Il calcio calmo di Xabi Alonso, i gol di Boniface e le invenzioni di Wirtz: tutti i segreti del Bayer Leverkusen, la squadra che accontenta tutti
di Emanuele GambaXabi Alonso, 42 anni
Per divertirsi non è obbligatorio andare al circo: una buona alternativa è guardarsi le partite del Bayer Leverkusen, uno spettacolo di esuberante raffinatezza che accontenta sia i palati fini che adorano la tattica sia chi al calcio chiede l’emozione degli attimi di bellezza.
I gol di Boniface e le invenzioni di Wirtz
Il Bayer è una squadra sofisticata e semplice al tempo stesso, perché il suo gioco organizzato, vario, rapido e intelligente (fluido, si dice oggi) è valorizzato dai virtuosismi tecnici di calciatori che si stanno esprimendo tutti assieme ai loro massimi livelli, dall’incredibile centravanti Boniface, la vera rivelazione internazionale di questa stagione, al fantasista Wirtz, che già a 17 anni aveva il destino del fenomeno ma la cui cres…
Per divertirsi non è obbligatorio andare al circo: una buona alternativa è guardarsi le partite del Bayer Leverkusen, uno spettacolo di esuberante raffinatezza che accontenta sia i palati fini che adorano la tattica sia chi al calcio chiede l’emozione degli attimi di bellezza.
I gol di Boniface e le invenzioni di Wirtz
Il Bayer è una squadra sofisticata e semplice al tempo stesso, perché il suo gioco organizzato, vario, rapido e intelligente (fluido, si dice oggi) è valorizzato dai virtuosismi tecnici di calciatori che si stanno esprimendo tutti assieme ai loro massimi livelli, dall’incredibile centravanti Boniface, la vera rivelazione internazionale di questa stagione, al fantasista Wirtz, che già a 17 anni aveva il destino del fenomeno ma la cui crescita è stata bruscamente interrotta dalla rottura del crociato, che gli ha fatto perdere tutto il 2022. Adesso di anni ne ha 20 ed è tornato a distribuire meraviglie, confermandosi uno dei giocatori tecnicamente più puri che ci siano in circolazione in Europa.
Victor Boniface esulta dopo un gol
Gol a grappoli e difesa di ferro
Il Leverkusen è primo in Bundesliga con 4 punti sul Bayern, che però ha una partita in meno. Ha vinto sempre e pareggiato contro i rivali più forti: il Bayern stesso, lo Stoccarda e il Dortmund, segno che ha saputo gestire bene anche la pressione dei confronti diretti. In Europa League ha dominato il suo girone: sei vittorie su sei. In Coppa di Germania è ai quarti dopo aver realizzato sedici gol in tre partire. Segna moltissimo anche in campionato e in Europa League (58 reti in 20 gare) ma in entrambe le competizioni ha la miglior difesa, proprio sulla base di ciò che si diceva all’inizio: a un gioco d’attacco spumeggiante, che dà grande spazio all’inventiva individuale, corrisponde un’organizzazione precisa, che non tradisce l’equilibrio e sa dosare il pressing, continuo ma non scriteriato. Il Bayer attacca sempre (ha il 60% medio di possesso palla) ma non si fa mai trovare scoperto. Accontenta gli esteti e i razionalisti. I giochisti e risultatisti.
Gipuzkoa, terra basca di allenatori
Il merito è ovviamente di Xabi Alonso, l’allenatore basco che sta ribaltando le gerarchie della Bundesliga, da anni fisse sul dominio del Bayern sempre primo, sul rincalzo del Borussia Dortmund sempre secondo, sulla continuità del Lipsia quasi sempre terzo. Xabi Alonso viene dalla provincia di Gipuzkoa, che sta incredibilmente dominando l’Europa con i suoi allenatori: sono di lì anche Emery, primo in Premier con l’Aston Villa, Arteta, deus ex machina della rinascita dell’Arsenal, e Alguacil, che sta facendo meraviglie con la Real Sociedad. Ognuno di loro ha uno stile diverso, non c’è una scuola comune.
