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Il Fantacommento

Milan ad altezza Juve? Ripassare...

Troppo evidente il divario tecnico dai campioni, soprattutto a centrocampo: rossoneri rimandati. Si inceppa l'Inter, crolla il Napoli, regge solo la Roma. E Cassano scrive "+6"

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No, non ci siamo ancora. E non ci andiamo nemmeno vicini. Se la sfida alla Juve doveva essere un esame per il Milan di Pippo Inzaghi, un test per comprendere di quanto si fosse realmente ridotto il gap nei confronti dei dominatori delle ultime stagioni, l’allievo si è visto consegnare dal docente il libretto con la classica frase: “ripassi al prossimo appello”. Il problema, sintetizzando all’estremo, è che puoi avere tutto l’entuasiasmo che vuoi, tutta l’attenzione tattica che vuoi, tutta la “voglia” che vuoi, per usare un termine caro al mister rossonero, ma quando a centrocampo il terzetto Poli-De Jong-Muntari deve contrapporsi a Pereyra (e poi Vidal), Marchisio e Pogba, semplicemente… non si gioca. Le differenze tecniche si possono colmare con altre armi, ma solo entro certi limiti. Pogba ha sonnecchiato per 70’ buoni, ma ve lo immaginate uno dei tre centrocampisti rossoneri estrarre dal cilindro una giocata come quella che ha mandato in porta Tevez? Alla fine, per quanto ci si sforzi di complicarlo, il calcio resta un gioco semplice: se hai Pogba e Tevez fai quella giocata e vinci la partita, se non li hai ti accontenti di una pacca sulla spalla. Attorno puoi metterci tutta la mostarda che hai, la sostanza resta quella.
Juve superiore, dunque, e dolce rivincita per Allegri a San Siro contro il cordialissimo nemico SuperPippo. Che almeno, però, si è inchinato ai migliori. C’è chi sta peggio. Mazzarri, ad esempio, che a Palermo riscuote la conferma della crescita di Kovacic ma lascia altri due punti sul campo di una “piccola”. Per non parlare di Benitez, che si inventa una trequarti naïf (Zuñiga, Michu e Insigne al posto di Callejon, Hamsik e Mertens) e fa debuttare a centrocampo la strana coppia Gargano-David Lopez, finendo per incassare a Udine la seconda sconfitta di fila in campionato. Insomma, all’altezza dei campioni, anche quest’anno, sembrano esserci solo i vicecampioni: una Roma bella ma anche pratica, che non si danna troppo l’anima risparmiando energie senza infierire sull’ex Zeman dopo le precoci stoccate di Destro e Florenzi.
Non granché il bottino realizzativo: appena 18 gol, compresi i due di Cassano (unico marcatore multiplo di giornata), che contribuiscono a regalare i primi 3 punti al Parma, sul campo del Chievo. Prima vittoria e primo gol anche per la Fiorentina, che a Bergamo ringrazia uno dei 5 subentranti a segno in questo terzo turno. Oltre a Paloschi e alla sorpresa Massimo Coda, infatti, trovano il bersaglio Pinilla, che consegna al Genoa la settima vittoria consecutiva sulla Lazio al termine di un match dominato dai biancocelesti, e Ionita, primo moldavo di sempre a segnare in serie A. Suo il guizzo che consente al Verona (ora terzo) di aprire la crisi del Torino, a secco di gol su azione da 6 partite in tutte le competizioni e incapace, in campionato, di trovare il bersaglio neppure su rigore: dopo Larrondo con l’Inter, tocca ad El Kaddouri esaltare il portiere avversario (Rafael). Salgono così a 4 gli errori complessivi dal dischetto, su 9 tentativi, in questo avvio di stagione. E domani già si torna in campo, per il primo turno infrasettimanale della stagione (formazioni entro le 20.15).
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