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Bonucci entra al 120’ per i rigori, ma sbaglia quello decisivo. La stagione maledetta del difensore

La delusione dei giocatori del Fenerbahce dopo l'errore i Bonucci 
Dopo il fallimento all’Union Berlino, le cose non sono andato meglio al Fenerbahce. Poche apparizioni e soprattutto l’errore che ha condannato i turchi all’uscita dall’Europa
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Il mesto e quasi autolesionista tramonto di Leonardo Bonucci s’è definitivamente rabbuiato con l’ultimo atto di una stagione (l’ultima della carriera?) in cui non ne ha imbroccata una fin dall’inizio, quando aveva minacciato di far causa alla Juventus che lo aveva messo sul mercato e, di conseguenza, fuori rosa. Dopo essersi piegato alla ragione, ha fatto quattro mesi disastrosi all’Union Berlino e tre invisibili al Fenerbahce. Poi, all’ultimo, è apparso e s’è guadagnato un posto non nel cuore ma sullo stomaco dei bollenti tifosi turchi.

Bonucci stregato da Tzolakis

Bonucci, panchinaro fisso, è entrato al 120’ di Fenerbahce-Olympiacos 1-0, quarti di finale di Conference League, esclusivamente per battere uno dei calci di rigore che avrebbero deciso la qualificazione. L’allenatore Ismail Kartal gli ha affidato il più importante, cioè l’ultimo, confidando nelle qualità dell’ex juventino sopravvissute al declino: classe, esperienza, freddezza e una certa precisione dagli undici metri, di…

Il mesto e quasi autolesionista tramonto di Leonardo Bonucci s’è definitivamente rabbuiato con l’ultimo atto di una stagione (l’ultima della carriera?) in cui non ne ha imbroccata una fin dall’inizio, quando aveva minacciato di far causa alla Juventus che lo aveva messo sul mercato e, di conseguenza, fuori rosa. Dopo essersi piegato alla ragione, ha fatto quattro mesi disastrosi all’Union Berlino e tre invisibili al Fenerbahce. Poi, all’ultimo, è apparso e s’è guadagnato un posto non nel cuore ma sullo stomaco dei bollenti tifosi turchi.

Bonucci stregato da Tzolakis

Bonucci, panchinaro fisso, è entrato al 120’ di Fenerbahce-Olympiacos 1-0, quarti di finale di Conference League, esclusivamente per battere uno dei calci di rigore che avrebbero deciso la qualificazione. L’allenatore Ismail Kartal gli ha affidato il più importante, cioè l’ultimo, confidando nelle qualità dell’ex juventino sopravvissute al declino: classe, esperienza, freddezza e una certa precisione dagli undici metri, distanza dalla quale aveva segnato l’unico gol stagionale in Borussia Dortmund-Union Berlino. E invece Bonucci ha preso la solita rincorsa dal limite dell’area, ha mosso i tre passi di prammatica e ha calciato alla sinistra del portiere Tzolakis, che s’è tuffato dalla parte giusta e ha respinto. Così in semifinale ci è andato l’Olympiacos di Jovetic e non il Fenerbahce dei molti ex “italiani”: Becao, Krunic, Dzeko, Muldur, Zajc e Under, che ha a sua volta fallito uno dei penalty che hanno condannato i turchi (il terzo l’ha sbagliato l’ex Ajax Tadic).

All’Union Berlino 12 sconfitte consecutive

Bonucci aveva cominciato la stagione all’Union Berlino, aggregandosi a una squadra ambiziosa che per la prima volta partecipava alla Champions: il suo obiettivo era riconquistarsi la maglia azzurra, invece è stato soltanto protagonista dell’incredibile sfilza di dodici sconfitte consecutive, tra campionato e coppe, che ha mandato in tilt i berlinesi, che pure avevano cominciato la Bundesliga con due vittorie. Prima che arrivasse Bonucci.

Fuori Bonucci, l’Union è uscito dalla crisi

In quella sequenza di rovesci, Bonucci è stato titolare per otto volte. Ha ancora giocato dall’inizio nella partita che ha interrotto la serie nera, l’1-1 con il Napoli in Champions, al Maradona. Poi l’Union ha cambiato allenatore e Bonucci è stato depennato, apparendo soltanto per 22’ il 20 dicembre contro il Colonia. Nel frattempo, senza di lui, la squadra è uscita dalla crisi.

Al Fenerbahce soltanto panchine

A gennaio l’ex juventino ha dunque di nuovo cambiato aria accasandosi all’ambizioso Fenerbahce, club che non esita a offrire ingaggi interessanti a campioni a fine carriera. Ma se il 38enne Dzeko e il 34enne Tadic stanno facendo il loro (24 e 15 gol rispettivamente), Bonucci ha invece fatto solamente tappezzeria: sei minuti in Conference (più quel rigore fatale) e 162 in campionato con una sola presenza da titolare, una settimana dopo il suo arrivo a Istanbul. Dopo quella, la sparizione. In compenso ha giocato dall’inizio le tre gare di Coppa di Turchia: in particolare, è stato in campo dal primo all’ultimo nei quarti di finale contro l’Ankaragücü, che ha vinto 3-0 e cacciato i gialloblù dal torneo.

Anche Di Maria sbaglia il suo rigore

Non è stata una nottata felice per i vecchi campioni all’ultimo giro: un altro ex juventino, Di Maria, ha sulla coscienza l’eliminazione del suo Benfica dall’Europa League, avendo sbagliato il primo rigore della serie decisiva, guastando una stagione finora comunque condotta a buoni livelli.

Riecco Correa: ora l’Inter tifa Marsiglia

Al contrario lo sciagurato Correa, l’ex interista, ha parzialmente riscattato un’annata ancora più disastrosa di quella di Bonucci (zero gol e appena 570’ in campo), segnando il primo penalty dei suoi e facendo venire l’acquolina in bocca a Marotta: se infatti il Marsiglia si qualificasse per la Champions (e potrebbe farlo solamente vincendo l’Europa League, visto che in campionato è lontanissimo), l’Om avrebbe l’obbligo di riscattare l’argentino versando dieci milioni all’Inter. Altrimenti, i nerazzurri si ritroverebbero in casa un esubero e, in certo senso, il peggior errore commesso da Simone Inzaghi da quando è a Milano.

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