Campobasso, i debiti oltre la gloria: e adesso gli americani non si fidano più
di Massimo Basile , di Massimo BasileDue settimane dopo la storica promozione in Serie C, la favola Campobasso si è trasformata in commedia all'italiana: debiti nascosti, stipendi gestiti in modo non chiaro, soldi per i premi promozione dissolti nel nulla. Gli investitori americani sono rimasti molto delusi dal presidente, e azionista di maggioranza, Mario Gesué, e si sono presi una pausa di riflessione. Quello che sta succedendo nella squadra molisana promossa dopo trentadue anni di anonimato, a leggere il comunicato degli americani, rappresenta un caso simbolo del calcio italiano: da una parte un investitore straniero che porta soldi, sponsor, idee per promuovere il club in America, compresa una docuserie tv chiamata "Underdogs", gli sfavoriti; dall'altra la gestione di un club del campionato Dilettanti fatta di conti non cristallini, soldi che appaiono e spariscono come boe e la sensazione, a New York, di essere visti come il turista a cui Totò e Peppino volevano vendere la Fonta…
Due settimane dopo la storica promozione in Serie C, la favola Campobasso si è trasformata in commedia all'italiana: debiti nascosti, stipendi gestiti in modo non chiaro, soldi per i premi promozione dissolti nel nulla. Gli investitori americani sono rimasti molto delusi dal presidente, e azionista di maggioranza, Mario Gesué, e si sono presi una pausa di riflessione. Quello che sta succedendo nella squadra molisana promossa dopo trentadue anni di anonimato, a leggere il comunicato degli americani, rappresenta un caso simbolo del calcio italiano: da una parte un investitore straniero che porta soldi, sponsor, idee per promuovere il club in America, compresa una docuserie tv chiamata "Underdogs", gli sfavoriti; dall'altra la gestione di un club del campionato Dilettanti fatta di conti non cristallini, soldi che appaiono e spariscono come boe e la sensazione, a New York, di essere visti come il turista a cui Totò e Peppino volevano vendere la Fontana di Trevi.
Debiti tre volte superiori a quelli dichiarati
Matt Rizzetta, fondatore dell'agenzia americana North Sixth Group, era volato a Campobasso a inizio giugno per seguire la squadra nella settimana della promozione e lì, al momento del suo arrivo, qualcuno lo aveva messo in guardia. L'americano ha saputo che gli stipendi non erano stati tutti liquidati come gli americani sono abituati a fare e il premio da diecimila euro per un filotto di vittorie non era mai arrivato ai giocatori. Lo stipendio, già finanziato dai nuovi investitori e messo a bilancio, per Nicola Cirrincione, il braccio destro di Rizzetta, è stato pagato solo per due mesi. Nel frattempo, sulla posta elettronica dell'imprenditore newyorkese era arrivata la relazione dei suoi analisti sui conti della società, da cui era emerso un debito quasi tre volte maggiore di quello dichiarato al momento del loro ingresso. Non 400 mila euro circa, ma 1.140.464,30 euro.
Gli americani vogliono controllare i bilanci
Entrati come soci di minoranza, dopo aver fatto ad aprile l'offerta per rilevare le quote di maggioranza, gli americani avevano chiesto di poter accedere a tutte le voci di bilancio, ma dicono di aver trovato solo ostacoli, informazioni parziali, un "processo faticoso". Nel comunicato Rizzetta ha parlato di "situazione debitoria grossolanamente sottovalutata" dalla proprietà. Cioè, sottostimata. Il clima di fiducia si è raffreddato proprio nelle ore della festa. Gli americani avevano messo circa 410 mila euro, tra contanti, sponsor, accordi di merchandising. E' una cifra enorme per una squadra di dilettanti. Adesso vogliono acquisire la maggioranza, per poter controllare i bilanci.
Gesué e il socio francese, si profila un intrigo internazionale
Non si fidano più, anche perché con il passaggio dai dilettanti alla Serie C cambierà lo status del club: con l'ingresso nel professionismo ci sono regole rigide. Rizzetta ha presentato un'offerta di acquisto da 2,25 milioni di euro, comprensivi dei debiti. Per fare un raffronto, il Mantova, storico club con un passato in A, avrebbe una valutazione di 1,8 milioni. A Gesué è stata offerta una doppia opzione: cedere l'intero pacchetto o mantenere una quota di minoranza. Non hanno avuto risposta. Nonostante lo abbiano cercato più volte, Gesué non si sarebbe fatto trovare. Si parla del possibile ingresso di un socio francese, cosa che potrebbe presupporre un curioso intrigo internazionale per controllare il Campobasso, la cui iscrizione alla Serie C, secondo gli americani, è "a rischio". L'ingresso di altri soci potrebbe servire a iscriversi, ma il futuro resterebbe incerto. La società dei Lupi è arrivata a un bivio: passare agli americani, che sognano la Serie A e fare del Campobasso un club modello in Italia, oppure continuare con la vecchia proprietà e, forse, nuovi innesti. Abbiamo contattato Gesué per un commento, ma il presidente, dopo aver letto il messaggio, non ha risposto.