Barcellona, non c'è 'morso' che tenga: arriva Suarez per 79 milioni
Il club catalano perfeziona l'acquisto dell'uruguaiano, nonostante le vicissitudini mondiali del giocatore. Il Real Madrid si sposta su Radamel Falcao. Il tutto con cifre che rendono incomprensibile il fair play finanziariodi ANDREA SORRENTINO
ROMA - Il gran carrozzone va avanti, e non ci sono morsi, squalifiche esemplari o fair play finanziari che tengano. Luis Suarez il morsicatore, quello bandito dalla Fifa per almeno quattro mesi da tutti gli stadi del mondo, quello che non può neppure allenarsi nelle strutture ufficiali fino al 26 ottobre prossimo, è del Barcellona. Il club catalano ha acquistato il centravanti uruguaiano dal Liverpool, per una cifra che per ora, in mancanza di ulteriori dettagli, si aggira sui 79 milioni di euro. Trattativa conclusa nella notte, annunciano i media spagnoli con una certa enfasi. Trattativa che peraltro andava avanti da settimane, ben prima che Suarez venisse coinvolto nella questione del morso a Chiellini in Italia-Uruguay del 24 giugno scorso a Natal.
Al momento le cifre non sono ancora ufficiali, ma basti sapere che Suarez aveva tre diverse clausole di rescissione: una per i soli club della Premier, una per i club della Premier più importanti (Manchester
United, Ma…
Al momento le cifre non sono ancora ufficiali, ma basti sapere che Suarez aveva tre diverse clausole di rescissione: una per i soli club della Premier, una per i club della Premier più importanti (Manchester
United, Ma…
ROMA - Il gran carrozzone va avanti, e non ci sono morsi, squalifiche esemplari o fair play finanziari che tengano. Luis Suarez il morsicatore, quello bandito dalla Fifa per almeno quattro mesi da tutti gli stadi del mondo, quello che non può neppure allenarsi nelle strutture ufficiali fino al 26 ottobre prossimo, è del Barcellona. Il club catalano ha acquistato il centravanti uruguaiano dal Liverpool, per una cifra che per ora, in mancanza di ulteriori dettagli, si aggira sui 79 milioni di euro. Trattativa conclusa nella notte, annunciano i media spagnoli con una certa enfasi. Trattativa che peraltro andava avanti da settimane, ben prima che Suarez venisse coinvolto nella questione del morso a Chiellini in Italia-Uruguay del 24 giugno scorso a Natal.
Al momento le cifre non sono ancora ufficiali, ma basti sapere che Suarez aveva tre diverse clausole di rescissione: una per i soli club della Premier, una per i club della Premier più importanti (Manchester
United, Manchester City, Chelsea e Arsenal) e una per il resto del mondo, quest'ultima di 70 milioni di sterline, ossia 88 milioni di euro. E' credibile che il Barcellona abbia speso qualcosa in meno di 88 milioni, ma non molto di meno: tra l'altro l'intera cifra verrà versata in contanti, perché il Liverpool ha rifiutato l'inserimento di Alexis Sanchez nella trattativa. In ogni caso il Barça aveva già chiuso una settimana fa l'accordo con Suarez, anzi coi suoi manager, per un contratto quinquennale, strappandolo così alla corte del Real Madrid che ha ripiegato, per modo di dire, su Radamel Falcao. In tutto questo appaiono sempre più incomprensibili le regole sul fair play finanziario che l'Uefa di Platini sta tentando di introdurre nelle
ultime stagione, perché in realtà pare che i grandi club spagnoli e inglesi (più il Psg, di cui è proprietario il Qatar) continuino a effettuare acquisti plurimilionari senza che cambi nulla. Il Psg e il City, ad esempio, nei mesi scorsi hanno ricevuto una multa da 60 milioni con l'obbligo di mantenere invariato il tetto degli ingaggi e un sovrappiù di sanzione (in Champions potranno presentare una rosa da 21 giocatori e non da 25), ma il Psg nel frattempo ha già acquistato David Luiz dal Chelsea per 50 milioni. E lo stesso Barcellona, che pure presenterà a breve un bilancio in attivo, in questa sessione di calciomercato ha già ingaggiato tra gli altri Rakitic, Suarez e due portieri di grande valore come Ter Stegen e Bravo.
Come faranno questi club a mantenere i conti in ordine, anche se hanno ricavi da centinaia di milioni all'anno, rimane un mistero gaudioso. E l'unica certezza è che nessun club italiano nei prossimi anni riuscirà ad arrivare a certi livelli. Di spese, ma anche di impunità.
Al momento le cifre non sono ancora ufficiali, ma basti sapere che Suarez aveva tre diverse clausole di rescissione: una per i soli club della Premier, una per i club della Premier più importanti (Manchester
United, Manchester City, Chelsea e Arsenal) e una per il resto del mondo, quest'ultima di 70 milioni di sterline, ossia 88 milioni di euro. E' credibile che il Barcellona abbia speso qualcosa in meno di 88 milioni, ma non molto di meno: tra l'altro l'intera cifra verrà versata in contanti, perché il Liverpool ha rifiutato l'inserimento di Alexis Sanchez nella trattativa. In ogni caso il Barça aveva già chiuso una settimana fa l'accordo con Suarez, anzi coi suoi manager, per un contratto quinquennale, strappandolo così alla corte del Real Madrid che ha ripiegato, per modo di dire, su Radamel Falcao. In tutto questo appaiono sempre più incomprensibili le regole sul fair play finanziario che l'Uefa di Platini sta tentando di introdurre nelle
ultime stagione, perché in realtà pare che i grandi club spagnoli e inglesi (più il Psg, di cui è proprietario il Qatar) continuino a effettuare acquisti plurimilionari senza che cambi nulla. Il Psg e il City, ad esempio, nei mesi scorsi hanno ricevuto una multa da 60 milioni con l'obbligo di mantenere invariato il tetto degli ingaggi e un sovrappiù di sanzione (in Champions potranno presentare una rosa da 21 giocatori e non da 25), ma il Psg nel frattempo ha già acquistato David Luiz dal Chelsea per 50 milioni. E lo stesso Barcellona, che pure presenterà a breve un bilancio in attivo, in questa sessione di calciomercato ha già ingaggiato tra gli altri Rakitic, Suarez e due portieri di grande valore come Ter Stegen e Bravo.
Come faranno questi club a mantenere i conti in ordine, anche se hanno ricavi da centinaia di milioni all'anno, rimane un mistero gaudioso. E l'unica certezza è che nessun club italiano nei prossimi anni riuscirà ad arrivare a certi livelli. Di spese, ma anche di impunità.