LONDRA – Alla penultima tappa, nella partita in più da recuperare, preziosissima per la volata finale della corsa, il Manchester City continua la sua marcia trionfale. In trasferta a Londra, contro il Tottenham quinto in classifica e disperatamente a caccia di punti per prendersi in extremis l’ultimo posto di qualificazione alla Champions, i campioni in carica di Pep Guardiola vincono l’ottava gara consecutiva in campionato con un secco 2-0, così sorpassando di nuovo l’Arsenal in classifica.
«La classifica di Premier League»
La classifica: City a +2
A questo punto la graduatoria dice: Citizens 88 punti, Gunners 86, con un solo match da disputare per entrambi domenica prossima. Il club di Manchester dovrebbe perderlo in casa contro il West Ham per non mettere in bacheca il quarto titolo consecutivo, che sarebbe un record senza precedenti nella storia pluritrentennale della Premier League, mentre l’Arsenal dovrà battere a Londra l’Everton per continuare a sperare.
Occasioni per Bentancur e Foden
Ma restiamo al presente di questa Tottenham-City. Si comincia con Ederson che dice no a Bentancur e Vicario che mura Foden. Poi il ritmo rallenta, i padroni di casa ci provano, pur fallendo l’ultimo passaggio per diventare veramente pericolosi, e il primo tempo scivola via in un’atmosfera stranamente letargica, con il nervosismo per la posta in gioco che si fa sentire per tutti e due i contendenti. I primi 45 minuti si chiudono a reti inviolate senza molto da segnalare.
Assist di De Bruyne e gol di Haaland
La ripresa parte decisamente più veloce. Dopo 2 minuti, gran parata di Vicario sulla conclusione a giro di Kevin de Bruyne. Gli Spurs rispondono subito con un tiro angolato di Son, fermato con sicurezza da Ederson. Al 51’ arriva il gol del City: Bernardo Silva libera in area De Bruyne, il belga mette in mezzo dove Haaland deve solo spingere in porta da due passi. Uno a zero. È il primo gol segnato dal City nello stadio dei Spurs in cinque campionati e mezzo: e che gol importante può diventare.
Ortega mura Son, Haalang fa il bis su rigore
Il City sostituisce Ederson, infortunato in un brutto ma fortuito scontro con Romero, con il portiere di riserva Stefan Ortega, chiamato immediatamente a un tuffo per salvare il vantaggio. Altre sostituzioni per entrambe le squadre. I minuti passano, il City cerca di controllare la situazione, il Pep si agita in panchina. Al 78’ Kulusevski pasticcia e spara alto sopra la traversa, sprecando l’occasione del possibile pareggio. Gli Speroni premono, all’86’ Son si invola verso la porta soffiando palla a Akanji ma si fa respingere il tiro a botta sicura da Ortega. Poi, al 90’, la ciliegina sulla torta: Porro sgambetta Doku in area, rigore per Manchester, Haaland lo trasforma da manuale mettendo la palla nell’angolino, raddoppia e chiude la questione, 2-0 e e dopo qualche minuto di recupero tutti negli spogliatoi.
Il tifo contro dei tifosi di casa
Tensione a parte, per il City è stato abbastanza facile, come molti prevedevano. Fra i due club di Londra Nord la rivalità è tale che, alla vigilia del recupero con il City, l’allenatore degli Spurs si era sentito in dovere di esortare i propri sostenitori: “Non tifate per la nostra sconfitta!”, aveva detto Ange Postecoglou nella conferenza stampa prepartita. “Anche se aiutassimo l’Arsenal a conquistare il titolo, noi dobbiamo giocare soltanto per vincere. Capisco benissimo la competitività fra due squadre della stessa città – ha continuato il tecnico greco-australiano arrivato quest’anno in Inghilterra – avendo conosciuto una delle rivalità del genere più forti del mondo nell’ultimo paio di anni a Glasgow, quando guidavo il Celtic e mi sono trovato ad affrontare ripetutamente i Rangers. Ma non capirò mai chi vuole che la propria squadra perda. Lo sport non è fatto così”.
Non è servito. Il primo coro della partita è stato: “Alzatevi in piedi se odiate l’Arsenal” e quasi tutto lo stadio si è alzato. E dopo il gol di Haaland dell’1-0, i tifosi di casa si sono consolati all’idea di avere perso l’ultimo treno per la Champions con l’idea che i rivali dell’Arsenal sono ora vicinissimi a non vincere il campionato: “State guardando, Gunners?”, hanno cantato in coro. Facendo male i loro calcoli, però, perché con la sconfitta di stasera la loro squadra non solo resta fuori dalla Champions, ma potrebbe restare fuori anche dall’Europa League, se Newcastle e Chelsea vincessero le loro ultime due gare (avendo una partita da recuperare ciascuna).
Guardiola ad un passo dal record
Da parte sua, Pep Guardiola era preparato a una sfida in cui si giocava tutta la stagione: “Lo stato mentale con cui affrontiamo il match è semplice”, ha dichiarato il tecnico del City prima di scendere in campo. “Se non vinciamo contro il Tottenham, non vinceremo la Premier. È ovvio. Abbiamo una sola opzione: vincere tutte le partite che ci rimangono. L’Arsenal gioca troppo bene per contare su un loro passo falso”. Una situazione in cui i suoi Citizens si sono già trovati due volte in due anni nel finale della corsa al titolo contro il Liverpool. E non hanno fallito l’obiettivo. Ora, dunque, possono puntare alla storica impresa di vincere la Premier quattro anni di seguito, come nessuno ha mai fatto (e in sette degli ultimi otto campionati). Tutto può ancora succedere, naturalmente, ma il City è a un passo dal traguardo e ha in mano il proprio destino. Restano solo 90 minuti e un’altra vittoria, per coglierlo.