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Costa d’Avorio con il ct fantasma, Guinea senza soldi, due partitissime e tanto spettacolo: la Coppa d’Africa entra nel vivo con gli ottavi di finale

Osimhen in allenamento con la Nigeria
Osimhen in allenamento con la Nigeria (afp)

Si parte oggi con gli scontri diretti in un torneo che sta catalizzando l’attenzione anche in Italia

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L’Africa è tornata all’antico. Il calcio troppo ‘europeo’, con il suo tatticismo a tratti ipnotico eccessiva costante delle ultime edizioni, ha lasciato spazio a spettacolo, giocate a effetto, gare ad altro ritmo, a volte confuse ma speso emozionanti. Se ne è accorto anche il pubblico televisivo, visti gli ascolti notevoli su SportItalia, che trasmette in diretta e che ha in Malu Mpasinkatu il talent Ambassador dell’evento. Già tante sorprese: grandi storiche come Ghana, Algeria, Tunisia che hanno già fatto i bagagli. Una sorte che per un soffio non è toccata a Camerun e, soprattutto, a Costa d’Avorio. Gli Elefanti padroni di casa stanno vivendo una situazione surreale: il loro bel centrocampo, ruotante intorno all’ex Milan e Atalanta Kessié si è dissolto, non tanto nella sconfitta contro la Nigeria, quando nel devastante 4-0 beccato dalla Guinea Equatoriale. Una disfatta, tanto che il ct Jean-Louis Gasset è stato esonerato (qualcuno parla di dimissioni ‘consigliate’) per risultati insufficienti, come recita il comunicato della federazione.

La Costa d’Avorio e il dilemma del ct

Incredibile ma vero, ci sarà una prova d’appello. Negli altri gironi infatti si sono inventati una gara per non arrivare ai fatidici tre punti, e la Costa d’Avorio si è ritrovata come d’incanto agli ottavi come ultima ripescata. La cosa ha ricordato la parabola dell’Italia nel girone eliminatorio di Usa 94, nel quale a dire il vero gli azzurri - che poi arrivarono in finale – fecero una impressione decisamente più degna di quella degli ivoriani.

Il Senegal di Lamine Camara

Per i padroni di casa è alle porte un ottavo di finale tremendo con il Senegal campione in carica: il capitano Mané è apparso un eroe un po’ stanco, ma il 20enne Lamine Camara – gioca in Francia nel Metz – ha dato prova di essere giocatore ampiamente sopra la media, probabilmente il migliore della prima fase. Oltre alla forza dei senegalesi, il problema per la Costa d’Avorio è il ct: la federazione ha indicato il tecnico dell’Under 23 Emerse Faé, ma nel contempo ha provato a convincere senza successo Hervé Renard. L’artefice del miracolo Zambia nel 2012, che tre anni dopo conquistò l’Africa anche con gli ivoriani, sarebbe anche andato, ma la federazione francese, che lo ha sotto contratto come tecnico della nazionale femminile, ha detto no.

Osimhen contro Anguissa

A parte tutto, una gara così sa di finale anticipata, e non è la sola degli ottavi. Camerun-Nigeria – in campo stasera alle 21 – ad esempio ha deciso tre volte la Coppa d’Africa e hanno sempre avuto la meglio i Leoni indomabili. Andrà così anche stavolta? I pronostici sono per il no. Il Camerun è indubbiamente apparso fragile: è passato segnando due gol extremis il piccolo Gambia, che a sua volta l’aveva rimessa in piedi con un gol del prode Sanneh, reo peraltro di una esultanza esagerata se paragonata all’evidenza in tempi di Var. L’aveva infatti buttata dentro con una plateale schiacciata di mano. Meglio la Nigeria, che pur non incantando si è qualificata con disinvoltura. La speranza dei verdi è lo scatto in avanti di Osimhen – atteso il duello con il compagno di squadra Anguissa –, che per ora ha giocato con il freno a mano tirato.

Il Marocco a caccia della storia

La squadra che sta cercando una rivincita con la storia è il Marocco, che ha vinto solo nel 1976 ma che stavolta, forte di una selezione arrivata alla semifinale mondiale, sembra avere la mentalità per non fallire. Per i nordafricani, ottavo da prendere comunque con le molle contro il Sudafrica, partito male ma poi capace di una reazione di carattere. Sfida molto fisica tra Mali e Burkina Faso, così come tra Capo Verde e la sorpresa Mauritania. Occasione per l’Angola: le antilopi se la vedranno con la Namibia, che ha fatto tanta festa già per l’approdo agli ottavi.

La Guinea senza soldi

Nel ritorno all’antico cui accennavamo c’è anche qualcosa di negativo. Chiedere ai calciatori della Guinea (tra loro l’ex Roma e Napoli Diawara), che non si sono allenati nonostante l’incombente ottavo in programma domenica. Il motivo è semplice e non inusuale: la federazione aveva promesso un premio qualificazione di 9mila euro, al momento ancora arrivate sui conto correnti. Chissà, magari ha influito l’umore dei giocatori anche la decisione del capo di stato della prossima avversaria, l’altra Guinea, quella Equatoriale, che dopo il 4-0 rifilato alla Costa d’Avorio ha destinato alla squadra un premio di un milione di euro.

Egitto con il caso Salah contro la RD Congo

Infine, contrapposizione di stili in Egitto-RD Congo. I congolesi hanno dato una sensazione di solidità, anche se è mancato il guizzo: per farla franca sono bastati tre pareggi, quello più convincente contro il Marocco condito da una rissa finale poco in linea con lo spirito africano. I Faraoni sono storicamente la squadra da battere, come si conviene a chi ha vinto 7 volte la manifestazione, ma sono anche pieni di problemi. Hanno giocato male e si sono qualificati per il rotto della cuffia. Devono inoltre gestire il caso Salah, il cui ritorno in Inghilterra dopo un infortunio ha generato una sollevazione popolare. Problemi che non potrà risolvere Eman Ashour: in allenamento ha tentato una capriola impossibile dando una testata per terra e riportando un trauma cranico. La coppa d’Africa è anche questo.

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