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Serie C, la protesta dei medici: "Protocolli per la ripresa irricevibili"

Giuseppe Stillo, medico del Catanzaro: "Mancano i tamponi, ma in generale non ci sono spazi e condizioni per tornare in campo"
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Giuseppe Stillo, medico dell'Us Catanzaro, gli staff sanitari delle 60 squadre della serie C si sentono sballottati nella crisi?
"Purtroppo sì. Noi medici del girone C abbiamo una chat e siamo in contatto con i colleghi dei gironi A e B. Le nostre posizioni le ha spiegate il professor Enrico Castellacci, presidente della Lamica, l'associazione dei medici di calcio italiani. I protocolli sanitari per la ripresa degli allenamenti nei campionati professionistici, per quanto riguarda la Lega Pro, sono irrealizzabili. Quando ci saranno le condizioni, vorremmo un incontro con Figc e Lega Pro, per puntualizzare un problema evidente".

Il fatto che vi abbiano ignorato?
"Certo. Ci siamo visti realizzare un protocollo che non abbiamo ricevuto, se non magari in via indiretta. A me, ad esempio, lo ha mandato il presidente della mia società. Questo protocollo non lo possiamo modificare, malgrado sia chiaro che un medico di serie C non può chiudersi per t…
Giuseppe Stillo, medico dell'Us Catanzaro, gli staff sanitari delle 60 squadre della serie C si sentono sballottati nella crisi?
"Purtroppo sì. Noi medici del girone C abbiamo una chat e siamo in contatto con i colleghi dei gironi A e B. Le nostre posizioni le ha spiegate il professor Enrico Castellacci, presidente della Lamica, l'associazione dei medici di calcio italiani. I protocolli sanitari per la ripresa degli allenamenti nei campionati professionistici, per quanto riguarda la Lega Pro, sono irrealizzabili. Quando ci saranno le condizioni, vorremmo un incontro con Figc e Lega Pro, per puntualizzare un problema evidente".

Il fatto che vi abbiano ignorato?
"Certo. Ci siamo visti realizzare un protocollo che non abbiamo ricevuto, se non magari in via indiretta. A me, ad esempio, lo ha mandato il presidente della mia società. Questo protocollo non lo possiamo modificare, malgrado sia chiaro che un medico di serie C non può chiudersi per tre settimane in una struttura blindata col gruppo squadra. Per due ragioni: perché un club di C non può disporre di un centro sportivo con annessa foresteria, come Juventus, Inter o Milan, e perché, se anche ne disponesse, un medico di Lega Pro ha un'altra attività professionale".

Incompatibile col ritiro prolungato.
"Esatto. Molti tra noi non vivono certo dell'attività di medico sociale. A volte non sono nemmeno pagati, lo fanno per amicizia o per mettersi in gioco. Non possono chiudersi per tre settimane in ritiro, lasciando famiglia e lavoro. Il protocollo, per la serie C, è irrealizzabile. Parlandone col medico del Novara, Fabio Francese, abbiamo convenuto sull'opportunità di un nostro documento, da affidare eventualmente alla nostra associazione di medici del calcio, per rappresentare a livello nazionale le nostre esigenze, che poi sono anche quelle delle nostre società. Per quanto mi riguarda, avevo fatto acquistare dal mio presidente i test sierologici ancora prima che venissero validati dal governo".

Il protocollo prevede anche i tamponi.
"Infatti. Ma in Calabria abbiamo già difficoltà a trovare i tamponi per le persone sintomatiche al Covid 19, figuriamoci se si possono trovare per farli, ogni quattro giorni, ai trenta componenti del gruppo squadra. E poi, riassumendo col mio esempio: io sto col Catanzaro squadra fino a una certa ora, poi vado a casa o in studio e poi ritorno dalla squadra: ogni volta dovrei rifarmi il tampone".

Comunque la serie C, ha dichiarato il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, non può proseguire la stagione.
"Presenteremo il nostro documento nel caso in cui Ghirelli e i presidenti della serie C, obtorto collo, dovessero accettare la ripresa. Resta il fatto che siamo stati scavalcati. Leggo che, nella commissione tecnico scientifica della Figc, la Lega Pro è rappresentata dal dottor Francesco Braconaro, fino allo scorso anno presidente della commissione medica della Lega di serie B. Nessuno ha ascoltato i medici della serie C, né tanto meno i medici dei 3 gironi, prima di sedersi al tavolo con gli altri componenti della commissione. Sarebbe stato il caso che ci fosse stato un rappresentante della Lamica: ci avrebbe certamente consultato".

E' vero che volevate dimettervi in blocco?
"Un medico del girone C le ha presentate per protesta. Eravamo pronti a farlo tutti, come provocazione. Ma poi, vista la posizione dei presidenti e di Ghirelli di sospendere il campionato, abbiamo deciso di aspettare".

La serie C si era fermata per prima, per i casi di coronavirus.
"Ne conosco uno personalmente, di un'altra squadra. Noi del Catanzaro siamo stati gli ultimi a giocare contro il Bari, a porte chiuse, la sera del 9 marzo. L'11 ci siamo rivisti e i test sierologici hanno attestato che non c'erano casi. Ma il problema va ben oltre il protocollo. Noi non viaggiamo in charter, se dobbiamo prendere l'aereo, ma coi voli di linea. E poi, se un calciatore s'infortuna e dobbiamo accompagnarlo in ospedale, con gli annessi rischi di contagio? Siamo davvero stupiti del fatto che non ci abbiano consultato".