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Il City presenta ricorso: ecco come si difenderà dalle accuse di aver truffato la Premier League

Pep Guardiola (reuters)

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Il club di Manchester rischia una pesantissima sanzione, la retrocessione nella B inglese o l’espulsione dalle leghe professionistiche
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LONDRA – “Errori di fatto e di diritto”. Il Manchester City contesta così il verdetto che lo ha riconosciuto colpevole di centinaia di violazioni delle norme finanziarie della Premier League e che potrebbe costare al club, in aggiunta a una pesantissima sanzione, la retrocessione nella serie B inglese o l’espulsione dalle leghe professionistiche. La società ha reso noto di avere presentato ricorso giovedì sera, come aveva del resto preannunciato nei giorni scorsi quando era stata resa nota la sentenza.

“Ampie prove di innocenza”

Il comunicato del City non aggiunge dettagli, limitandosi a proclamare la propria “piena innocenza” e ad affermare di avere “ampi prove per dimostrarla”. Ma secondo fonti raccolte dalla Bbc, l’appello intende sostenere che…

LONDRA – “Errori di fatto e di diritto”. Il Manchester City contesta così il verdetto che lo ha riconosciuto colpevole di centinaia di violazioni delle norme finanziarie della Premier League e che potrebbe costare al club, in aggiunta a una pesantissima sanzione, la retrocessione nella serie B inglese o l’espulsione dalle leghe professionistiche. La società ha reso noto di avere presentato ricorso giovedì sera, come aveva del resto preannunciato nei giorni scorsi quando era stata resa nota la sentenza.

“Ampie prove di innocenza”

Il comunicato del City non aggiunge dettagli, limitandosi a proclamare la propria “piena innocenza” e ad affermare di avere “ampi prove per dimostrarla”. Ma secondo fonti raccolte dalla Bbc, l’appello intende sostenere che una serie di importanti sponsorizzazioni della squadra erano state pagate dal governo di Abu Dhabi, non dalla proprietà del club, smentendo la tesi di contratti gonfiati o manipolati per ingigantire le entrate e ridurre le spese in modo da rientrare nelle regole di fairplay finanziario previste dalla Premier.

(reuters)

Una linea di difesa complessa, perché i Citizens appartengono all’Abu Dhabi United Group, società di investimenti privata il cui proprietario è lo sceicco Mansour, vicepresidente e vice primo ministro degli Emirati Arabi Uniti. Un miliardario che indossa un doppio cappello: quello di padrone di un grande squadra di calcio, attraverso il suo fondo di investimenti, e quello di membro del governo degli Emirati, uno dei quali è per l’appunto Abu Dhabi.

Spetterà a lord Pannick, esimio avvocato londinese con una parcella da 5 mila sterline (quasi 6 mila euro) l’ora, cercare di far valere l’idea che in questo caso governo e affari privati erano due entità separate, non due braccia della stessa persona.

La federazione si affianca alla Premier League

Nel frattempo, altre nubi si aggiungono alla sentenza della Premier che accusa il City di avere “truffato contratti per un decennio per un valore complessivo di 830 milioni di sterline”, all’incirca un miliardo di euro. La Football Association, ovvero la federazione calcio inglese, minaccia di affiancare la Premier League, ossia la lega calcio di massima serie, con una propria inchiesta sul comportamento del City, commentando che il verdetto ha “serie implicazioni per l’integrità del gioco” e avvertendo che ne sta “considerando le implicazioni”, con la possibilità di intraprendere a sua volta un’azione legale. E la commissione finanze della camera dei Comuni chiede all’agenzia del fisco britannica di valutare se il City ha pagato le tasse sul contratto “segreto” denunciato dall’inchiesta della Premier che riguardava Roberto Mancini quando lo allenava e che avrebbe comportato da parte del club, secondo un rapporto del think tank Tax Policy Associates, un’evasione delle imposte per 12 milioni di sterline, da incrementare con interessi e penalità a 24 milioni.

I tempi

L’inchiesta della Premier è stata condotta da una commissione indipendente di tre esperti legali. Altri tre magistrati dovranno esaminare l’appello entro 120 giorni e comunicare poi una sentenza nel giro di un mese. A quel punto la Premier dovrebbe annunciare le punizioni. Teoricamente il City potrebbe fare appello anche contro di queste. Ma intanto le altre squadre del campionato più bello e più ricco del mondo chiedono che il City venga punito al più presto, già nel corso di questo torneo. L’era del grande dominio del club che ha vinto titoli e coppe in patria e in Europa rischia di finire nella polvere.

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