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Decisioni FFC

Cinque assist, "doppietta" del Parma

Galloppa e Massimo Coda ottengono il +1 come Pogba, Florenzi e Perotti, il cui colpo di testa non è un evidente tiro in porta. I gol del Chievo casi "di scuola"

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Ecco gli assist ufficiali della FFC per la terza giornata di campionato. Sono solo 5:
Pogba
Galloppa
M. Coda
Perotti
Florenzi
Vale la pena di dare un’occhiata ai casi meno evidenti. Tra gli assist assegnati, l’unico che può far discutere è quello di Perotti per Pinilla. Passaggio volontario o tiro in porta mal riuscito? Ricordiamo che, secondo le nostre regole, perché ci sia assist non serve la certezza della volontarietà dello stesso ma è sufficiente la non certezza del contrario. Solo in caso di palese intenzione di tiro in porta, insomma, il +1 non scatta. E non è neppure necessario che il ricevitore individuato dall’assist-man sia effettivamente quello che riceve la palla e segna (altrimenti nessun cross potrebbe essere considerato assist). Ci sono dei casi, però, in cui il ricevitore designato manca il pallone o lo lascia sfilare volontariamente (ad esempio con un velo), favorendo così, consapevolmente o meno, un compagno piazzato alle sue spalle. In situazioni del genere l’assist non viene assegnato. E’ il caso di Lazarevic e del suo traversone che, mancato da Birsa, viene trasformato in gol da Izco. Lazarevic avrebbe ottenuto l’assist solo se il suo pallone fosse stato chiaramente irricevibile da Birsa (perché impreciso, almeno per lui), ma non è questo il caso.
Tra gli altri assist mancati segnaliamo quello di Massimo Coda per il primo dei due gol di Cassano, che evita Dainelli prima di calciare a rete, così come per lo stesso motivo non può essere considarato assist il passaggio di Mati Fernandez per Kurtic. Il tocco di Gervinho per Florenzi è un evidente rimpallo, mentre quello di Osvaldo per Kovacic è chiaramente deviato. Infine, niente +1 neppure in occasione del gol di Paloschi, e qui è il caso di approfondire. Sull’angolo, Maxi Lopez manca un colpo di tacco e la palla carambola casualmente sul petto di Cofie, smarcando l’attaccante sotto porta. Manca palesemente, insomma, il requisito della volontarietà. Ben inteso: volontarietà del tocco, non del passaggio al compagno. Un pallone prolungato alla cieca verso il secondo palo, ad esempio, sarebbe stato considerato assist pur non potendo Cofie vedere chi c’era alle sue spalle perché, ripetiamo, in presenza di un tocco volontario, solo se questo si configura come un evidente tiro in porta vengono meno i requisiti dell’assist. Ma qui si tratta, appunto, di un rimpallo fortuito.
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