I giocatori del Bayer esultano dopo il gol allo Stoccarda
Il calcio calmo e vario di Xabi Alonso
Xabi Alonso, per esempio, allena come giocava, quando era il cervello di Liverpool e Real, il club dove dicono sia destinato per raccogliere l’eredità di Ancelotti: è calmo, sereno, razionale ma con scatti di genialità, sempre padrone della situazione e innamorato della tecnica. Il suo Bayer, che ha preso in corsa nel campionato scorso risollevandolo dall’ultimo posto e portandolo al primo, ama comandare i ritmi della partita, palleggia a lungo ma poi ha accelerazioni improvvise e fulminanti, aspetta il momento buono per accendersi negli ultimi metri e lo trova sempre. Xabi si allena spesso con la squadra: i suoi lanci di 40 metri, ancora oggi di una precisione millimetrica, lasciano spesso a bocca aperta i suoi stessi giocatori.
Frimpong e Grimaldo, terzini goleador
Il modulo di base è il 3-4-2-1, ma le posizioni cambiano. I due esterni, nominalmente due terzini, sono delle iradiddio: a destra l’olandese Frimpong ha all’attivo sei gol e nove assist, a sinistra lo spagnolo Grimaldo il contrario, nove e sei. In difesa brilla il ventunenne ecuadoriano Hincapié, già ammirato ai Mondiali. In mezzo spicca il magistero di Xhaka, che tutto sommato ha diverse somiglianze con Xabi Alonso e forse è stato scelto proprio per quello.
La storia di Boniface, dalla depressione ai gol a raffica
Davanti il genio di Wirtz (sette gol e dieci assist) si è fuso con l’agile potenza di Boniface, attaccante nigeriano di 22 anni che in molte cose ricorda il suo connazionale Osimhen e che è esploso (14 reti e 7 passaggi decisivi) dopo alcune stagioni contraddittorie tra Norvegia e Belgio. Ha sfiorato la depressione, ha ammesso che in quei momenti ha esagerato con alcol e cibo, si è già rotto due crociati ma al Bayer è bastato seguirlo nell’unica stagione di (discreto) livello, all’Union Saint-Gilloise, per decidere di investire su di lui 20 milioni e nominarlo erede del deludente Azmoun. Scommessa stravinta.
Xhaka e Grimaldo, gli effetti di un mercato diverso
È sul mercato, in effetti, che è arrivata la svolta del Bayer, abituato storicamente a spese moderate, nonostante abbia alle spalle l’impero farmaceutico (i rossoneri sono chiamati “Aspirine”), e a un’attività orientata ad allevare (o scoprire) talenti a rivenderli, come è successo in tempi recenti con Havertz e l’estate scorsa con Diaby, ceduto all’Aston Villa per 55 milioni. Stavolta, però, il club ha deciso di assecondare l’ambizione dell’allenatore e ha assoldato anche giocatori già maturi e affermati, come appunto Xhaka dall’Arsenal e Grimaldo dal Benfica, l’altro nigeriano Tella (Southampton) e il 31enne Hoffmann, preso dal Moenchengladbach. In fondo l’unico vero azzardo è stato Boniface, che ha subito scalzato gli altri due centravanti, Schick, d’altronde spesso infortunato, e l’altro ceco Hlozek.
La storia di sconfitte del “Neverkusen”
Il Bayer non ha mai vinto la Bundesliga. Nel suo carnet ci sono soltanto una Coppa Uefa nel 1988 e una Coppa di Germania nel 1993, tant’è che il club è perfidamente soprannominato Neverkusen (in tedesco, Vizekusen) per via di questo non vincere mai ma soprattutto nel ricordo del terribile triplete all’incontrario del 2002, quando nel giro di dieci giorni perse la Bundesliga dopo aver sperperato cinque punti di vantaggio a tre turni dalla fine, la finale di Coppa di Germania con lo Schalke e quella di Champions con il Real Madrid. Tempo un mese e il leader di quella squadra formidabile e sfortunata, Ballack, perse pure la finale del Mondiale contro il Brasile. Se in questa stagione la storia cambierà è presto per dirlo, ma a Leverkusen se la stanno davvero godendo, anche perché né il club né la città – 150 mila abitanti, praticamente un satellite di Colonia interamente orientato sull’industria farmaceutica e senza nessuna attrattiva a parte il calcio – non mettono alcuna pressione e recarsi nel grazioso stadio in mezzo al bosco, per altro uno dei meno capienti della Bundesliga, è prima di tutto un passatempo. Come andare al circo, però molto ma molto più divertente.