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Manchester City campione d’Inghilterra per la quarta volta consecutiva, il sogno dell’Arsenal dura settantanove secondi

La festosa invasione dei campo dei tifosi del Manchester City (reuters)
La squadra di Guardiola ci mette poco a sbloccare il risultato nella gara, poi vinta 3-1, con il West Ham. Inutile la risposta dei Gunners, 2-1 all’Everton
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LONDRA - Febbre a 79. Sorry, Nick Hornby. Ma il sogno dell’Arsenal è durato 79 secondi, ovvero quanto ci ha messo Phil Foden per scatenare un siluro all’incrocio dei pali, portare il suo Manchester City in vantaggio e sigillare la vittoria anche di questa Premier League. La quarta consecutiva per la corazzata sinfonica di Pep Guardiola. Una prima volta assoluta nella massima serie del calcio inglese. E sarebbero state addirittura sette consecutive se il Liverpool del partente Jürgen Klopp non avesse trionfato nel 2020. Qualcosa di mai visto da queste parti, nemmeno con il maestoso Manchester United di Sir Alex Ferguson.

«La classifica della Premier League»

Appena Foden segna il primo gol della sua doppietta e del 3-1 finale del City contro il West Ham, l’Arsenal si eclissa. Così come i suoi quasi 60mila tifosi all’Emirates e le loro grandi dickensiane speranze. I gunners diventano subito prigionieri di un match che oramai tutti sanno non serve più a nulla e di un Everton di Sean Dyche…

LONDRA - Febbre a 79. Sorry, Nick Hornby. Ma il sogno dell’Arsenal è durato 79 secondi, ovvero quanto ci ha messo Phil Foden per scatenare un siluro all’incrocio dei pali, portare il suo Manchester City in vantaggio e sigillare la vittoria anche di questa Premier League. La quarta consecutiva per la corazzata sinfonica di Pep Guardiola. Una prima volta assoluta nella massima serie del calcio inglese. E sarebbero state addirittura sette consecutive se il Liverpool del partente Jürgen Klopp non avesse trionfato nel 2020. Qualcosa di mai visto da queste parti, nemmeno con il maestoso Manchester United di Sir Alex Ferguson.

«La classifica della Premier League»

Appena Foden segna il primo gol della sua doppietta e del 3-1 finale del City contro il West Ham, l’Arsenal si eclissa. Così come i suoi quasi 60mila tifosi all’Emirates e le loro grandi dickensiane speranze. I gunners diventano subito prigionieri di un match che oramai tutti sanno non serve più a nulla e di un Everton di Sean Dyche che, come tutte le squadre inglesi, è venuto a giocarsela a viso aperto. Tanto che Doucouré fa infortunare Gabriel con un duro tackle, Calvert-Lewin sbatte contro il palo e al 40esimo del primo tempo Gana buca Raya su punizione, grazie alla sfortunata deviazione di Rice. Tomiyatsu la pareggia un minuto dopo ma l’Arsenal, annebbiato senza il suo faro Saka, oggi è stato di un pallore deprimente. Tanto che alla fine ha vinto con enorme fatica, grazie alla zampata di Kai Havertz.

Invece a Manchester gli Hammers dell’uscente Moyes si confermano una squadra con talenti, ma scolastica e prevedibile. Oltre che distratta, perché non si può lasciar tirare così libero Foden dopo un minuto. Uno che da fuori area ha fatto più gol di tutti (6) in questa Premier League. Lo scatenato 23enne inglese raddoppia al 18esimo, insaccando su assist di Doku e Rodri la chiude nella ripresa con un rasoterra, sul secondo assist giornaliero di Bernardo Silva, dopo una marea di occasioni sprecate, soprattutto da Haaland. A fine primo tempo l’unico sussulto: Kudus accorcia le distanze con una straordinaria rovesciata su calcio piazzato, proprio mentre l’Arsenal pareggia. All’Emirates si vivono 15 minuti di celebrità. Prima di tornare a deprimersi.

Il disagio è palpabile a Londra nord. Perché, se l’anno scorso c’erano le attenuanti per Arteta di lottare per la prima volta per la vittoria finale, l’Arsenal ha buttato questo campionato e il sogno di rivincere dopo 20 anni di astinenza. Certo, come nella passata stagione, nel ritorno il City è entrato in modalità schiacciasassi e, prima di oggi, stavolta aveva inanellato 8 vittorie consecutive, non perdendo da 22 partite. Foden è stato il migliore della stagione, con i suoi 25 gol. E Guardiola deve ringraziare l’incredibile secondo portiere Ortega, con quel miracolo al 90esimo su Son del Tottenham martedì scorso.

Ma i gunners, molto dipendenti da Saka, hanno buttato via il campionato con l’incredibile sconfitta in casa contro l’Aston Villa due mesi fa. Al momento decisivo, l’Arsenal, nonostante la miglior difesa d’Inghilterra con due colonne come Gabriel e Saliba, si è sciolto ancora una volta. Così come contro il Bayern in Champions League, altra partita alla sua portata. In ogni caso, è stato un altro grande passo in avanti per l’allievo Arteta ancora una volta sconfitto - 89 punti contro i 91 finali del City - e di fronte c’era comunque la squadra del maestro Guardiola, forse la più forte della storia del calcio inglese e tuttavia ancora sotto inchiesta dalla Premier League per possibile irregolarità sul Fair Play Finanziario (chissà quando sapremo il verdetto).

Per il resto, Klopp saluta con un 2-0 ai Wolves e il terzo posto finale per il Liverpool. Quarto l’Aston Villa che andrà in Champions come i Reds. Tottenham quinto e in Europa League dopo la vittoria a Sheffield per 3-0, mentre il resto è ancora incerto. Se il Manchester United dovesse vincere domenica prossima la FA cup contro il City, i Red Devils andrebbero in Europa League e il Chelsea - alla fine comunque sesto dopo una stagione tremenda - in Conference. Altrimenti, i blues andrebbero in Europa League e il Newcastle (settimo) in Conference. Finisce la favola del Luton, retrocesso insieme a Burnley e Sheffield Utd. Roberto De Zerbi invece saluta Brighton con una sconfitta per 2-0 in casa contro il Manchester United. Dove andrà l’anno prossimo? Chissà.

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