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La Spagna fa parlare gli arbitri, interviste in tv subito dopo le partite

Intervista arbitro spagnolo 

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In due gare di ogni turno di Liga i direttori di gara dovranno rispondere alle domande dei giornalisti dopo il triplice fischio
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Pure gli arbitri sotto inquisizione spagnola. Non solo allenatori e calciatori: i giornalisti potranno fare domande a caldo pure ai direttori di gara subito dopo la fine del match. Dall’undicesima giornata i fischietti della Liga dovranno giustificare le loro scelte sul terreno di gioco davanti a microfoni e telecamere. Due match per turno, un’intervista per ogni tv con i diritti (Dazn e Moviestar). Gli incontri saranno scelti dal Comitato tecnico degli arbitri. Si comincia con Levante-Atletico Madrid e il derby basco Athletic Bilbao-Real Sociedad.

Un accordo da 500mila euro

L’accordo tra federazione, lega e sindacato arbitri durerà fino al 2030 e stabilisce un compenso di cinquecentomila euro l’anno al collettivo arbitrale per partecipare alle attività tv. Non solo le interviste post-gara, ma anche quelle pre, l’ingresso delle telecamere negli spogliatoi e l’utilizzo delle Refcam in campo. C’è poi il Tiempo de Revisión, il programma settimanale dedicato all’analisi degli episod…

Pure gli arbitri sotto inquisizione spagnola. Non solo allenatori e calciatori: i giornalisti potranno fare domande a caldo pure ai direttori di gara subito dopo la fine del match. Dall’undicesima giornata i fischietti della Liga dovranno giustificare le loro scelte sul terreno di gioco davanti a microfoni e telecamere. Due match per turno, un’intervista per ogni tv con i diritti (Dazn e Moviestar). Gli incontri saranno scelti dal Comitato tecnico degli arbitri. Si comincia con Levante-Atletico Madrid e il derby basco Athletic Bilbao-Real Sociedad.

Un accordo da 500mila euro

L’accordo tra federazione, lega e sindacato arbitri durerà fino al 2030 e stabilisce un compenso di cinquecentomila euro l’anno al collettivo arbitrale per partecipare alle attività tv. Non solo le interviste post-gara, ma anche quelle pre, l’ingresso delle telecamere negli spogliatoi e l’utilizzo delle Refcam in campo. C’è poi il Tiempo de Revisión, il programma settimanale dedicato all’analisi degli episodi arbitrali. L’obiettivo dichiarato è quello di avere direttamente le interpretazioni dei direttori di gara, senza far arrivare ai tifosi solo le opinioni (a volte di parte e poco lucide) di allenatori, calciatori e dirigenti. Una scelta coraggiosa, che da una parte tutela la classe arbitrale, ma dall’altra la costringe a dare una risposta a caldo sulle eventuali decisioni controverse prese nei novanta minuti.

Come funziona negli altri campionati

Negli altri top cinque campionati europei la comunicazione arbitrale prevede misure diverse. In Italia, Germania, Inghilterra e Francia c’è più cautela. Dall’anno scorso la Serie A, come la Liga, ha introdotto gli annunci in diretta dal campo dopo le revisioni al Var, per permettere ai tifosi sugli spalti e agli spettatori da casa di comprendere l'esito del controllo. Una regola già utilizzata in Premier League e in Bundesliga a partire dalla stagione 2024-25, mentre la Ligue 1 l’ha adottata quest’anno.

Sempre dall’anno scorso, invece, dopo il successo al Mondiale per club, tutte le top leghe europee hanno deciso di offrire ai telespettatori, in alcune partite, una prospettiva inedita dell’azione con la Refcam: una mini telecamera montata sull’orecchio dell’arbitro che mette a disposizione anche gli audio di campo. In Inghilterra, inoltre, da quest’anno vengono pubblicati i verdetti del Key Match Incident Panel, l’organismo incaricato di analizzare gli episodi arbitrali più controversi. Così i tifosi sanno direttamente dall’istituto competente se la decisione presa sia stata corretta o meno.

Infine ci sono i programmi tv d’analisi degli episodi arbitrali. Fino alla scorsa stagione in Italia Dazn trasmetteva Open Var: nella trasmissione gli episodi più discussi della giornata di campionato venivano esaminati dal designatore arbitrale, Gianluca Rocchi, o da un altro rappresentante dell’Aia. Quest’anno il programma non va più in onda ma il direttore tecnico dell’Aia, Domenico Messina, ha confermato che Figc e Dazn stanno lavorando a un nuovo progetto.

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