ROMA - E tre. A Gabriele Gravina e Paolo Marcheschi si è aggiunto oggi Raffaele "Lello" Pagnozzi che si è fatto ufficialmente avanti per le elezioni alla presidenza della Lega Pro, dopo 18 anni di Macalli e un commissariamento pieno zeppo di polemiche. L'ex segretario generale del Coni (che è stato anche commissario della Figc nel 1996 e comosce bene quel mondo) ha spiegato: "Non nasco come un candidato 'contro' ma un candidato 'Pro' nel vero senso della parola". Le elezioni del presidente della Lega Pro sono previste il prossimo 22 dicembre a Firenze. "Fin dall'inizio - ha aggiunto Pagnozzi - ho precisato che ci poteva essere la mia disponibilità solo in funzione del recupero dell'unità di intenti della Lega e del superamento della litigiosità in atto. Per realizzare, in sostanza, nei 12 mesi che ci separano dalla scadenza di tutte le cariche sportive, le cose che servono per risolvere il maggior numero possibile dei tanti problemi dei club di Lega Pro. Dunque, non sono il candidato nè di Tizio nè di Caio poiché ho fatto verifiche a vari livelli e ho ricevuto inviti da tanti presidenti di società: con molti ho parlato e continuerò a parlare nei prossimi giorni, solo questo mi ha convinto a scendere in campo per autentico spirito di servizio".
Pagnozzi è un nome importante: ha parlato con Malagò che lo ha battuto per la presidenza del Coni ma lo stima molto. La candidatura di Lello piace a Carlo Tavecchio che teme soprattutto Gravina. Claudio Lotito si sta dando da fare (conoscendo molto bene la Lega Pro come si è visto anche dalla telefonata di Iodice) per portargli più consensi possibili. Lo stesso Franco Carraro è un antico estimatore di Pagnozzi, ora segretario generale dei comitati olimpici europei. La Figc è preoccupata, la Lega Pro vale il 17% dei voti per la elezione del presidente federale: il timore che in caso di successo di Gravina possano cambiare gli assetti e che le rielezioni di Tavecchio si possano fare più complicate. Ma anche Marcheschi, aiutato da Francesco Ghirelli, si sta dando molto da fare: smentito però che ci sia stato un interessamento diretto di Palazzo Chigi, anche se indubbiamente il manager e allenatore fiorentino è stimato dal sottosegretario Luca Lotti. Gravina lunedì presenterà il suo programma, 140 pagine: al momento pare il favorito.
Pagnozzi è un nome importante: ha parlato con Malagò che lo ha battuto per la presidenza del Coni ma lo stima molto. La candidatura di Lello piace a Carlo Tavecchio che teme soprattutto Gravina. Claudio Lotito si sta dando da fare (conoscendo molto bene la Lega Pro come si è visto anche dalla telefonata di Iodice) per portargli più consensi possibili. Lo stesso Franco Carraro è un antico estimatore di Pagnozzi, ora segretario generale dei comitati olimpici europei. La Figc è preoccupata, la Lega Pro vale il 17% dei voti per la elezione del presidente federale: il timore che in caso di successo di Gravina possano cambiare gli assetti e che le rielezioni di Tavecchio si possano fare più complicate. Ma anche Marcheschi, aiutato da Francesco Ghirelli, si sta dando molto da fare: smentito però che ci sia stato un interessamento diretto di Palazzo Chigi, anche se indubbiamente il manager e allenatore fiorentino è stimato dal sottosegretario Luca Lotti. Gravina lunedì presenterà il suo programma, 140 pagine: al momento pare il favorito.