GORLA MINORE (VARESE) - Ci sono i pulcini dell'Inter, del Monza, della Pro Patria e dell'A. C. Gorla Minore. No, non è una barzelletta ma è facile riconoscere l'intruso: i gialloblù padroni di casa in mezzo a squadre professionistiche. Domenica 16 febbraio si è tenuto nel paesino della Valle Olona, geograficamente situato a metà strada tra Varese e Milano (Malpensa è a 15 minuti così come Milanello e Appiano Gentile), un torneo di calcio solidale.
NIENTE INTRUSI - Il Gorla non è intruso: dovete leggete "Barça" invece di Gorla! Suonano simili, ma soprattutto hanno una peculiarità che li accomuna: l'avere uno sponsor benefico sulle maglie. Li accomunava, anzi. Ricordate l'orgoglio catalano del Barcellona che non si "sporcava" la maglia blaugrana con uno sponsor ma vantava il logo dell'Unicef? (Poi sono arrivati i soldi degli emiri, ma fingiamo di dimenticarcene). Il piccolo Gorla Minore fa lo stesso: non c'è l'Unicef sulle maglie, ma "La Nostra Famiglia", un Ente Ecclesiastico che svolge attività onlus di assistenza sanitaria, istruzione e formazione finalizzate a soggetti disabili in età evolutiva.
ALLA ROVESCIA - Avete presente l'insegnamento che si può dare a un bambino quando sa di giocare per far del bene ad altri bambini un po' meno fortunati? Non è retorica, è la splendida lezione che si apprende assistendo a questo torneo. Perché il calcio è anche questa roba qui: una serie di eventi, ben scanditi nel calendario, con finalità di aggregazione sociale, di svago ludico e di insegnamento. Sì, nel calcio c'è la vita in tutti i suoi aspetti. "Ottimi in campo, campioni nella vita" è il nome del torneo organizzato a Gorla dalla nuova gestione della società di Roberto Pagani e del suo vice Renato Morandi (che anche se non li nominassi non si dispiacerebbero) e la sensazione è di essere di fronte davvero a un ribaltamento totale: fare del bene prima, poi insegnamento motorio, poi tecnico, poi anche tattico, infine i risultati. Che bello! Avere uno sponsor che non ti dà i soldi ma a cui li dai! Arrivare al campetto come giornalista e non chiedere l'ingresso omaggio ma essere contento di pagare. Le rivoluzioni culturali partono dal basso, partono da qui.
GENERAZIONE TRAP - Partono da persone illuminate, gente di una vecchia generazione di sportivi che ci parli 5 minuti e ti conquistano. Non hai mai visto il Trap dal vivo ma ti sembra di vedere un suo gemello parlando con Angelo Pereni, il deus ex machina di questa "primavera gorlese". Pereni è il gorlese più famoso, quello che ha sfondato nel calcio: tra gli anni '60 e '70 ha giocato tante stagioni in serie A e B. Poi è diventato allenatore: è stato secondo di Burgnich, di Ottavio Bianchi, di Mondonico, di Tabarez e persino dell'attuale ct Cesare Prandelli (ai tempi di Lecce). Ultimamente ha lavorato per la nazionale albanese con De Biasi. Un paio d'anni fa, Pereni suggerisce questo deciso cambiamento di rotta alla società gorlese: cambiamo completamente filosofia, portiamo tecnici preparati a livello atletico e tecnico, ma sotto a tutto questo ci vuole un sostrato culturale. Da lì la partnership con "La Nostra Famiglia", da lì l'affidamento di una squadra di bimbi all'allenatore della Prima Squadra di Terza Categoria che magicamente smette di bestemmiare, da lì una nuova immagine societaria che porta tanti nuovi contatti e la possibilità di devolvere delle buone somme per la causa de "La Nostra Famiglia". Pereni ci dice: "Però è dura, vedo possibilità di cambiamento solo qui nel piccolo. In alto è quasi tutto marcio. Beh con una classe dirigente così dove vuoi andare? Ma quanti anni ha la gente che gestisce il calcio? E' grave se un tentativo di cambiamento deve venire da me che c'ho 70 anni". Brividi. Troppi stranieri, giri di soldi, mancanza di cultura sportiva. Dai, però ripartiamo. C'è una Giovane Italia che, partendo dal calcio, vuole cambiare. Forse è un sogno, ma sognare a volte incanta: ci sono domeniche in cui vai al palazzetto di Gorla Minore e sembra di essere al Camp Nou...
