ROMA - Il clamoroso inizio di stagione della Roma sta alimentando un dibattito. C'è chi sostiene che il merito della netta inversione di rotta rispetto alla scorsa stagione sia da attribuire allo straordinario lavoro di Garcia e chi trova invece, paradossalmente, proprio nelle pieghe di un mercato all'apparenza votato unicamente alla necessità di fare cassa la vera ragione del prodigio a cui stiamo assistendo. Perché, se è vero che le cessioni di Marquinhos, Lamela e Osvaldo hanno portato un bel po' di quattrini, chi li ha sostituiti sta facendo, se possibile, ancora meglio. Probabilmente la verità sta nel mezzo, ma in ogni caso è interessante provare a scoprire quale sia la risposta dei numeri al quesito di cui sopra. In sostanza, la Roma sta ottenendo di più dai nuovi acquisti o da chi già c'era? E che impatto hanno avuto gli innesti giallorossi di quest'estate in rapporto all'incidenza dei nuovi nelle altre squadre?
Premessa: per nuovi giocatori non intendiamo tutti coloro che hanno cambiato maglia nell'ultima sessione di mercato, ma solo quelli che durante tutta la scorsa stagione non avevano mai messo piede in campo con la squadra in cui militano quest'anno. Quindi, chi si è trasferito in prestito a gennaio per poi tornare alla base non lo consideriamo un nuovo acquisto, mentre i giovani promossi in prima squadra, se mai impiegati nel campionato 2012-'13, sono nuovi innesti a tutti gli effetti. La squadra che ha utilizzato il maggior numero di nuovi giocatori fin qui è il Genoa, che ne ha già mandati in campo ben 15, contro i 12 del Sassuolo e gli 11 della Fiorentina. E le novità rossoblù prevalgono anche in fatto di presenze, con le loro 68, davanti allo stesso Sassuolo (52) e al Livorno (44). Nessuno ha invece utilizzato meno giocatori nuovi del Cagliari rispetto all'anno scorso: Lopez ha impiegato fin qui il solo Ibraimi (3 presenze), mentre la Juventus ne ha mandati in campo 3 e Milan e Udinese 4. Ma quanto alle presenze davanti al Cagliari c'è la Lazio, con 10, mentre Atalanta e Juventus si fermano a 14.
E il rendimento? Non c'è storia: i migliori sono proprio i nuovi acquisti della capolista a sorpresa del campionato: 41 presenze totali, 39 delle quali valutate, per i vari De Sanctis, Benatia, Maicon, Strootman, Borriello, Gervinho e Ljajic e una media voto complessiva (6,590) insidiata solo dai 3 neo-juventini (Ogbonna, Llorente e Tevez), col loro 6,545 in 14 presenze (11 con pagella a corredo). E al terzo posto si piazza il Napoli: 8 giocatori, 35 presenze (31 con voto), media 6,395. Sorpresi? Neanche noi: si tratta delle 3 squadre in fuga anche nella classifica reale, normale che i loro nuovi acquisti abbiano ottenuto i voti migliori. Ma infatti non è questo il dato che più ci interessa.
Quello che vogliamo capire qui è quanto stiano incidendo i nuovi rispetto ai vecchi, ossia chi abbia ottenuto dal mercato la spinta più consistente per fare il salto di qualità. La Roma, per esempio, domina anche con i giocatori confermati. Gli 11 giocatori già presenti l'anno scorso (57 presenze, 51 con voto) combinano per un 6,569 che, seppur leggermente inferiore al 6,590 dei nuovi, sbaraglia il campo nel confronto con i giocatori rimasti nelle altre squadre. La differenza rispetto ai 13 "vecchi" del Napoli (6,233) è abissale e al terzo posto si piazzano i confermati dell'Inter (quelli che fino a qualche mese fa non andavano neanche a spingerli, ricordate?) col loro 6,167 costruito da 13 giocatori anche qui.
E la Juve? Ecco la prima notizia interessante: i confermati bianconeri sono solo sesti con una media (6,102) tutt'altro che entusiasmante. Sindrome da pancia piena? Chissà. Sta di fatto che, a dar retta alle medie voto, a tirare la carretta in queste prime partite sono stati proprio i nuovi. Ossia, di fatto, il solo Tevez, visto il limitato impiego di Ogbonna e Llorente. Nessuna squadra presenta un differenziale di rendimento tra vecchi e nuovi, in favore di questi ultimi, superiore ai campioni d'Italia (+0,443). Gli acquisti estivi del Genoa si piazzano al secondo posto con un +0,232 rispetto ai confermati, mentre al terzo posto troviamo quelli del Napoli (+0,162). La Roma(+0,021) è soltanto ottava, presentando come detto una media simile tra vecchi e nuovi, a riprova di come forse, più che il mercato, sia stato proprio l'effetto rigenerante del nuovo tecnico a imprimere il marchio della svolta.
A parte il Cagliari (Ibraimi ha la media del 5,500, inferiore di 0,445 a quella del resto della squadra, ma un solo giocatore non fa molto testo), chi è stato fin qui zavorrato proprio dal mercato è il Chievo. I nuovi giocatori schierati fin qui da Sannino sono ben 10 (Bernardini, Claiton, Acosty, Bentivoglio, Estigarribia, Improta, Lazarevic, Radovanovic, Sestu e Ardemagni). E, anche se tutti insieme sommano solo 33 presenze (31 con voto), contro le 65 (62) del resto della squadra, la loro media (5,492) è la peggiore in assoluto della serie A, nonché inferiore di ben 0,274 punti a quella dei gialloblù ereditati dalla gestione Corini. Questi ultimi, per intenderci, non staranno entusiasmando a loro volta, ma con un 5,766 si lasciano comunque alle spalle i confermati di altre 5 squadre (Sampdoria, Genoa, Sassuolo, Milan e Bologna, ultimo con 5,500). Impatto non entusiasmante, però, anche per i nuovi giocatori di Atalanta e Lazio (-0,252 rispetto ai vecchi) e del Catania (-0,227).
