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Giovani, ricchi e ribelli: da Icardi a Diawara, i capricci dell'estate

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ROMA - A vederli da fuori, sembrano i protagonisti della pellicola The Riot Club: giovani, ricchi, belli. E ovviamente capricciosi, abbastanza da diventare lo spauracchio di chi se li ritrova in casa. Loro però non sono riottosi studenti di Oxford, anche se l'età lo consentirebbe. Ma calciatori delle grandi d'Italia (e non solo). Il problema è covnincerli a restarci, nella squadra che li paga.

Icardi, Keita, Diawara, Marquinhos e già che ci siamo pure Felipe Anderson. Sembrano quasi essersi messi d'accordo per guastare il weekend alle loro società. Il centrocampista del Bologna, 18 anni tra una settimana, un anno fa giocava nel Sanmarino, squadra di Serravalle, non più di 10mila abitanti. Domenica, dopo un solo campionato nel Bologna, ha deciso di disertare il raduno della squadra rossoblù scontento per come il club l'ha trattato, rifiutando l'offerta del Valencia che voleva comprarlo. Come se averlo portato dalla serie D alla serie A non meritasse un minimo di gratitudine. E magari adesso sarà pure "premiato" con il trasferimento alla Roma. Pure il ventunenne laziale Keita Baldé non ha risposto alla chiamata della squadra. "Mal di pancia", dicevano a Formello per far capire che la diserzione nasconde il proposito di cambiare aria. Ai dirigenti che lo cercavano per sapere dove si fosse cacciato ha fatto trovare il telefono spento: deve averlo acceso solo per pubblicare sui social network un messaggio, delirante per uno che manca una chiamata di lavoro. "Non posso più accettare il trattamento che mi stanno riservando, non mantengono le promesse". Figurarsi. Ma Lotito è abituato a scene simili, visto che pure Felipe Anderson gli ha dato buca: lui ha declinato l'invito per il ritiro per altri motivi. "Voglio andare alle Olimpiadi", ha detto a Tare che lo cercava. Bielsa infatti aveva detto no, ma Simone Inzaghi - che di gatte da pelare ne ha già abbastanza - ha fatto rientrare la rottura consegnandogli il biglietto per Rio: mercoledì Anderson arriverà. Pare. Marquinhos, brasiliano di 22 anni, ha fatto lo stesso col Psg, non proprio l'ultima delle squadre: "O mi mandate ai Giochi o me ne vado". Dove, non s'è ancora capito ma l'importante è lanciare il sasso.

Icardi, il più "vecchio" del gruppo con i suoi 23 anni, i malumori non l'ha nemmeno espressi in prima persona. Ci ha pensato per lui l'eccessiva signora Icardi, meglio nota (soprattutto in Argentina) con nome e cognome di nascita: Wanda Nara. Archiviata la telenovela-social con l'ex marito Maxi Lopez, ora si diverte a fare da manager al nuovo coniuge. Chi non ne era a conoscenza, l'ha scoperto dai suoi messaggi piccati su twitter: "Abbiamo capito che l'Inter vuole vendere Mauro per motivi economici. Abbiamo tante offerte e loro non possono permettersi di trattenerlo", la sintesi delle uscite social della signora. Apriti cielo. E pensare che i dirigenti dell'Inter proprio in quelle ore si scambiavano pacche sulle spalle per come Icardi si stava comportando in ritiro: puntuale, professionale, serissimo. Lui. Chissà se a ispirare la mogliettina è stato il caso di Higuain, che i suoi, di mal di pancia, l'aveva affidati alle parole del fratello-agente: "Non rinnoverà, De Laurentiis l'ha chiamato chiattone". Lui, di certo, non è un ragazzo di Oxford.
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