✕

Cosa succede al Liverpool? Perché i Reds non vincono più (nonostante un mercato da 500 milioni)

Arne Slot (reuters)

Ascolta l'audio

I campioni in carica della Premier hanno perso sei delle ultime sette partite e sono a -7 dall’Arsenal capolista. Da Wirtz a Isak, mercato flop. Slot fatica a trovare soluzioni, all’orizzonte tre sfide delicate contro Aston Villa, Real Madrid e Manchester City
2 minuti di lettura

LONDRA - Nonostante i 500 milioni di euro spesi nel mercato estivo, il Liverpool è in crisi da profondo rosso. Quattro sconfitte consecutive in campionato, e sei nelle ultime sette gare stagionali, settimo posto in campionato a sette punti dall’Arsenal capolista e mercoledì sera i Reds sono riusciti a farsi eliminare anche dalla Coppa di Lega (Carabao Cup), capitolando in casa all’Anfield per 3-0 contro il sempre più sorprendente Crystal Palace - che già aveva strappato al Liverpool la Supercoppa a inizio stagione. Insomma, l’armata inarrestabile di Arne Slot dell’anno scorso (perlomeno in Premier League) si è miseramente inceppata, e il tecnico olandese non sembra trovare la soluzione per uscire da questa crisi. Il calendario in arrivo non aiuta: nelle prossime gare ci saranno Aston Villa, Real Madrid (in Champions) e il Manchester City di Pep Guardiola.

LONDRA - Nonostante i 500 milioni di euro spesi nel mercato estivo, il Liverpool è in crisi da profondo rosso. Quattro sconfitte consecutive in campionato, e sei nelle ultime sette gare stagionali, settimo posto in campionato a sette punti dall’Arsenal capolista e mercoledì sera i Reds sono riusciti a farsi eliminare anche dalla Coppa di Lega (Carabao Cup), capitolando in casa all’Anfield per 3-0 contro il sempre più sorprendente Crystal Palace - che già aveva strappato al Liverpool la Supercoppa a inizio stagione. Insomma, l’armata inarrestabile di Arne Slot dell’anno scorso (perlomeno in Premier League) si è miseramente inceppata, e il tecnico olandese non sembra trovare la soluzione per uscire da questa crisi. Il calendario in arrivo non aiuta: nelle prossime gare ci saranno Aston Villa, Real Madrid (in Champions) e il Manchester City di Pep Guardiola.

Il flop dei nuovi acquisti

Iniziamo dai nuovi acquisti. Sinora, tutti hanno fatto flop o quasi. E ci si chiede perché il Liverpool abbia speso così tanto per pochi giocatori invece di spendere su più fronti. Del resto, oggi i Reds vantano una rosa di 20-22 elementi, a differenza di City e Arsenal che hanno 24-25 potenziali titolari. Il 22enne fantasista tedesco Florian Wirtz, pagato quasi 130 milioni (bonus inclusi), non si è ancora adottato al campionato inglese, sempre più fisico e al momento poco adatto alle sue caratteristiche.

Florian Wirtz (reuters)

Isak, 150 milioni per un gol

Centocinquanta, invece, i milioni per strappare al Newcastle l'attaccante svedese Alexander Isak, che però ha saltato tutta la preparazione proprio per la bagarre di mercato tra i club, è fuori forma e sinora ha segnato solo un inutile gol (in coppa di Lega). Il terzino destro olandese Jeremie Frimpong che doveva sostituire Alexander Arnold (defezionato al Real Madrid) non è stato all’altezza delle aspettative, tanto che Slot ha dovuto adottare addirittura un centrocampista di qualità Szoboszai lì dietro. Mentre l’altro ungherese Kerkez fa rimpiangere Robertson e il 18enne corazziere italiano Giovanni Leoni, acquistato dal Parma per 35 milioni, sarà fuori per tutta la stagione a causa di un gravissimo infortunio al ginocchio.

Alexander Isak (reuters)

Liverpool vulnerabile sui lanci lunghi

Eppure Leoni avrebbe fatto molto comodo in una difesa che sta affondando (l’ultimo clean sheet risale al 14 settembre). Van Dijk e Konate sembrano sempre meno assistiti e in costante difficoltà, molto spesso costretti a correre all'indietro. Come spiega un’analisi di Sky Sports UK, il Liverpool nelle ultime settimane è risultato particolarmente vulnerabile ai lanci lunghi e diretti degli avversari, che hanno evidentemente trovato il tallone d’Achille dei Reds. Nell’ultima sconfitta in campionato contro il Brentford per 3-2, i londinesi hanno afflitto agli ospiti ben 64 passaggi di questo genere. Forse non è stato saggio da parte di Slot rendere così pubblica questa fragilità del Liverpool: "Ho guardato quante palle lunghe abbiamo già dovuto difendere: 178 in sette partite, e poi è arrivato lo United e ne abbiamo dovute difendere 59", ha detto in conferenza stampa, attribuendo le difficoltà agli "stili di gioco che affrontiamo”.

Federico Chiesa (reuters)

I problemi a centrocampo

Questo non accadeva con il “gegenpressing” di Klopp, e peraltro neanche nella passata stagione con Slot, perché il Liverpool pressava molto più alto e aggressivo. Quest’anno, invece, i Reds sembrano decisamente più passivi e l’assenza in mezzo al campo di un frangiflutti come Gravenberch ha complicato ulteriormente le cose, visto che il centrocampo dei Reds fa molto meno filtro rispetto all’anno scorso, o comunque viene facilmente scavalcato. Qualcosa che si era intravisto sin dalla prima giornata di Premier contro il Bournemouth, ma quella vittoria in rimonta per 4-2 aveva mascherato le deficienze di questo Liverpool.

Mohamed Salah (reuters)

Salah svuotato

Ma i problemi, come dicevamo, sono anche in attacco. L’immane tragedia umana di Djogo Jota ha lasciato strascichi anche sportivi, perché il Liverpool non è riuscito a rimpiazzarlo, per non parlare degli addii di attaccanti affidabili come Luis Diaz e Darwin Nunez. Infine, il capitolo Mohammed Salah. Dopo una stagione stellare l’anno scorso e il conseguente rinnovo del contratto, quest’anno il 33enne egiziano sembra svuotato e confusionario. Non a caso, sinora ha segnato solo 4 volte, e molto spesso senza lasciare il segno. Mentre Chiesa, dopo lo stellare inizio proprio contro il Bournemouth e un approccio sicuramente migliore rispetto all’anno scorso, è presto tornato anche lui a navigare nell’insipienza, tra spezzoni di partita e panchina. Se il Liverpool dovesse perdere anche domani contro il Villa, eguaglierebbe il record di cinque sconfitte consecutive in campionato del 1953.

Leggi i commenti