Costa Rica... PURA VIDA!
... così veniamo accolti appena arrivati all'aeroporto di San Josè.
"Pura Vida" è il motto che si usa da queste parti per augurare felicità e salute! Noi non ci pensiamo due volte e ricambiamo il saluto con foto, autografi e sorrisi! Sono così i Costaricani, solari e pieni di entusiasmo, pacifici e allegri, malgrado nel paese non è tutto rose e fiori (quelli non mancano davvero!) come si crede.
Poster, cartelloni stradali, bandiere, striscioni, pullman, tutto a San Josè parla di FIFA World Cup, con una punta di orgoglio capiamo di aver fatto veramente qualcosa d'importante per noi stessi, per le nostre ragazze e per tutto il calcio giovanile italiano.
Ritorniamo con i piedi a terra quando scopriamo che le valige del fisioterapista e di una giocatrice sono rimaste a Fiumicino, arriveranno il giorno dopo... tutto il mondo è paese!
Per fortuna alle ragazze ricordiamo di portare tra i bagagli a mano sempre i scarpini, gli attrezzi di lavoro! L'albergo scelto dall'organizzazione ospita oltre alla nostra nutrita delegazione, composta da 21 giocatrici e 13 persone di staff, quelle del Costa Rica, Zambia e Venezuela. Questo è l'aspetto che preferisco, condividere con le squadre avversarie spazi, tempi e momenti liberi per interagire, capire, confrontarsi con stili e culture diverse. Peccato che gli amici spagnoli con cui da anni abbiamo uno splendido rapporto alloggiano in un'altra struttura, con loro è un piacere scambiare opinioni tattiche... alla faccia dei beceri retaggi culturali del calcio dei grandi.
Borse a tracolla affrontiamo il traffico infernale della capitale Costaricense, a confronto il GRA nelle ore punta è "strada a scorrimento veloce"...15km in un ora, questo ci tocca per arrivare nella residenza dell'ambasciatore italiano dove per l'occasione è stato organizzato un cocktail di benvenuto. Troviamo ad aspettarci molte persone, fieri della nostra presenza e fiduciosi sul nostro cammino. In questi momenti capisci quanto la maglia Azzurra sia amata nel mondo... non si giudica la prestazione, si tifa incondizionatamente per il proprio paese.
Finalmente si accendono i riflettori sul campo di gioco, lo Stadio Nacional di San Josè ("regalato" dalla Repubblica Cinese a quella Costaricana come gesto di gemellaggio politico-finanziario) è stato inaugurato due anni fa. Somiglia ad un astronave con i suoi 35.000 posti ben distribuiti... per l'occasione si registra il pienone tra giochi di luci, musica e colori. Le ragazze sono schierate vicino alle coetanee zambesi, nei loro occhi lucidi si legge l'emozione del momento e la felicità per aver raggiunto un traguardo storico, partecipare a un Campionato del Mondo.
Trattengo il respiro, le prime note dell'inno di Mameli riempiono l'atmosfera surreale del Nacional, ci stringiamo in un abbraccio con lo staff per farci coraggio ma per la prima volta in 10 anni di panchina Azzurra non riesco a cantare le ultime strofe... l'emozione mi toglie il fiato, alzo lo sguardo al cielo, sorrido. La mia stella è sempre li, più scintillante che mai, le danze possono iniziare, sotto a chi tocca!
Battiamo lo Zambia e il Costa Rica. Il Venezuela ci sorprende ma siamo ugualmente ai quarti col Ghana. A giovedì, quando il gioco si fa veramente duro. E le mie ragazze, come James Belushi, sono pronte a fare la storia. Non a parole. Coi fatti.
Enrico Maria Sbardella (allenatore Naz Italiana Under 17)
... così veniamo accolti appena arrivati all'aeroporto di San Josè.
"Pura Vida" è il motto che si usa da queste parti per augurare felicità e salute! Noi non ci pensiamo due volte e ricambiamo il saluto con foto, autografi e sorrisi! Sono così i Costaricani, solari e pieni di entusiasmo, pacifici e allegri, malgrado nel paese non è tutto rose e fiori (quelli non mancano davvero!) come si crede.
Poster, cartelloni stradali, bandiere, striscioni, pullman, tutto a San Josè parla di FIFA World Cup, con una punta di orgoglio capiamo di aver fatto veramente qualcosa d'importante per noi stessi, per le nostre ragazze e per tutto il calcio giovanile italiano.
Ritorniamo con i piedi a terra quando scopriamo che le valige del fisioterapista e di una giocatrice sono rimaste a Fiumicino, arriveranno il giorno dopo... tutto il mondo è paese!
Per fortuna alle ragazze ricordiamo di portare tra i bagagli a mano sempre i scarpini, gli attrezzi di lavoro! L'albergo scelto dall'organizzazione ospita oltre alla nostra nutrita delegazione, composta da 21 giocatrici e 13 persone di staff, quelle del Costa Rica, Zambia e Venezuela. Questo è l'aspetto che preferisco, condividere con le squadre avversarie spazi, tempi e momenti liberi per interagire, capire, confrontarsi con stili e culture diverse. Peccato che gli amici spagnoli con cui da anni abbiamo uno splendido rapporto alloggiano in un'altra struttura, con loro è un piacere scambiare opinioni tattiche... alla faccia dei beceri retaggi culturali del calcio dei grandi.
Borse a tracolla affrontiamo il traffico infernale della capitale Costaricense, a confronto il GRA nelle ore punta è "strada a scorrimento veloce"...15km in un ora, questo ci tocca per arrivare nella residenza dell'ambasciatore italiano dove per l'occasione è stato organizzato un cocktail di benvenuto. Troviamo ad aspettarci molte persone, fieri della nostra presenza e fiduciosi sul nostro cammino. In questi momenti capisci quanto la maglia Azzurra sia amata nel mondo... non si giudica la prestazione, si tifa incondizionatamente per il proprio paese.
Finalmente si accendono i riflettori sul campo di gioco, lo Stadio Nacional di San Josè ("regalato" dalla Repubblica Cinese a quella Costaricana come gesto di gemellaggio politico-finanziario) è stato inaugurato due anni fa. Somiglia ad un astronave con i suoi 35.000 posti ben distribuiti... per l'occasione si registra il pienone tra giochi di luci, musica e colori. Le ragazze sono schierate vicino alle coetanee zambesi, nei loro occhi lucidi si legge l'emozione del momento e la felicità per aver raggiunto un traguardo storico, partecipare a un Campionato del Mondo.
Trattengo il respiro, le prime note dell'inno di Mameli riempiono l'atmosfera surreale del Nacional, ci stringiamo in un abbraccio con lo staff per farci coraggio ma per la prima volta in 10 anni di panchina Azzurra non riesco a cantare le ultime strofe... l'emozione mi toglie il fiato, alzo lo sguardo al cielo, sorrido. La mia stella è sempre li, più scintillante che mai, le danze possono iniziare, sotto a chi tocca!
Battiamo lo Zambia e il Costa Rica. Il Venezuela ci sorprende ma siamo ugualmente ai quarti col Ghana. A giovedì, quando il gioco si fa veramente duro. E le mie ragazze, come James Belushi, sono pronte a fare la storia. Non a parole. Coi fatti.
Enrico Maria Sbardella (allenatore Naz Italiana Under 17)