Premessa: per nuovi giocatori non intendiamo tutti coloro che hanno cambiato maglia nell'ultima sessione di mercato, ma solo quelli che durante tutta la scorsa stagione non avevano mai messo piede in campo con la squadra in cui militano quest'anno. Quindi, chi si è trasferito in prestito a gennaio per poi tornare alla base non lo consideriamo un nuovo acquisto, mentre i giovani promossi in prima squadra, se mai impiegati nel campionato 2012-'13, sono nuovi innesti a tutti gli effetti. La squadra che ha utilizzato il maggior numero di nuovi giocatori fin qui è il Genoa, che ne ha già mandati in campo ben 15, contro i 12 del Sassuolo e gli 11 della Fiorentina. E le novità rossoblù prevalgono anche in fatto di presenze, con le loro 68, davanti allo stesso Sassuolo (52) e al Livorno (44). Nessuno ha invece utilizzato meno giocatori nuovi del Cagliari rispetto all'anno scorso: Lopez ha impiegato fin qui il solo Ibraimi (3 presenze), mentre la Juventus ne ha mandati in campo 3 e Milan e Udinese 4. Ma quanto alle presenze davanti al Cagliari c'è la Lazio, con 10, mentre Atalanta e Juventus si fermano a 14.
E il rendimento? Non c'è storia: i migliori sono proprio i nuovi acquisti della capolista a sorpresa del campionato: 41 presenze totali, 39 delle quali valutate, per i vari De Sanctis, Benatia, Maicon, Strootman, Borriello, Gervinho e Ljajic e una media voto complessiva (6,590) insidiata solo dai 3 neo-juventini (Ogbonna, Llorente e Tevez), col loro 6,545 in 14 presenze (11 con pagella a corredo). E al terzo posto si piazza il Napoli: 8 giocatori, 35 presenze (31 con voto), media 6,395. Sorpresi? Neanche noi: si tratta delle 3 squadre in fuga anche nella classifica reale, normale che i loro nuovi acquisti abbiano ottenuto i voti migliori. Ma infatti non è questo il dato che più ci interessa.
Quello che vogliamo capire qui è quanto stiano incidendo i nuovi rispetto ai vecchi, ossia chi abbia ottenuto dal mercato la spinta più consistente per fare il salto di qualità. La Roma, per esempio, domina anche con i giocatori confermati. Gli 11 giocatori già presenti l'anno scorso (57 presenze, 51 con voto) combinano per un 6,569 che, seppur leggermente inferiore al 6,590 dei nuovi, sbaraglia il campo nel confronto con i giocatori rimasti nelle altre squadre. La differenza rispetto ai 13 "vecchi" del Napoli (6,233) è abissale e al terzo posto si piazzano i confermati dell'Inter (quelli che fino a qualche mese fa non andavano neanche a spingerli, ricordate?) col loro 6,167 costruito da 13 giocatori anche qui.
E la Juve? Ecco la prima notizia interessante: i confermati bianconeri sono solo sesti con una media (6,102) tutt'altro che entusiasmante. Sindrome da pancia piena? Chissà. Sta di fatto che, a dar retta alle medie voto, a tirare la carretta in queste prime partite sono stati proprio i nuovi. Ossia, di fatto, il solo Tevez, visto il limitato impiego di Ogbonna e Llorente. Nessuna squadra presenta un differenziale di rendimento tra vecchi e nuovi, in favore di questi ultimi, superiore ai campioni d'Italia (+0,443). Gli acquisti estivi del Genoa si piazzano al secondo posto con un +0,232 rispetto ai confermati, mentre al terzo posto troviamo quelli del Napoli (+0,162). La Roma(+0,021) è soltanto ottava, presentando come detto una media simile tra vecchi e nuovi, a riprova di come forse, più che il mercato, sia stato proprio l'effetto rigenerante del nuovo tecnico a imprimere il marchio della svolta.
A parte il Cagliari (Ibraimi ha la media del 5,500, inferiore di 0,445 a quella del resto della squadra, ma un solo giocatore non fa molto testo), chi è stato fin qui zavorrato proprio dal mercato è il Chievo. I nuovi giocatori schierati fin qui da Sannino sono ben 10 (Bernardini, Claiton, Acosty, Bentivoglio, Estigarribia, Improta, Lazarevic, Radovanovic, Sestu e Ardemagni). E, anche se tutti insieme sommano solo 33 presenze (31 con voto), contro le 65 (62) del resto della squadra, la loro media (5,492) è la peggiore in assoluto della serie A, nonché inferiore di ben 0,274 punti a quella dei gialloblù ereditati dalla gestione Corini. Questi ultimi, per intenderci, non staranno entusiasmando a loro volta, ma con un 5,766 si lasciano comunque alle spalle i confermati di altre 5 squadre (Sampdoria, Genoa, Sassuolo, Milan e Bologna, ultimo con 5,500). Impatto non entusiasmante, però, anche per i nuovi giocatori di Atalanta e Lazio (-0,252 rispetto ai vecchi) e del Catania (-0,227).