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Ruud Krol: “Olanda da semifinale. Noi eravamo avanti di 50 anni. In Germania arriviamo in fondo”

Ruud Krol ai tempi del Napoli 

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Intervista a uno dei simboli del calcio olandese degli anni Settanta ed ex del Napoli: “Spalletti giocava all’olandese. In Nazionale ha meno tempo per lavorare, vedremo se si ripeterà”
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AMBURGO — Parola di Ruud Krol. "Il calcio è fantastico, ma è l’unico sport in cui non sempre vince il migliore". In Olanda lo pensano in tanti e hanno trasformato quasi in una scienza esatta le sconfitte a testa alta, tant’è che a mezzo secolo di distanza il ricordo del Mondiale perso nel 1974 in Germania rimane una ferita ancora aperta. "Tornare da queste parti è sempre abbastanza doloroso, per noi oranje. Però ci teniamo stretti la nostra grande bellezza e sbaglia di grosso chi la considera effimera. La vocazione allo spettacolo non è affatto da perdenti".

L’Olanda raccoglie sempre meno di quello che semina. Dica, Krol: sarà così anche in questo Europeo?

"Partiamo bene contro la Polonia…

AMBURGO — Parola di Ruud Krol. "Il calcio è fantastico, ma è l’unico sport in cui non sempre vince il migliore". In Olanda lo pensano in tanti e hanno trasformato quasi in una scienza esatta le sconfitte a testa alta, tant’è che a mezzo secolo di distanza il ricordo del Mondiale perso nel 1974 in Germania rimane una ferita ancora aperta. "Tornare da queste parti è sempre abbastanza doloroso, per noi oranje. Però ci teniamo stretti la nostra grande bellezza e sbaglia di grosso chi la considera effimera. La vocazione allo spettacolo non è affatto da perdenti".

L’Olanda raccoglie sempre meno di quello che semina. Dica, Krol: sarà così anche in questo Europeo?

"Partiamo bene contro la Polonia e poi si vedrà. È un’Olanda forte, con le carte in regola per puntare almeno alle semifinali. Da lì si faranno i conti...".

Tasto dolente, storia alla mano: di solito gli olandesi si perdono proprio quando il gioco si fa più duro. Perché?

"È un luogo comune che va avanti da mezzo secolo, dopo i due Mondiali persi in finale nel 1974 e 1978. Ma nessuno tiene conto di una cosa...".

La dica lei, Krol: era la sua Olanda.

"In entrambe le occasioni ci trovammo di fronte proprio la nazionale di casa: la Germania e nella edizione successiva l’Argentina. Nelle due finali per noi per questo motivo fu ancora più dura e forse è vero che non giocammo le nostre partite migliori, ma nel corso dei tornei mostrammo un calcio super, straordinario, di cui il mondo non ha più smesso di parlare. Altro che perdenti. E poi in Germania siamo arrivati in fondo anche all’Europeo ’88 e l’abbiamo vinto".

Giochisti e risultatisti: ci risiamo...

"Non furono sconfitte indolori, ma due finali di fila in trasferta nella storia dei Mondiali le ha giocate solo l’Olanda. Non alzammo la Coppa, però indicammo a tutti una strada diversa, la nostra".

Wout Weghorst nell'amichevole dell'Olanda contro l'Islanda il 10 giugno (afp)

Il calcio all’olandese esiste davvero?

"Certo che sì, più che mai adesso. Il calcio a cinquant’anni dalla grande Olanda si sta avvicinando finalmente a un’idea più offensiva. La Champions ha indicato la strada: vince chi segna di più e non chi si difende solo. La gente va allo stadio soprattutto per divertirsi. Lo spettacolo attira le famiglie e riduce le tensioni. Noi lo sappiamo da mezzo secolo, ora ci stanno arrivando tutti".

Saranno uno show anche questi Europei?

"Ne sono certo: il calcio ha imboccato la strada dello spettacolo, dei gol, del divertimento...".

Vale anche per gli italiani?

"Lo dico: il Napoli tricolore di Spalletti sembrava una squadra olandese e sono curioso di vedere se Luciano riuscirà a ripetersi in Nazionale, con meno tempo a disposizione per lavorare. La sua idea di calcio è quella giusta, però. L’Italia può essere la sorpresa e difendere il suo titolo europeo. Il blocco Inter è in gran forma, occhio ai giovani di Atalanta e Bologna".

L’Olanda invece dove arriverà, Krol?

"L’Olanda è un po’ discontinua, deve diventare più costante. Alterna grandi prestazioni ad altre meno positive. Ma abbiamo organizzazione e giocatori di alto livello in tutti i reparti, peccato per gli infortuni di de Jong e De Roon. Per arrivare fino in fondo serve pure buona sorte".

Quali sono le sue favorite?

"Francia, Inghilterra, Spagna e poi c’è la Germania che gioca in casa. Il fattore campo ha sempre avuto il suo peso, chi può saperlo meglio di noi?".

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