Calzona: “La mia Slovacchia di vecchietti affamati, siamo soldati in missione”
dal nostro inviato Marco AzziMAINZ - La festa dopo l'impresa contro il Belgio s'è esaurita negli spogliatoi della Frankfurt Arena. "Una birra di premio e poi tutti a letto. Venerdì contro l'Ucraina ci giocheremo il pass per gli ottavi: non siamo venuti in Germania soltanto per partecipare". Francesco Calzona lo dice con l'autorevolezza del leader: un lampo negli occhi e l'espressione giusto un po' sollevata di chi si è tolto dalle scarpe un paio di grosse pietre, altro che sassolini. "Certo che sono felice per la vittoria con la Slovacchia nel debutto agli Europei: è una grande soddisfazione professionale e un premio per il lavoro compiuto con il prezioso sostegno del mio staff, in larga parte italiano".
Ma il sorriso del tecnico di Vibo Valentia (coccolato dai fortunat…
MAINZ - La festa dopo l'impresa contro il Belgio s'è esaurita negli spogliatoi della Frankfurt Arena. "Una birra di premio e poi tutti a letto. Venerdì contro l'Ucraina ci giocheremo il pass per gli ottavi: non siamo venuti in Germania soltanto per partecipare". Francesco Calzona lo dice con l'autorevolezza del leader: un lampo negli occhi e l'espressione giusto un po' sollevata di chi si è tolto dalle scarpe un paio di grosse pietre, altro che sassolini. "Certo che sono felice per la vittoria con la Slovacchia nel debutto agli Europei: è una grande soddisfazione professionale e un premio per il lavoro compiuto con il prezioso sostegno del mio staff, in larga parte italiano".
Ma il sorriso del tecnico di Vibo Valentia (coccolato dai fortunati tifosi che sono riusciti a intrufolarsi nel ritiro di Mainz, il quartier generale della Nazionale di Bratislava), è a denti stretti e c'entra il Napoli. "Ci tenevo tanto, sono legatissimo alla città e alla squadra: per questo mi dispiace ancora che i risultati non siano stati quelli che speravamo, al di là dei miglioramenti evidenziati da un bel po' di parametri. Nel calcio capita".
Capita meno messo di debuttare con un vittoria così pesante agli Europei: col Belgio è stata la serata più bella della sua carriera di allenatore?
"Di recente ne ho avute di meno belle e ci mancherebbe che non me la goda. La vittoria con il Belgio ha avuto un sapore speciale anche per come è arrivata, al di là dei tre punti molto pesanti. Avevamo preparato questo debutto agli Europei in un certo modo e l'orgoglio con cui i miei giocatori hanno tenuto il campo è stato da brividi. Ho visto la mia Slovacchia: la nostra identità ha fatto la differenza".
Davide ha battuto Golia?
"Ci sta: la loro rosa vale 700 milioni e la nostra appena 150, in massima parte per le quotazioni raggiunte sul mercato dai nostri big: Skriniar e Lobotka. Ma nel nostro gruppo ci sono pure giocatori da 3 mila euro al mese e contro il Belgio il loro ruolo è stato altrettanto decisivo. In campo la Slovacchia aveva 16 soldati".
In che modo è riuscito ad addestrarli?
"Ho dato a ognuno di loro un foglietto con le 12 regole basilari da rispettare, al mio arrivo. Roba semplice: attenzione massima all'alimentazione, divieto dei telefonini a tavola e altri suggerimenti per fare gruppo. In Nazionale si fa sul serio. Il nostro centravanti è anche il primo dei difensori e utilizziamo il modulo 4-3-3 per avere nove uomini alle spalle del pallone. Nella Slovacchia ci sono tanti vecchietti e bisogna essere compatti".
Le piace il ruolo di ct?
"È diverso da quello di allenatore. C'è poco tempo e ho capito subito che non si può rincorrere la perfezione: vince chi riesce ad adattarsi. E poi ho scoperto la bellezza di fare calcio all'estero: meno tensioni, polemiche e pettegolezzi...".
Vede il suo futuro in Slovacchia?
"Con la Federazione ho ottimi rapporti. Quando sarà il momento ci guarderemo negli occhi e prenderemo le decisioni più giuste per tutti. Loro hanno capito i miei valori e io sarò sempre grato alla Slovacchia per la fiducia che mi è stata accordata”.
Come si sente in prima linea dopo una carriera da vice?
"Mi hanno messo addosso l'etichetta di "secondo", ma io faccio l'allenatore da sempre. L'aiuto chirurgo sa operare oppure no? Suvvia, altro che diminutio".
Porterà la Slovacchia almeno fino agli ottavi, Calzona?
"Con l'Ucraina sarà dura, loro devono vincere a tutti i costi per non finire fuori. Ma ho una certezza: la mia Slovacchia non arretra mai di un centimetro e per batterci dovranno essere meglio di noi".
Gli Europei sono arrivati al momento giusto per farle dimenticare l'amarezza di Napoli?
"Lo ripeto: al Napoli voglio molto bene e ci tenevo ad aiutare la squadra. Ma la stagione aveva preso una piega storta e non c'è stato modo di invertire la rotta".
Si è pentito di aver accettato il doppio incarico?
"Mai, mi tengo stretto l'orgoglio di aver allenato il Napoli, anche se è durata per tre mesi e non è andata come speravo. Auguro agli azzurri di ritornare al vertice e guardo avanti a testa alta, senza amarezza. Sono in missione per la Slovacchia e ne vado molto fiero".