✕

Flick quasi in lacrime dopo Barcellona-Alaves, Raphinha lo consola: cosa è successo

Raphinha parla con Flick 

Ascolta l'audio

Il crollo emotivo del tecnico tedesco: “Non abbiamo l’intensità e il controllo della scorsa stagione. Dobbiamo migliorare moltissime cose”
2 minuti di lettura

BARCELLONA – La sua squadra è appena balzata in testa alla classifica: la vittoria per 3-1 sull’Alavés, la quarta consecutiva in Liga, ha infatti permesso al Barcellona di dormire in vetta in attesa della sfida tra il Girona e il Real Madrid di stasera. Eppure, dopo novanta minuti di tensione, vissuti sempre in piedi nell'area tecnica, Hansi Flick si lascia cadere in panchina incapace di mascherare il dramma che lo tormenta: con gli occhi lucidi, il tecnico tedesco dà l'impressione - e non solo quella - di essere sul bordo di una crisi di nervi. Le lacrime non vengono giù a fiumi solo perché sa di avere addosso gli occhi del mondo, ma non ha la forza per rifugiarsi negli spogliatoi. È spossato. Accanto a lui, Raphinha prova a consolarlo, parlando fitto, chinandosi per intercettarne lo sguardo. Senza riuscirci, perché lo sguardo è assente.

Flick: “Dobbiamo migliorare tante cose”

Un’immagine forte che, come sottolinea il quotidiano catalano Sport, "accende le inquietudini" intorno …

BARCELLONA – La sua squadra è appena balzata in testa alla classifica: la vittoria per 3-1 sull’Alavés, la quarta consecutiva in Liga, ha infatti permesso al Barcellona di dormire in vetta in attesa della sfida tra il Girona e il Real Madrid di stasera. Eppure, dopo novanta minuti di tensione, vissuti sempre in piedi nell'area tecnica, Hansi Flick si lascia cadere in panchina incapace di mascherare il dramma che lo tormenta: con gli occhi lucidi, il tecnico tedesco dà l'impressione - e non solo quella - di essere sul bordo di una crisi di nervi. Le lacrime non vengono giù a fiumi solo perché sa di avere addosso gli occhi del mondo, ma non ha la forza per rifugiarsi negli spogliatoi. È spossato. Accanto a lui, Raphinha prova a consolarlo, parlando fitto, chinandosi per intercettarne lo sguardo. Senza riuscirci, perché lo sguardo è assente.

Flick: “Dobbiamo migliorare tante cose”

Un’immagine forte che, come sottolinea il quotidiano catalano Sport, "accende le inquietudini" intorno al Barça. "Inquietante" e "preoccupante" sono, da ieri pomeriggio, gli aggettivi più ripetuti all'ombra del Camp Nou. E già, perché in quel dialogo, breve ma intensissimo, si vede un allenatore emotivamente stanco, provato e incapace - per sua stessa ammissione - di trovare il bandolo della matassa: "Non abbiamo l’intensità e il controllo della scorsa stagione. Dobbiamo migliorare moltissime cose". Un crollo emotivo arrivato alla fine di una settimana dura, dopo quella che, per le sensazioni trasmesse, è probabilmente la peggior sconfitta di Flick da quando è arrivato in riva al Mediterraneo.

Hansi Flick in panchina dopo Barcellona-Alaves 

La pesante sconfitta con il Chelsea

Il pesante 3-0 incassato a Stamford Bridge contro il Chelsea in Champions ha lasciato segni profondi, ha aperto crepe evidenti e Flick ne è uscito consumato, scosso, preoccupato. La fotografia è potentissima: fisicamente Flick è in panchina, ma in realtà è altrove o forse da nessuna parte. È in quel momento che il suo capitano gli si avvicina, si accovaccia davanti a lui e prova a parlargli. Il tedesco ascolta, scuote la testa in una scena che diventa virale in pochi minuti: "Alla fine della partita, Raphinha diceva la stessa cosa che dico io da tempo: 'Miglioreremo. Saremo molto migliori nelle prossime partite'", si autoconvince Flick. Il suo tono, infatti, non è quello di un allenatore arrabbiato, bensì di una persona superata dalla situazione. Di qualcuno che vede un sistema incepparsi e non riesce ancora a capire come rimetterlo in moto.

(reuters)

L’importanza del bel gioco per il Barcellona

Non è un segreto per nessuno l'importanza che si dà a Barcellona al bel gioco, all'estetica e, soprattutto, al rifiuto di doversi afferrare a quel maledetto fine che, secondo alcuni, giustificherebbe i mezzi. Non in Catalogna, dove la forma ha, quantomeno, lo stesso peso della sostanza. Una filosofia che apparteneva a Flick già prima di arrivare al Barça, ma che è diventata la sua seconda pelle quando ha deciso di diventare un vero culé. E, del resto, basta ascoltare la versione di Raphinha, per capire quanto sia importante per il Barça non limitarsi a vincere: "Il mister sente che potremmo fare molto di più in campo e anche noi sappiamo che possiamo fare molto meglio. La sua sensazione è che la squadra sia lontana dalla sua migliore versione e sono d’accordo. Dobbiamo migliorare tantissimo, però oggi la cosa più importante era uscire con la vittoria. Le cose che stiamo facendo male possiamo ancora sistemarle, e sono sicuro che torneremo alla nostra miglior versione".

Parlano e pensano così il tecnico, i calciatori e, più in generale, il popolo blaugrana. Una confessione pubblica di queste proporzioni non sarebbe immaginabile al Santiago Bernabéu, dove i tifosi vivono nell'irrinunciabile sicurezza di essere i migliori, i più forti. A Madrid rappresenterebbe un inaccettabile segnale di insicurezza, di debolezza. Non a Barcellona, dove il mettersi in discussione è, nel bene e nel male, endemico, proprio di un ambiente irrimediabilmente esigente, talvolta, ai limiti dell'autodistruzione

Leggi i commenti