a Davide - se guarda bene in fondo alla bisaccia - può capitare di trovare la pietra che colpirà Golia nella capoccia e lo renderà inerme (almeno per un po’). Curiosità: nella squadra c’è anche un italo-tedesco, si chiama Calogero Rizzuto, ha 31 anni, è nato in Germania, figlio di un calabrese e di una siciliana emigrati negli anni 80. Rizzuto ha giocato quasi sempre in 2.Bundesliga (la Serie B tedesca), due mesi fa era senza squadra e ha cominciato ad allenarsi con gli amici della città dove vive. Saarbrücken, appunto.

I tifosi del Saarbrucken durante la sfida con l'Eintracht

 

Il trasferimento in Francia

Utile e doveroso il ripasso di storia: la città di Saarbrücken sta in quella parte di Germania che si affaccia sulla Francia, Metz è a un’ora scarsa di macchina: è un centro universitario assai conosciuto, le acciaierie puntellano lo skyline, ci sono il castello e lo zoo, si mangia un’ottima zuppa di patate con cipolla e pancetta e la squadra di calcio - fondata esattamente 120 anni fa - nel secondo dopoguerra si trasferì per qualche anno nel campionato francese, perché era più comodo e conveniva a tutti. La Saar - la regione di quella zona di confine - era infatti occupata dai francesi. Vinse pure il campionato di Seconda Divisione, ma in Francia dissero che no, non era il caso di creare un caso diplomatico: quindi bravi, ma facciamo finta che non sia successo.

La sfida in coppa Campione contro il Milan

Così il club - costretto per un po’ a giocare solo amichevoli - spostò i suoi giocatori nella Nazionale del Saar, un curioso esperimento politico-sportivo. La Saarländische Fußballnationalmannschaft era una rappresentativa (lo ricordiamo: in territorio tedesco ma sotto il protettorato francese) fondata nel 1951 che poco dopo - nel 1954 - fu addirittura una delle fondatrici dell’UEFA, partecipò alle qualificazioni del Mondiale svizzero del 1954 e infine nel 1956 - dopo 19 partite - chiuse i battenti. Nel mentre il Saarbrücken Fc conobbe il suo momento di gloria battendo in amichevole addirittura il Real Madrid (4-0) e giocando in Coppa dei Campioni nell’edizione del 1955. Gli amanti dell’amarcord ricorderanno che quell’anno i tedeschi affrontarono anche il Milan di Liedholm e Schiaffino, vincendo 4-3 a San Siro ma perdendo poi 4-1 in casa e venendo dunque eliminati.

Negli anni il club era precipitato nelle serie minori, vedi alla voce guai finanziari. Risale al 1993 l’ultima apparizione in Bundesliga e al campionato 1976-77 l’ultima impresa leggendaria: vittoria per 6-1 contro il Bayern Monaco di Franz Beckenbauer e Gerd Muller. Corsi e ricorsi, la leggenda va di replay. Ogni tanto capita infatti che il brutto anatroccolo si ricordi chi è stato, o anche solo chi vorrebbe essere.

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