Ho avuto la fortuna di partecipare a questa gloriosa competizione per due anni con la maglia dell'Inter, società che mi ha cresciuto sotto ogni punto di vista ed ancora oggi ho ricordi molto belli di questa esperienza.
Credo che anche per i ragazzi di oggi sarà un'esperienza molto bella e formativa. Potersi confrontare con coetanei provenienti da paesi di tutto il mondo ritengo sia formativo non solamente per quel che concerne l'aspetto calcistico. In ballo ci sarà il loro presente, il loro futuro e per alcuni una gloriosa carriera. I giocatori andremo a scoprirli di partita in partita. Il mio personale interesse è rivolto anche agli allenatori. Si sfideranno scuole calcistiche diverse per metodologia e per culture. Nel calcio moderno parlare di sistemi di gioco e accostarli in modo rigido a una squadra è ormai diventato riduttivo. Moduli e organizzazioni tattiche sono
soggetti a continui mutamenti che rispondono a logiche di flessibilità e adattabilità sempre più legate alla situazione e al tipo di gara che si intende disputare.
Ricordando l'importanza dello stato fisico momentaneo della squadra. Inoltre l'imprevedibilità di alcuni elementi può rompere qualsiasi strategia preparata a tavolino. Pertanto è si necessario studiare gli accorgimenti migliori per mettere in difficoltà l'avversario, ma credo che siano le abilità tecniche individuali, frutto del bagaglio di ciascun giocatore a fare la differenza. Il calcio è cambiato, oggi non basta più vincere, bisogna vincere cercando di giocare bene. In pochi, anche ad altissimo livello usano sempre la stessa organizzazione tattica. Bisogna mettere i giocatori nelle migliori condizioni per poter far bene. La percezione che ho avuto parlando con diversi allenatori è che il calcio italiano stia cambiando, alla ricerca di una nuova identità. Il sistema Barcellona negli ultimi anni ha scardinato molte certezze e partendo da quell'idea mi pare si stia cercando una sintesi compatibile con la nostra tradizione e cultura calcistica, provare a giocare a calcio, provare a giocare meglio.
Credo che anche per i ragazzi di oggi sarà un'esperienza molto bella e formativa. Potersi confrontare con coetanei provenienti da paesi di tutto il mondo ritengo sia formativo non solamente per quel che concerne l'aspetto calcistico. In ballo ci sarà il loro presente, il loro futuro e per alcuni una gloriosa carriera. I giocatori andremo a scoprirli di partita in partita. Il mio personale interesse è rivolto anche agli allenatori. Si sfideranno scuole calcistiche diverse per metodologia e per culture. Nel calcio moderno parlare di sistemi di gioco e accostarli in modo rigido a una squadra è ormai diventato riduttivo. Moduli e organizzazioni tattiche sono
soggetti a continui mutamenti che rispondono a logiche di flessibilità e adattabilità sempre più legate alla situazione e al tipo di gara che si intende disputare.
Ricordando l'importanza dello stato fisico momentaneo della squadra. Inoltre l'imprevedibilità di alcuni elementi può rompere qualsiasi strategia preparata a tavolino. Pertanto è si necessario studiare gli accorgimenti migliori per mettere in difficoltà l'avversario, ma credo che siano le abilità tecniche individuali, frutto del bagaglio di ciascun giocatore a fare la differenza. Il calcio è cambiato, oggi non basta più vincere, bisogna vincere cercando di giocare bene. In pochi, anche ad altissimo livello usano sempre la stessa organizzazione tattica. Bisogna mettere i giocatori nelle migliori condizioni per poter far bene. La percezione che ho avuto parlando con diversi allenatori è che il calcio italiano stia cambiando, alla ricerca di una nuova identità. Il sistema Barcellona negli ultimi anni ha scardinato molte certezze e partendo da quell'idea mi pare si stia cercando una sintesi compatibile con la nostra tradizione e cultura calcistica, provare a giocare a calcio, provare a giocare meglio.