BERLINO – Se le partite le decidessero i tifosi, avrebbero vinto i croati, che hanno trasformato gli spalti dell’Olympiastadion in una ciambella biancorossa. Ma non funziona così, in campo scendono i giocatori e quelli della Spagna sono più forti ed erano meglio schierati. Morata (uscito dolorante per un guaio muscolare a metà secondo tempo) ha trasformato in gol la rabbia contro il proprio pubblico, che lo contesta ma che finirà per rimpiangerlo. Fabian Ruiz, che a Parigi gioca poco, con la maglia rossa addosso diventa una furia: assist, rete del due a zero e premio come migliore in campo Uefa. Il senatore Carvajal, presidente della commissione Difesa, all’esordio in un Europeo (sembra incredibile ma non ci aveva mai giocato) ha segnato il 3-0. E il baby fenomeno Yamal (16 anni e 338 giorni il più giovane di sempre a giocare agli Europei) ha alternato dribbling ad assist, a piacimento. Tre a zero.
Tre reti, tutte nel primo tempo, una più bella dell’altra. …
BERLINO – Se le partite le decidessero i tifosi, avrebbero vinto i croati, che hanno trasformato gli spalti dell’Olympiastadion in una ciambella biancorossa. Ma non funziona così, in campo scendono i giocatori e quelli della Spagna sono più forti ed erano meglio schierati. Morata (uscito dolorante per un guaio muscolare a metà secondo tempo) ha trasformato in gol la rabbia contro il proprio pubblico, che lo contesta ma che finirà per rimpiangerlo. Fabian Ruiz, che a Parigi gioca poco, con la maglia rossa addosso diventa una furia: assist, rete del due a zero e premio come migliore in campo Uefa. Il senatore Carvajal, presidente della commissione Difesa, all’esordio in un Europeo (sembra incredibile ma non ci aveva mai giocato) ha segnato il 3-0. E il baby fenomeno Yamal (16 anni e 338 giorni il più giovane di sempre a giocare agli Europei) ha alternato dribbling ad assist, a piacimento. Tre a zero.
Tre reti, tutte nel primo tempo, una più bella dell’altra. Ce n’è abbastanza per proiettare la Roja fra le favoritissime del torneo e per far tremare le gambe alla Croazia, che all’Europeo non è mai andata più avanti dei quarti: oltre alle prime due di ogni girone, passano le migliori terze, e cominciare con un meno tre nella differenza reti è una bella mazzata.
Il triplo vantaggio spagnolo
Nel primo tempo, in uno stadio per quattro quinti biancorosso, a partire forte è stata la Spagna. I tifosi non scendono in campo, e al contrario di quel che accadeva sugli spalti, in campo i ragazzi di De la Fuente sono parsi più caldi di quelli di Dalic. La chiave del gioco spagnolo sono stati i continui tentativi di Pedri di portarsi via Gvardiol, di modo da dar spazio alla corsa di Yamal. E quando la Croazia sembrava potere prendere coraggio, a gelarli è stato Fabian Ruiz, prima mandando in gol capitan Morata – acceso come una torcia dalla polemica coi suoi tifosi – e poi raddoppiando con una rete segnata al termine di uno slalom palla al piede che ha lasciato lì Modric, Brozovic e Sutalo. Nel recupero Yamal ha lanciato in area Carvajal, che dopo la finale di Champions è tornato a segnare beffando Pongracic, decisamente fuori fase.
Il rigore procurato e sbagliato da Petkovic
Nella ripresa, nonostante un buon approccio croato, è stata sempre la Spagna ad avere la prima vera occasione, con Livakovic che ha fatto muro su un tentativo di Yamal. Dalic ha lanciato Perisic al posto di Budimir. De La Fuente ha tolto Pedri e dato spazio a Dani Olmo, applauditissimo dal tifo croato dopo gli anni alla Dinamo Zagabria. E dopo nemmeno venti minuti la partita si è spenta, con i due allenatori ugualmente impegnati a togliere dal campo i giocatori migliori o semplicemente più fragili. Fuori fra gli altri Pedri, Modric, Morata. Ma a dare senso al finale di partita è stato un pasticcio di Unai Simon, che con un assurdo campanile in area ha costretto Rodri a stendere in area Petkovic, regalando rigore. Il portiere spagnolo si è però fatto perdonare parando il tiro dagli 11 metri. Annullato al Var il gol sulla ribattuta: Perisic era entrato in area troppo presto.
Per la Croazia è vietato sbagliare ancora
La sfida fra due semifinaliste delle ultime edizione di Europei e Mondiali sulla carta sarebbe potuta essere equilibrata, e invece no. E la Roja aggiorna il proprio record all’Europeo contro la nazionale biancorossa, potrando a tre il numero di vittorie su quattro incontri in totale. Se vuole sperare nella qualificazione agli ottavi, la Croazia nelle due partite che le restano da giocare nel girone dovrà sbagliare poco e nulla, a partire dalla sfida con l’Albania del prossimo mercoledì 19 giugno. La Spagna, consapevole della propria forza, arriva invece con lo spirito giusto alla sfida con l’Italia di giovedì 20.
Spagna-Croazia 3-0 (3-0)
SPAGNA (4-3-3): Unai Simon, Carvajal, Le Normand, Nacho, Cucurella, Pedri (14' st Dani Olmo), Rodri (41' st Zubimendi, Fabian Ruiz, Yamal (41' st Ferran Torres), Morata (21' st Oyarzabal), Williams (21' st Merino). (1 Raya, 13 Remiro, 5 Vivian, 12 Grimaldo, 14 Laporte, 15 Alex Baena, 22 Jesús Navas, 25 Fermin Lopez, 26 Pérez, 9 Joselu). All.: De La Fuente.
CROAZIA (4-3-3): Livakovic, Stanisic, Sutalo, Pongracic, Gvardiol, Modric (20' st Pasalic), Brozovic, Kovacic (20' st Sucic), Mjaer, Budimir (11' st Perisic), Kramaric. (12 Labrovic, 23 Ivusic, 5 Erlic, 18 Ivanusec, 19 Sosa, 21 Vida, 22 Juranović, 13 Vlasic, 20 Pjaca, 26 Baturina, 17 Petkovic). All.: Dalic.
Arbitro: Oliver (Ing).
Reti: nel pt 29' Morata, 32' F.Ruiz, 47' Carvajal.
Angoli: 5-0 per la Spagna.
Recupero: 2' e 5'.
Ammoniti: Rodri per gioco falloso.
Note: al 35' del st Petkovic si è fatto parare un rigore da Unai Simon.