Guardiola lascia il City, ma allontana l’Italia: “Ho bisogno di riposo, per un po’ non allenerò”
di Enrico FranceschiniLondra – Dopo dieci anni e venti trofei, Pep Guardiola chiude un altro capitolo della sua leggendaria carriera. Il Manchester City annuncia ufficialmente che l'allenatore catalano lascerà l'incarico a fine stagione, ovvero dopo la partita di domenica contro l'Aston Villa, ultimo turno della Premier League. Il comunicato del club conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi, secondo cui Pep se ne sarebbe andato con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto. Ha deciso di farlo con parole emozionate ed emozionanti: “Non chiedetemi i motivi per cui me ne vado. Non c'è un motivo preciso, ma dentro di me so che è il momento. Niente è eterno: se lo fosse, sarei ancora qui. Eterno sarà però il sentimento, le persone, i ricordi, l'amore che provo per il mio Manchester City".
Il futuro e il bisogno di fermarsi
Poco dopo l’annuncio Guardiola ha voluto spiegare: “Sentivo che non avrei avuto più le energie per lottare ogni giorno. Non è una questione di ambizione ma dopo dieci anni è giusto …
Londra – Dopo dieci anni e venti trofei, Pep Guardiola chiude un altro capitolo della sua leggendaria carriera. Il Manchester City annuncia ufficialmente che l'allenatore catalano lascerà l'incarico a fine stagione, ovvero dopo la partita di domenica contro l'Aston Villa, ultimo turno della Premier League. Il comunicato del club conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi, secondo cui Pep se ne sarebbe andato con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto. Ha deciso di farlo con parole emozionate ed emozionanti: “Non chiedetemi i motivi per cui me ne vado. Non c'è un motivo preciso, ma dentro di me so che è il momento. Niente è eterno: se lo fosse, sarei ancora qui. Eterno sarà però il sentimento, le persone, i ricordi, l'amore che provo per il mio Manchester City".
Il futuro e il bisogno di fermarsi
Poco dopo l’annuncio Guardiola ha voluto spiegare: “Sentivo che non avrei avuto più le energie per lottare ogni giorno. Non è una questione di ambizione ma dopo dieci anni è giusto cambiare, muoversi, vedere facce nuove. Dieci anni sono tanti e penso che il club abbia bisogno di un nuovo allenatore, di nuove energie, con questi incredibili giocatori che abbiamo adesso, per iniziare a scrivere un nuovo capitolo". Ma soprattutto il bisogno di prendere aria nuova e mettere la vita calcistica in pausa: “I miei piani? Riposo e non allenare per un po’, altrimenti sarei rimasto qui. Ho bisogno di fare un passo indietro. Tantissime persone mi diranno: «Dopo tre mesi tornerai ad allenare». E io risponderò: «Forse». Non credo succederà, penso che mi prenderò del tempo perché è da tantissimi anni che vivo ogni tre giorni una partita. Ho bisogno di respirare e rilassarmi".
Due titoli in questa stagione, ma non i più importanti
Guardiola termina la stagione attuale con un "double": ha vinto la Coppa di Lega, battendo in finale l'Arsenal, e la Coppa d'Inghilterra, superando in finale il Chelsea. Ma in Premier il lungo inseguimento ai Gunners del suo allievo Arteta si è interrotto martedì alla penultima giornata, con il pareggio contro il Bournemouth che ha messo 4 punti fra la capolista e I Citizens; e la corsa in Champions è finita ancora prima.
I sei successi in Premier League
Nel suo decennio al City, Guardiola ha vinto tra l'altro sei volte la Premier e una la Champions League: un bottino che, sommato alle coppe domestiche, lo colloca al livello di sir Alex Ferguson con il Manchester United e nella ristretta élite dei più grandi allenatori del mondo. In precedenza, Guardiola ha vinto di tutto, prima sulla panchina del Barcellona, due Champions e tre volte la Liga, quindi su quella del Bayern Monaco, tre titoli nazionali. Resterà legato al City, fa sapere il club, come "ambasciatore globale" ma adesso, a 55 anni, deve decidere quale sarà il suo prossimo capitolo: fra le ipotesi citate dai media di Londra c'è quella di un anno di sabbatico, come fece dopo il Bayern, oppure un altro grande club appena il posto fosse libero (il Psg, visto che gli manca di allenare in Francia, la Juve, il Milan o il Napoli in Italia), una nazionale (l'Inghilterra? l'Italia?), l'America (per allenare l'ultima stagione di Messi a Miami?). Con il suo carnet, è il caso di dire che ha l'imbarazzo della scelta. Di sicuro i tifosi di Manchester si preparano a celebrarlo come si deve, nella partita casalinga di domenica con l’Aston Villa, la sua ultima alla guida del City.