Eriksson, a Liverpool l’ultima partita: “Essere in panchina ad Anfield è come un sogno”
di Enrico FranceschiniLONDRA – “E’ come un sogno”, dice Sven-Goran Eriksson. Il 76enne allenatore svedese è andato oggi in panchina per quella che lui stesso definisce la sua “ultima partita”: un’amichevole nello storico stadio di Anfield in cui ha guidato una squadra delle vecchie glorie del Liverpool contro una analoga dell’Ajax. Un match il cui incasso sarà devoluto in beneficenza. Una donazione considerevole: ben 56 mila persone hanno comprato il biglietto.
Un sogno per due ragioni, lascia capire Eriksson: perché da ragazzo era un accanito tifoso dei Reds di Liverpool; e per la malattia che lo ha colpito, da lui stesso annunciata nel gennaio scorso, un cancro che, secondo la diagnosi, gli lascerà “dodici mesi di vita”. L’appuntamento in campo, con ex-campioni del …
LONDRA – “E’ come un sogno”, dice Sven-Goran Eriksson. Il 76enne allenatore svedese è andato oggi in panchina per quella che lui stesso definisce la sua “ultima partita”: un’amichevole nello storico stadio di Anfield in cui ha guidato una squadra delle vecchie glorie del Liverpool contro una analoga dell’Ajax. Un match il cui incasso sarà devoluto in beneficenza. Una donazione considerevole: ben 56 mila persone hanno comprato il biglietto.
Un sogno per due ragioni, lascia capire Eriksson: perché da ragazzo era un accanito tifoso dei Reds di Liverpool; e per la malattia che lo ha colpito, da lui stesso annunciata nel gennaio scorso, un cancro che, secondo la diagnosi, gli lascerà “dodici mesi di vita”. L’appuntamento in campo, con ex-campioni del Liverpool come Steve Gerrard e Fernando Torres nella formazione di casa, ha avuto il sapore di un addio al calcio da parte di uno dei suoi grandi protagonisti, un tecnico che ha vinto molto, in più di un Paese, e ha guadagnato applausi anche quando non ha vinto, come quando allenava l’Inghilterra. Il risultato dell'amichevole con l'Ajax non contava, ma è finita 4-2 per il Liverpool, con un lunghissimo applauso per Eriksson, che al termine dei 90 minuti ha ringraziato commosso.
“Quando ero un allenatore ho sempre sognato di allenare il Liverpool, ma non è mai accaduto, anche se una volta, molti anni fa, ci siamo andati vicino”, ha detto alla Bbc poco prima del calcio d’inizio. “Perciò allenarlo oggi le vecchie glorie è come un sogno. Lo stadio di Anfield ha la più bella atmosfera del mondo, e parte dell’atmosfera è quel brano cantato dal pubblico sugli spalti, You’ll never walk alone”. Un motto di solidarietà sportiva e umana, che lo svedese sente in questi giorni in modo particolare. “Quando mi hanno proposto di allenare per questa partita delle Leggende, non ho avuto dubbi”, ha aggiunto. “Il fatto che sia per beneficenza la rende ancora più bella”.
Eriksson è stato il primo allenatore straniero a guidare la nazionale inglese, che ha portato ai quarti di finale in due Mondiali, nel 2002 e nel 2006, e agli Europei del 2004, tre tornei in cui disponeva di una squadra molto forte e avrebbe potuto ottenere un esito migliore, venendo eliminato soltanto ai rigori. A Londra è stato anche il soggetto di frequenti cronache rosa sui tabloid per la sua lunga relazione con l’avvocata italiana Nancy Dell’Olio.
In una quarantennale carriera, lo svedese ha vinto campionati e coppe nazionali in Italia, Portogallo e Svezia, arrivando con il Benfica in finale di Coppa Uefa e Coppa dei Campioni. Nel nostro Paese ha guidato Sampdoria, Lazio, Roma e Fiorentina. Dopo la panchina dell’Inghilterra ha allenato il Manchester City, il Leicester, le nazionali di Messico e Costa d’Avorio, quindi squadre cinesi e da ultimo, nel 2018-’19, le Filippine, facendosi sempre apprezzare per la sua professionalità, serietà e compostezza, anche al di là dei risultati.