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Mbappé ancora sostituito da Luis Enrique, al Psg è gelo dopo l’annuncio dell’addio. Messi, Neymar, Totti, Ramos: il tecnico non ama le stelle

Mbappé e Luis Enrique (afp)
Da quando il centravanti ha detto ai compagni che lascerà la squadra a fine stagione, l’allenatore spagnolo lo ha utilizzato il minimo indispensabile. Anche con il Monaco lo ha tolto dopo 45'. "Lo sto gestendo"
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La sostituzione a sorpresa nell’intervallo nel match con il Monaco, ha scatenato nuove illazioni sul rapporto, ritenuto non più idilliaco, tra Luis Enrique e Kylian Mbappé. Nessuno in Francia crede che il tecnico spagnolo, visto l’enorme vantaggio sulle inseguitrici in Ligue 1, abbia voluto preservare il fuoriclasse francese in vista della gara di ritorno con la Real Sociedad in Champions. Troppi, d’altronde, gli indizi per far pensare che dietro non ci sia un cambio d’umore dell’ex allenatore della Roma.

Mbappé mai in campo per 90' dopo l'annuncio dell'addio

Non è passato inosservato che da quando Mbappé ha annunciato ai compagni il suo addio a fine stagione (il 15 febbraio, ndr), Luis Enrique abbia iniziato a utilizzarlo meno. "La squadra viene prima dei singoli", d’altronde aveva annunciato quando gli era stata rivelata la notizia. Già reduce dalla panchina con il Lille il 10 per i postumi di un fastidio alla caviglia, il 17 lo ha fatto entrare al 62’ contro il Nantes, il 25 lo ha tolto dopo 65’, malgrado la squadra fosse sotto 0-1 al Parco dei Principi contro il Rennes. Infine ecco il cambio nell’intervallo nel Principato al termine di 45’ opachi in cui il Psg ha chiuso con il peggior numero di affondi in area avversaria nel primo tempo degli ultimi 8 anni (appena 3).

Luis Enrique: "Niente polemiche, lo sto gestendo"

La società nega che tra i due sia calato il gelo. Ma il fatto che Mbappé, dopo la sostituzione, si sia andato a sedere in tribuna accanto alla madre per vedere il secondo tempo della sfida con il Monaco piuttosto che rimanere in panchina accanto ai compagni, ha lasciato perplessi. Luis Enrique a fine partita si è fatto scivolare addosso l’inevitabile domanda sull’argomento: "Non cado nel vostro tranello. È il modo in cui io voglio gestire le cose", ha puntualizzato. "A volte ho ragione, a volte sbaglio ma non voglio avere polemiche, è una mia decisione". E lo stesso giocatore, tramite il suo entourage, ha fatto sapere di essere già "concentrato sulla partita di martedì in Spagna".

Il difficile rapporto di Luis Enrique con le stelle

La storia recedente di Luis Enrique, però, fa pensare che anche Mbappé sia ormai finito nello stesso vortice in cui in passato erano stati risucchiati altri fuoriclasse. In primis Totti, messo in panchina a Roma nella gara d’andata del turno preliminare di Europa League contro lo Slovan Bratislava (Il giorno dopo il giocatore si presentò all’allenamento indossando una maglietta con la scritta 'basta', ndr). Quando tornò a Barcellona subirono la stessa sorte prima Messi quindi Neymar, Suarez, Piqué e, infine, nel suo ultimo anno in blaugrana, Xavi. Messi, in particolare, entrò in rotta di collisione subito con lui (era il 2015). Non gli piaceva il suo modo autoritario di gestire il gruppo (“si sentiva il padrone dello spogliatoio”, dichiarò la Pulce che per protesta un giorno non si presentò a un allenamento dopo un forte diverbio). Poi col tempo i due si chiarirono arrivando ad alzare assieme 9 trofei.

Sergio Ramos fuori dalla nazionale

I problemi sono proseguiti anche quando gli è stata affidata la nazionale spagnola. Ha tagliato fuori senza particolare rispetto un totem come Sergio Ramos dopo aver avuto con lui una discussione. E lo stesso comportamento adottò con altri pilastri del Real Madrid (Nacho, Carvajal, Isco e Asensio) che decise di non convocare per gli Europei del 2021. Segno evidente che Luis Enrique ha sempre sofferto la forte personalità e l’accentuato ego delle stelle. E l'impressione è che ora con Mbappé la storia ancora una volta si ripeta.

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