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Il Psg vieta e confisca i cellulari ai giovanissimi dell’accademia

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Regole rigidissime per l’uso dello smartphone per i ragazzi delle giovanili. Libri, giochi e strumenti musicali sono le alternative fornite dall’istituto, che valuterà con gli psicologi l’impatto delle nuove regole
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Il cellulare nella valigia e tutto il mondo fuori. Non si scrolla, si studia, si gioca, si cresce. La rivoluzionaria idea è del Paris Saint-Germain che ha deciso di coltivare i suoi ragazzi, di non farli diventare, come da geniale definizione dell’allenatore dell’Inter Cristian Chivu, la “generazione a una mano”. Mani libere e testa anche.

Una disintossicazione digitale

L’operazione detox, varata dal club vincitore delle due ultime Champions League, prevede regole molto rigide per i suoi giovanissimi: una disintossicazione digitale per evitare che telefoni e social uccidano la concentrazione, la socialità, abbassino la soglia dell’attenzione. I 150 tra ragazze e ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni che frequentano l’accademia del Psg, a Poissy, e che quindi studiano e si allenano per diventare campioni del futuro, dovranno abbandonare il telefono. Sarà concesso loro solo un’ora al giorno: dal lunedì al giovedì, dalle 19.30 alle 20.30. E soltanto se prima avranno rimesso in o…

Il cellulare nella valigia e tutto il mondo fuori. Non si scrolla, si studia, si gioca, si cresce. La rivoluzionaria idea è del Paris Saint-Germain che ha deciso di coltivare i suoi ragazzi, di non farli diventare, come da geniale definizione dell’allenatore dell’Inter Cristian Chivu, la “generazione a una mano”. Mani libere e testa anche.

Una disintossicazione digitale

L’operazione detox, varata dal club vincitore delle due ultime Champions League, prevede regole molto rigide per i suoi giovanissimi: una disintossicazione digitale per evitare che telefoni e social uccidano la concentrazione, la socialità, abbassino la soglia dell’attenzione. I 150 tra ragazze e ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni che frequentano l’accademia del Psg, a Poissy, e che quindi studiano e si allenano per diventare campioni del futuro, dovranno abbandonare il telefono. Sarà concesso loro solo un’ora al giorno: dal lunedì al giovedì, dalle 19.30 alle 20.30. E soltanto se prima avranno rimesso in ordine la stanza che li ospita. Il venerdì potranno riaverlo prima, dopo pranzo.

Si parla, si discute, si canta

Per il resto del tempo i cellulari saranno confiscati e chiusi in contenitori le cui chiavi saranno custodite dai dirigenti. E anche durante le trasferte sportive resteranno in valigia, niente viaggi mandando messaggi, guardando foto, video, reel, mettendo cuoricini in modo compulsivo: si parla, si discute, si canta, si fa quello che si faceva nell’era non digitale, quella che i ragazzi di oggi non conoscono. Solo a chi ha compiuto 16 anni verrà concesso un uso più flessibile del telefono.

Il programma settimanale

L’operazione parte da lunedì, le regole sono scritte – nessuna possibilità di equivoci – e appese all’ingresso dell’accademia. E si rispettano. «Possono sembrare decisioni drastiche», ha detto a RmcSport il direttore scolastico dell’istituto, Medhi Rahoui. «Ma giudichiamo salutari queste misure, se si considera quanto la dipendenza dal telefonino possa essere dannosa per un giovane, e ancor più per un atleta di alto livello».

Musica e pianoforte come attività alternative

L’accademia ha organizzato attività alternative: tra lo studio e gli allenamenti ci saranno musica, pianoforte, letture, giochi: «Non vogliamo che queste novità siano vissute come pura coercizione – ha aggiunto Rahoui – per questo a metà settembre faremo un primo bilancio con lo staff medico e gli psicologi del club, per capire come le giocatrici e i giocatori stanno vivendo le restrizioni e se ci sono aspetti da migliorare. Vogliamo seguire i nostri ragazzi, non abbandonarli».

Le leggi francesi sull’uso dei social

In Francia il tema della protezione dei minori nell’ambiente digitale è molto sentito. Il Consiglio Costituzionale ha bocciato il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, che era stato approvato dal Parlamento il 21 luglio, perché limita la libertà di espressione e di comunicazione. Ma il presidente Macron ha chiesto al primo ministro Lecornu di preparare «nel più breve tempo possibile» un nuovo testo «giuridicamente solido» e ha deciso di promulgare subito le norme non bocciate dal Consiglio, come il divieto di portare in classe il cellulare, che sarà quindi operativo nei licei del paese dal rientro a scuola dopo le vacanze.

I social a processo

E questo nei giorni in cui negli Stati Uniti Meta, il colosso fondato da Mark Zuckerberg, ha accettato di pagare fino a 18 miliardi di dollari agli stati federali nel maxi processo sulla dipendenza dai social media, accettando limitazioni nell’uso di Facebook e di Instagram per i minori di 13 anni. Il Psg, nella sua accademia, può spingersi oltre e vietare i telefonini per 23 ore al giorno perché vuole far crescere una generazione di donne e uomini che sappiano sì giocare bene a pallone ma soprattutto siano in grado di usare la testa e due mani. Forse qualcuno potrà criticare l’eccessiva severità che lascia i giovani fuori dalla realtà. Ma tanti, se potessero, vorrebbero mettere il loro “mi piace” sotto a queste regole di vita.

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