Maresca al Chelsea, un allievo di Guardiola per la rinascita Blues
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraEnzo Maresca, 44 anni
LONDRA — Perché il Chelsea del magnate americano Todd Boehly, per risorgere dalle ceneri, ha scelto, come suo sesto allenatore in poco più di due anni, Enzo Maresca? O “Marescalator”, come lo chiamano gli inglesi. Uno che, nonostante tutto il potenziale mostrato sinora, non ha mai allenato nemmeno per un minuto in Premier League? L’ufficialità è arrivata. Les blues sono fait.
Il precedente di Arteta all’Arsenal
Un precedente porta bene. L’Arsenal è rinato proprio con Mikel Arteta, figlioccio di Guardiola come Maresca. E, tempo qualche anno, i Gunners sono diventati una potenza della Premier League, tanto che nell’ultima stagione si sono giocati il titolo fino all’ultima giornata contro il Manchester City. Il 44enne italiano, invece, anche lui allievo per due anni del leggendario Pep, ha già vinto la Championship l’anno scorso (la “serie B” inglese) con il Leicester. Una sfida non facile, come ha di recente dichiarato alla Gazzetta: “Temevo potesse andare male come a Parma: club i…
LONDRA — Perché il Chelsea del magnate americano Todd Boehly, per risorgere dalle ceneri, ha scelto, come suo sesto allenatore in poco più di due anni, Enzo Maresca? O “Marescalator”, come lo chiamano gli inglesi. Uno che, nonostante tutto il potenziale mostrato sinora, non ha mai allenato nemmeno per un minuto in Premier League? L’ufficialità è arrivata. Les blues sono fait.
Il precedente di Arteta all’Arsenal
Un precedente porta bene. L’Arsenal è rinato proprio con Mikel Arteta, figlioccio di Guardiola come Maresca. E, tempo qualche anno, i Gunners sono diventati una potenza della Premier League, tanto che nell’ultima stagione si sono giocati il titolo fino all’ultima giornata contro il Manchester City. Il 44enne italiano, invece, anche lui allievo per due anni del leggendario Pep, ha già vinto la Championship l’anno scorso (la “serie B” inglese) con il Leicester. Una sfida non facile, come ha di recente dichiarato alla Gazzetta: “Temevo potesse andare male come a Parma: club importante, grandi aspettative e risalita immediata nella massima serie. Invece...”.
Maresca, la stagione al Leicester
Maresca con il Leicester ha dominato la Championship nella passata stagione con un calcio molto simile a quello del maestro catalano. Partenza dal basso con il portiere Hermansen più impegnato che mai nella costruzione, palla a terra, gioco tecnico e paziente. Non a caso, le “foxes” hanno fatto segnare la minore percentuale di passaggi verticali del campionato insieme all’altra neopromossa Southampton. Non solo. L’influenza di Guardiola, di cui Maresca è stato il secondo anche nella vittoria della Champions League l’anno scorso, si nota anche nella sua ossessiva tendenza dell’uno contro uno delle ali offensive Mavididi e Fatawu (record della serie in questa categoria), oltre a trasformare terzini come Ricardo Pereira in interni di centrocampo in numerosi momenti della partita. Anche Arteta quest’anno è ricorso più volte a questo stratagemma (come con Thomas Partey), ma Maresca è andato oltre, con Ricardo Pereira che addirittura cambiava fascia se l’altro terzino si buttava nel mezzo del campo, spesso confondendo gli avversari.
Maresca, una scelta giovane
Questo è uno dei motivi per cui il Chelsea ha scelto Maresca. La dirigenza londinese vuole non solo un allenatore vincente, ma anche un giovane che abbia un gioco spumeggiante che possa esaltare i tifosi depressi dopo due anni di disastri, il sesto posto nell’ultimo campionato con Mauricio Pochettino e un mostruoso miliardo di sterline spesi sul mercato sinora senza alcun frutto. Inoltre, il Chelsea ha tantissimi giovani, tanto che l’anno scorso è stata la squadra della Premier con l’età media più bassa di quelli schierati in campo (24,6 anni), nonostante il 38enne Thiago Silva spesso chiamato in causa. Maresca è considerato l’uomo giusto per gestirli e farli crescere. Non a caso, nelle giovani del Manchester City (con i quali ha vinto la cosiddetta “Premier League 2”), l’italiano ha allenato anche un certo Cole Palmer, esploso al Chelsea e una delle poche note positive dei blues quest’anno.
Il calcio spavaldo di Maresca
Maresca ha iniziato la sua carriera da calciatore giovanissimo proprio in Inghilterra, nel West Bromwich Albion, vicino a Birmingham, dove tra compagni di squadra c’era anche un certo Graham Potter, prima agognato e poi licenziato dal Chelsea due stagioni fa. Adattamento complicato, ma due anni utilissimi per la crescita dell'italiano. Poi il ritorno in Italia, l'esplosione alla Juventus, il primo scudetto, i maestri Lippi e Ancelotti, poi il trasferimento in Spagna, due Coppe Uefa, una Supercoppa europea, una di Spagna e pure una Copa del Rey con il Siviglia. Fino a un altro maestro, quello che lo ha convinto a diventare allenatore: l’argentino Manuel Pellegrini, che incontra al Malaga. Aveva ragione: dopo il flop Parma e gli anni da vice di Guardiola, Maresca arriva al Leicester: su 53 partite stagionali ne vince 36, perde 13 e pareggia solo 4, per far capire la sua spavalda filosofia di calcio.
Maresca, cinque anni di contratto
Maresca si lè legato al Chelsea con un contratto di cinque anni (con opzione per il sesto), dopo che i Blues hanno mancato l’intesa con un altro allenatore rivelazione, Kieran McKenna dell’Ipswich, terza neopromossa nella Premier League dell’anno venturo. Il tecnico italiano si porterà dietro i collaboratori tecnici Willy Caballero, Danny Walker, Michele De Bernardin, Marcos Alvarez, Javier Molina Caballero e Roberto Vitiello. Maresca è un allenatore molto sicuro di sé e sarà da vedere come evolveranno i rapporti con la dirigenza, visto che il suo predecessore Pochettino ha lasciato di comune accordo il Chelsea anche perché “non ho mai avuto davvero le mani libere”, come ha confessato di recente. Sarà questa la prima vera sfida di Maresca. Vedremo. In ogni caso, secondo il suo centrocampista al Leicester Harry Winks, che al Tottenham ha avuto Antonio Conte, José Mourinho e proprio Pochettino, “Enzo è il miglior allenatore che abbia mai avuto”.