NIENTE INTRUSI - Il Gorla non è intruso: dovete leggete "Barça" invece di Gorla! Suonano simili, ma soprattutto hanno una peculiarità che li accomuna: l'avere uno sponsor benefico sulle maglie. Li accomunava, anzi. Ricordate l'orgoglio catalano del Barcellona che non si "sporcava" la maglia blaugrana con uno sponsor ma vantava il logo dell'Unicef? (Poi sono arrivati i soldi degli emiri, ma fingiamo di dimenticarcene). Il piccolo Gorla Minore fa lo stesso: non c'è l'Unicef sulle maglie, ma "La Nostra Famiglia", un Ente Ecclesiastico che svolge attività onlus di assistenza sanitaria, istruzione e formazione finalizzate a soggetti disabili in età evolutiva.
ALLA ROVESCIA - Avete presente l'insegnamento che si può dare a un bambino quando sa di giocare per far del bene ad altri bambini un po' meno fortunati? Non è retorica, è la splendida lezione che si apprende assistendo a questo torneo. Perché il calcio è anche questa roba qui: una serie di eventi, ben scanditi nel calendario, con finalità di aggregazione sociale, di svago ludico e di insegnamento. Sì, nel calcio c'è la vita in tutti i suoi aspetti. "Ottimi in campo, campioni nella vita" è il nome del torneo organizzato a Gorla dalla nuova gestione della società di Roberto Pagani e del suo vice Renato Morandi (che anche se non li nominassi non si dispiacerebbero) e la sensazione è di essere di fronte davvero a un ribaltamento totale: fare del bene prima, poi insegnamento motorio, poi tecnico, poi anche tattico, infine i risultati. Che bello! Avere uno sponsor che non ti dà i soldi ma a cui li dai! Arrivare al campetto come giornalista e non chiedere l'ingresso omaggio ma essere contento di pagare. Le rivoluzioni culturali partono dal basso, partono da qui.
GENERAZIONE TRAP - Partono da persone illuminate, gente di una vecchia generazione di sportivi che ci parli 5 minuti e ti conquistano. Non hai mai visto il Trap dal vivo ma ti sembra di vedere un suo gemello parlando con Angelo Pereni, il deus ex machina di questa "primavera gorlese". Pereni è il gorlese più famoso, quello che ha sfondato nel calcio: tra gli anni '60 e '70 ha giocato tante stagioni in serie A e B. Poi è diventato allenatore: è stato secondo di Burgnich, di Ottavio Bianchi, di Mondonico, di Tabarez e persino dell'attuale ct Cesare Prandelli (ai tempi di Lecce). Ultimamente ha lavorato per la nazionale albanese con De Biasi. Un paio d'anni fa, Pereni suggerisce questo deciso cambiamento di rotta alla società gorlese: cambiamo completamente filosofia, portiamo tecnici preparati a livello atletico e tecnico, ma sotto a tutto questo ci vuole un sostrato culturale. Da lì la partnership con "La Nostra Famiglia", da lì l'affidamento di una squadra di bimbi all'allenatore della Prima Squadra di Terza Categoria che magicamente smette di bestemmiare, da lì una nuova immagine societaria che porta tanti nuovi contatti e la possibilità di devolvere delle buone somme per la causa de "La Nostra Famiglia". Pereni ci dice: "Però è dura, vedo possibilità di cambiamento solo qui nel piccolo. In alto è quasi tutto marcio. Beh con una classe dirigente così dove vuoi andare? Ma quanti anni ha la gente che gestisce il calcio? E' grave se un tentativo di cambiamento deve venire da me che c'ho 70 anni". Brividi. Troppi stranieri, giri di soldi, mancanza di cultura sportiva. Dai, però ripartiamo. C'è una Giovane Italia che, partendo dal calcio, vuole cambiare. Forse è un sogno, ma sognare a volte incanta: ci sono domeniche in cui vai al palazzetto di Gorla Minore e sembra di essere al Camp Nou...