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Spagna, tutti gli intrecci di Rubiales in cinque milioni di email

Le perquisizioni della Guardia Civil a casa di Rubiales, a Granada (reuters)
L’ex presidente della Federazione è ancora nei Caraibi, ma ai suoi danni si sta muovendo la Guardia Civil: lanciata l’Operazione Brody
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BARCELLONA – Carta dopo carta, l'effimero e traballante castello di Luis Rubiales si sta avvitando rovinosamente su sé stesso. Tutta colpa di un modus operandi, anzi, vivendi che fa capire come, a un certo punto del proprio mandato, l'ex presidente della Federcalcio spagnola (Rfef) abbia pensato di essere diventato intoccabile. A tal punto che il disgustoso comportamento - culminato con l'oramai famigerato bacio a Jenni Hermoso - con il quale ha rovinato il momento più importante del calcio femminile del proprio Paese potrebbe essere esclusivamente ricordato, rubando la metafora al suo nemico giurato Javier Tebas, come la punta dell'iceberg del controverso sistema Rubiales.

RIfugiato nei Caraibi

Più passano i giorni e meno si capiscono le ragioni per le quali una persona che si è detta "molto sorpresa" per la perquisizione del proprio domicilio non senta la necessità di tornare subito dai Caraibi per difendersi dalle accuse sempre più pesanti del Tribunale numero 4 di Majadahonda ass…

BARCELLONA – Carta dopo carta, l'effimero e traballante castello di Luis Rubiales si sta avvitando rovinosamente su sé stesso. Tutta colpa di un modus operandi, anzi, vivendi che fa capire come, a un certo punto del proprio mandato, l'ex presidente della Federcalcio spagnola (Rfef) abbia pensato di essere diventato intoccabile. A tal punto che il disgustoso comportamento - culminato con l'oramai famigerato bacio a Jenni Hermoso - con il quale ha rovinato il momento più importante del calcio femminile del proprio Paese potrebbe essere esclusivamente ricordato, rubando la metafora al suo nemico giurato Javier Tebas, come la punta dell'iceberg del controverso sistema Rubiales.

RIfugiato nei Caraibi

Più passano i giorni e meno si capiscono le ragioni per le quali una persona che si è detta "molto sorpresa" per la perquisizione del proprio domicilio non senta la necessità di tornare subito dai Caraibi per difendersi dalle accuse sempre più pesanti del Tribunale numero 4 di Majadahonda assicurando, invece, che lo farà, come previsto, il prossimo 6 aprile. Tuttavia, a questo ritmo, è difficile immaginare che, quel giorno, Rubiales possa ancora ritenere una buona idea tornare in patria. E già, perché il vaso di Luis si è oramai aperto e tutte le sue magagne stanno gradualmente venendo fuori. E così, se fino a qualche giorno fa non si conosceva la natura delle commissioni che lo avrebbe indotto a portare la Supercoppa di Spagna in Arabia, ora è noto a tutti che i giudici sono convinti che lo avrebbe fatto in cambio di alcuni terreni sui quali costruire un complesso alberghiero.

Cinque milioni di email sospette

La verità, però, è che quello della Supercoppa è solo uno dei tanti fronti che si sono spalancati davanti agli occhi degli inquirenti che, oltre ad analizzare diverse ore di intercettazioni, stanno spulciando tra le oltre cinque milioni di email sequestrate dalla Guardia Civil durante le perquisizioni dello scorso 20 marzo, nell'ambito di quella che la Rfef ha ribattezzato Operazione Brody. Si tratta di un chiaro riferimento alla battaglia con lo stesso nome combattuta a colpi di carri armati, durante la seconda guerra mondiale, tra l'esercito sovietico e quello della Germania nazista che aveva l'obiettivo di distruggere il nucleo operativo del più temibile tra i nemici attraverso una dirompente guerra lampo. La stessa guerra lampo attraverso la quale i giudici sembrano essere intenzionati a smantellare il sistema Rubiales e punire i principali responsabili.

Lo stadio di Siviglia

E così, a fare il paio con l'affaire Supercoppa è arrivato quello sui presunti lavori di ristrutturazione della Cartuja di Siviglia che sotto Rubiales è diventato lo stadio feticcio della Roja e la sede abituale della finale della Copa del Rey. Prova ne sia che gli appuntamenti spagnoli dell'Europeo itinerante disputato nel 2021 e che avrebbe dovuto avere San Mamés come una delle proprie sedi finirono per trasferirsi, improvvisamente, proprio nella capitale andalusa, in un impianto, a differenza della Catedral, tutt'altro che moderno. In quel caso, però, l'allora cupola dirigenziale della Rfef assicurò che a Bilbao non c'erano le condizioni ambientali ideali per ospitare le partite della nazionale di Luis Enrique. Ebbene, molte delle riforme annunciate per permettere alla Cartuja di rientrare nei parametri Uefa sono, a tutt'oggi, invisibili.

E come se non bastasse, il quotidiano El Mundo ha rivelato che questi ritocchi furono affidati all'impresa di costruzioni Gruconsa che, guarda caso, aveva nel proprio libro paga anche l'ex presidente federale. In totale, sarebbero cinque i milioni versati all'azienda in cui lavora anche Ángel González Segura, fratello dell'ex direttore del dipartimento giuridico della Federcalcio che, non a caso, figura tra gli indagati. E che nulla fosse lasciato al caso lo dimostra anche la scomparsa dal sito ufficiale della Rfef del codice etico approvato nel 2019 - dopo il traumatico addio dell'ex presidente Ángel Maria Villar, che era stato detenuto due anni prima per malversazione di fondi pubblici e privati - che fu sostituito, poco dopo, da una versione molto più permissiva.Ma non finisce qui. Al filone Supercoppa - dal quale, almeno per il momento, Gerard Piqué sembra uscirne pulito - e a quello Cartuja se n'è aggiunto, nelle ultime ore, un altro e, come spesso accade in questi casi, riguarda due diverse trame che, pur sviluppandosi prevalentemente su binari diversi, vengono sporadicamente a contatto. E fu così che l'Operazione Brody si incrociò con il Caso Koldo che rischia di mandare gambe all'aria buona parte del sistema politico spagnolo, reo, secondo l'accusa di alcuni presunti casi di corruzione registrati al momento dell'acquisto da parte del governo delle mascherine durante la pandemia. Ebbene, in un'intercettazione pubblicata da El Confidencial si sente Koldo García, l'ex consigliere del ministro José Luis Ábalos, chiedere a Rubiales di fare in modo che a prendere il posto del Reus (fallito) nel campionato di Segunda B del 2019 sia il club dell'imprenditore e suo socio Víctor de Aldama (Zamora CF). In quel caso, però, nemmeno Rubi si sentì di calpestare le regole del gioco. Continua...

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