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I nuovi stranieri

Chanturia raccoglie l’eredità di Iturbe

Dopo la sontuosa intuizione dell’anno scorso, il Verona accoglie un’altra ala di grande talento condito da qualche intemperanza di troppo: il “Messi di Georgia”

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GIORGI CHANTURIA
Nazionalità: georgiana
Nato: a Tbilisi l’11 aprile 1993
Altezza: 181 cm x 73 kg
Ruolo: attaccante
Squadra: Verona
Provenienza: Cluj
Se c’è una legge non scritta quasi sempre valida nel calcio è: diffidare sempre dei “qualcuno di qualche posto”. Si fa presto, soprattutto nei paesi calcisticamente di secondo piano, ad appiccicare etichette altisonanti non appena un giovane mostra qualità superiori alla media nazionale. Troppo presto. Il più delle volte questi crack annunciati finiscono nell’oblio al primo contatto con un calcio di livello nettamente superiore al loro e quelle etichette strappano un sorriso. Anni fa sbarcò in Italia il “Messi di Romania”, Gabriel Torje, acquistato dall’Udinese. Non lasciò praticamente traccia di sé nel nostro campionato e ora gioca in Turchia, nel Konyaspor. Adesso ci riprova il Verona, con il “Messi di Georgia”. Con la differenza che Giorgi Chanturia qualcosa in comune con la Pulce almeno ce l’ha davvero: l’esperienza nelle giovanili del Barcellona, seppur solo in prestito dal Saburtalo, il club dei suoi esordi. Furono proprio gli 11 gol realizzati con la Juvenil B blaugrana ad attirare su di lui le attenzioni del Chelsea, che però si scontrò con la rigida regolamentazione britannica sul permesso di lavoro. Così Chanturia finì al Vitesse, in Olanda, e giocò 28 partite in Eredivisie, segnando 4 gol, ad appena 18 anni. Storia di 3 stagioni fa, quando sembrava davvero sul punto di spiccare il volo. E del resto a vederlo toccare la palla con il mancino si resta davvero impressionati: la sensibilità di piede è eccezionale, così come la capacità di dribblare nello stretto, partendo dalla sua posizione naturale di ala destra. Lo è anche la sua tendenza ad innamorarsi della giocata personale, a dire il vero, ma questo è un difetto su cui si può lavorare. Un po’ più complicato potrebbe rivelarsi calmarne i bollenti spiriti, che spesso lo tradiscono: due anni fa, ad esempio, si beccò 8 turni di squalifica per un violento alterco in campo con l’Alania, in Russia. Lì lo aveva spedito in prestito il Vitesse, che l’anno scorso lo ha poi ceduto a titolo definitivo al Cluj, in Romania. Due stagioni buttate, in parte per colpa sua, in parte per un brutto infortunio al ginocchio. Pochi 3 anni fa avrebbero immaginato di portarselo a casa per un milione, ma è proprio quello che è riuscito a fare il Verona, a testimonianza di quante incognite presenti questo ragazzo a margine delle sue indiscusse qualità tecniche. Però, aspettate un momento: non si diceva più o meno lo stesso di un altro straniero approdato in Italia l’anno scorso? Stesso ruolo, stessa squadra… Ah già, Juan Manuel Iturbe.
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